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Zelensky pronto a congelare il fronte, ma rifiuta di cedere il 25% del territorio

Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina è pronta a fermare rapidamente la guerra congelando i combattimenti lungo l'attuale linea del fronte. Ha però escluso il riconoscimento giuridico dei territori occupati come russi e ha rifiutato di cedere volontariamente il 25% del paese, chiedendo garanzie di sicurezza in cambio del controllo sul restante 75%.

Punti chiave

  • Zelensky: congelare il fronte il prima possibile per fermare la guerra
  • Ucraina pronta a trattare sulla base dell'attuale linea del fronte
  • Nessun riconoscimento giuridico dei territori temporaneamente occupati come russi
  • Zelensky rifiuta di cedere il 25% del territorio per una pace
  • La rinuncia al 25% significherebbe far uscire le forze ucraine dal Donbas controllato
  • Richieste garanzie di sicurezza dei partner se l'Ucraina mantiene il controllo sul 75% del paese
  • Starlink: le restrizioni restano attive; 24 missili Patriot ricevuti dagli USA in 90 giorni

Perché è importante

La proposta di congelare il fronte definisce le condizioni ucraine per una possibile fine rapida della guerra e l'avvio di trattative. Il rifiuto di riconoscere i territori occupati come russi e di cedere il 25% del territorio evidenzia i principali ostacoli a un accordo. La richiesta di garanzie di sicurezza potrebbe definire le condizioni di un eventuale insediamento basato sull'attuale linea del fronte. Le dichiarazioni giungono mentre Steven Witkoff è in contatto con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, e mentre Mosca ha indicato la disponibilità a riprendere i colloqui trilaterali.

Che cosa è successo

Volodymyr Zelensky ha dichiarato che l'Ucraina è pronta a fermare la guerra il prima possibile congelando i combattimenti lungo l'attuale linea del fronte. Lo ha presentato come un potenziale accordo di pace basato sulla linea esistente, a condizione che l'Ucraina mantenga il controllo sul 75% del paese e riceva garanzie di sicurezza dai partner. Ha però negato la disponibilità a riconoscere giuridicamente i territori temporaneamente occupati come russi e a cedere volontariamente il 25% del territorio. Secondo Zelensky, una simile rinuncia richiederebbe alle forze ucraine di lasciare tutte le aree del Donbas sotto il loro controllo.

Zelensky ha anche messo in evidenza le limitazioni dell'aiuto americano. Ha dichiarato che le restrizioni a Starlink continuano a essere in vigore e che l'Ucraina ha ricevuto dagli Stati Uniti soltanto 24 missili per i sistemi Patriot negli ultimi 90 giorni. Alla domanda sul blocco americano alla consegna all'Ucraina dei missili-intercettori europei ha risposto: «Non li hanno fermati, ma non hanno firmato». Pur affermando che gli Stati Uniti restano un partner fondamentale, ha detto di non sentirsi tradito dagli Stati Uniti, ma di non percepire un sostegno sufficiente.

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura ucraina sottolinea la disponibilità di Zelensky a congelare rapidamente l'attuale linea del fronte come via per concludere la guerra. Le informazioni distinguono nettamente questa apertura diplomatica dal rifiuto di riconoscere giuridicamente i territori occupati o di cedere volontariamente il 25% del paese. Il resoconto evidenzia inoltre l'importanza delle garanzie di sicurezza, il persistere delle restrizioni su Starlink, il volume limitato dei missili forniti dagli USA e l'insoddisfazione di Zelensky per il livello di sostegno americano. La proposta viene presentata come un compromesso tra il rapido arresto dei combattimenti e il mantenimento del controllo ucraino sul 75% del territorio.

Contesto

Zelensky aveva in precedenza dichiarato che avrebbe accettato il congelamento della linea del fronte e la conservazione del controllo ucraino sul 75% del paese, se i partner avessero fornito garanzie di sicurezza. La Russia avrebbe respinto la sua proposta di giugno di congelare il fronte e avviare trattati diplomatici. Il 21 ottobre Steven Witkoff ha incontrato Vladimir Putin a San Pietroburgo; in seguito si è recato a Oslo, dove ha incontrato Zelensky e i leader di Norvegia e Finlandia. Putin ha detto a Witkoff che Mosca era pronta a riprendere i negoziati trilaterali nella seconda decade di ottobre.