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Trump esorta la Francia a chiudere le frontiere mentre le proteste devastano il paese

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato la Francia a chiudere le frontiere in mezzo a una serie di proteste di massa che, sabato 17 ottobre, hanno coinvolto Parigi, Lione, Marsiglia, Bordeaux e Lilla. Trump ha attribuito la causa delle rivolte all'immigrazione, una spiegazione che diverge da quella dei media francesi e internazionali, che puntano il dito contro la disuguaglianza, i tagli alla spesa pubblica e l'aumento del costo della vita. Le autorità francesi hanno segnalato oltre 500 agenti feriti, quasi 1.800 persone fermate e centinaia di negozi danneggiati. Manifestazioni di solidarietà con scontri si sono verificate anche a Bruxelles, Liegi e Milano.

Punti chiave

  • Trump ha pubblicato su Truth Social un appello alla Francia perché chiuda le frontiere, attribuendo le proteste all'immigrazione.
  • Sabato 17 ottobre le manifestazioni si sono estese a Parigi, Lione, Marsiglia, Bordeaux e Lilla, con oltre mezzo milione di partecipanti.
  • A Limoges un incendio ha distrutto il tetto del municipio, descritto come un edificio di 143 anni; il sindaco Guillaume Guérin ha denunciato un'intenzione deliberata.
  • Oltre 500 agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti e quasi 1.800 persone sono state fermate in tutta la Francia, con un record di 855 fermi a Parigi.
  • Il primo ministro Sébastien Lecornu ha incolpato l'«ultrasinistra» e in particolare Jean-Luc Mélenchon e La France insoumise.
  • Scontri analoghi sono segnalati a Bruxelles, Liegi e Milano.
  • Il presidente Emmanuel Macron era atteso per un discorso alla nazione alle 20:00 ora locale.

Perché è importante

L'intervento pubblico di Trump su una questione interna francese rappresenta una rara intrusione del presidente statunitense nel dibattito politico europeo, con una lettura delle proteste centrata sull'immigrazione che contrasta con le spiegazioni offerte dai media francesi e internazionali. La portata dei danni — municipi storici dati alle fiamme, centinaia di negozi saccheggiati, oltre 500 agenti feriti e quasi 1.800 fermi — fa di queste le rivolte più gravi in Francia da diversi anni secondo il New York Times. La fuga di proteste e scontri a Bruxelles, Liegi e Milano indica una risonanza che supera i confini francesi, mentre l'atteso discorso alla nazione di Macron segnala la gravità attribuita dal governo alla crisi, in un contesto di elezioni presidenziali nel 2027 alle quali non potrà candidarsi.

Che cosa è successo

Sabato 17 ottobre centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza in dozzine di città francesi in una giornata di mobilitazione che, secondo il governo, ha radunato circa 550.000 persone — circa 800.000 secondo gli organizzatori. Le manifestazioni sono state per lo più pacifiche, ma piccoli gruppi radicali hanno attaccato edifici pubblici, forze dell'ordine e negozi. A Limoges un incendio ha distrutto il tetto del municipio, descritto come un edificio di 143 anni; il prefetto della Haute-Vienne ha definito l'atto deliberato e il sindaco Guillaume Guérin ha denunciato un'intenzione chiara di bruciare l'edificio, minacciando le dimissioni se la città non riceverà un milione di euro per le riparazioni. A Lione l'ufficio turistico di Place Bellecour è stato danneggiato da un incendio doloso e il sindaco Grégory Doucet ha parlato di «una certa follia» diffusasi in quasi tutta la Francia. A Marsiglia i manifestanti sono entrati nel municipio e hanno danneggiato una stazione di polizia; a Bordeaux una folla mascherata ha fatto irruzione nella residenza del prefetto e, secondo il sindaco Thomas Cazenave, fino a 100 negozi sono stati saccheggiati; a Lilla persone sono entrate nel municipio e hanno dato fuoco ad alcuni esercizi. A Parigi, intorno a Place de la République e nel centro, sono state infrante vetrine e incendiate biciclette, e un hotel vicino a Place de la République ha subito gravi danni. Il ministro dell'Interno Laurent Nunez ha riferito di oltre 500 agenti feriti, quasi 1.800 fermi a livello nazionale — con un record di 855 a Parigi — e di diverse centinaia di negozi danneggiati; secondo Reuters un manifestante è morto a Parigi per un infarto. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha incolpato l'«ultrasinistra» e in particolare Jean-Luc Mélenchon e il suo partito La France insoumise, affermando che la Francia ha raggiunto un «punto di non ritorno»; Mélenchon ha risposto accusando il governo di essere responsabile del caos. Il presidente Emmanuel Macron, che ha scritto su X che «non c'è posto per la violenza nella nostra Repubblica», era atteso per un discorso alla nazione alle 20:00 ora locale. Negli stessi giorni si sono registrati scontri anche a Bruxelles, dove 500-600 persone hanno lanciato oggetti contro la polizia vicino alla stazione Bruxelles-Midi, a Liegi, dove la polizia ha usato gas lacrimogeni e idranti, e a Milano, dove una marcia contro le guerre e il carovita è degenerata con il lancio di sassi e l'incendio di tavoli dei bar usati come barricate.

Come la raccontano le fonti internazionali

I media internazionali, tra cui Reuters, Le Monde, il New York Times e il Financial Times, spiegano le proteste principalmente con la disuguaglianza, i tagli alla spesa pubblica e l'aumento del costo della vita, e il New York Times ha definito gli scontri i più gravi in Francia da diversi anni. La narrazione trumpiana, centrata sull'immigrazione e sulla chiusura delle frontiere, diverge nettamente da questa lettura ed è stata rilanciata soprattutto dalle testate che hanno ripreso integralmente il post su Truth Social.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla piattaforma usata da Trump per il suo appello: la maggior parte delle fonti indica Truth Social, mentre una fonte lo attribuisce alla rete X. Anche l'età del municipio di Limoges è riportata in modo diverso — 143 anni secondo una fonte, edificio del XIX secolo secondo un'altra. Sulle cifre degli scontri, il ministro dell'Interno Nunez ha parlato di quasi 1.800 fermi e oltre 500 agenti feriti, mentre il primo ministro Lecornu, citato da una fonte, ha indicato circa 1.200 fermi e 150 agenti feriti. Infine, la partecipazione alle manifestazioni del 17 ottobre è stimata in circa 550.000 persone dal governo e in circa 800.000 dagli organizzatori.

Contesto

Le proteste sono iniziate a settembre con denunce sulle condizioni delle scuole e la carenza di insegnanti nei quartieri popolari, per poi allargarsi a un movimento contro la disuguaglianza, i tagli alla spesa pubblica e l'aumento del costo della vita. Il primo ministro Sébastien Lecornu e parti del governo hanno attribuito la violenza all'«ultrasinistra» e a La France insoumise; Jean-Luc Mélenchon ha ricondotto la responsabilità al governo. Trump ha indicato l'immigrazione come causa, in contrasto con la lettura dei media francesi e internazionali. Le elezioni presidenziali francesi sono in programma nel 2027 e Macron non potrà ricandidarsi.