Le forze ucraine colpiscono due raffinerie russe e infrastrutture per droni nella notte del 13 settembre
Il 12 settembre e nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2026, le Forze di difesa ucraine hanno colpito una serie di obiettivi militari russi, tra cui due raffinerie di petrolio — la Slavyansky a Slavyansk-na-Kubani (Krasnodar) e la Taneko a Nizhnekamsk (Tatarstan) — e diversi siti di lancio, ripetitori e radar legati al controllo dei droni d'attacco russi.
Punti chiave
- Nella notte del 13 settembre le Forze di difesa ucraine hanno colpito due raffinerie russe: la Slavyansky a Slavyansk-na-Kubani (Krasnodar) e la Taneko a Nizhnekamsk (Tatarstan).
- La Taneko, una delle più grandi e moderne raffinerie della Russia con capacità progettuale di oltre 16 milioni di tonnellate annue, si trova a più di 1.200 km dal confine ucraino; è stata registrata una fiammata in uno dei serbatoi.
- Il 12 settembre e nella notte successiva le Forze di difesa ucraine hanno colpito numerosi importanti obiettivi militari russi.
- A Millerovy (oblast di Rostov) è stato colpito un sito di stoccaggio, preparazione e lancio di droni d'attacco russi.
- A Donetsk occupata è stato colpito un sito di stoccaggio, preparazione e lancio di droni d'attacco.
- Vicino a Zaliznyj Port e Skadovsk (oblast di Cherson) e vicino a Čornomors'ke e Olenivka in Crimea occupata sono stati colpiti ripetitori terrestri usati per controllare i droni d'attacco Geran/Gerbera.
- Vicino al villaggio di R'ovny nell'oblast di Brjansk è stata colpita una stazione radar di tracciamento dei bersagli; vicino a Rečica un sito di stoccaggio di armi ed equipaggiamento militare.
Perché è importante
In un'unica notte sono state colpite due raffinerie russe — tra cui la Taneko, una delle più grandi e moderne del Paese, situata a oltre 1.200 km dal confine ucraino — entrambe impiegate secondo quanto riportato per rifornire le necessità militari russe. Parallelamente l'Ucraina ha preso di mira l'intera catena di comando dei droni d'attacco russi: siti di lancio, ripetitori terrestri per i Geran/Gerbera e un complesso antenna, oltre a un radar di tracciamento e un deposito di armi. Si tratta di un'operazione multi-bersaglio contro infrastrutture militari russe e contro la logistica energetica che alimenta lo sforzo bellico.
Che cosa è successo
Il 12 settembre e nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2026 le unità delle Forze di difesa ucraine hanno colpito una serie di importanti obiettivi militari russi. Nella notte del 13 settembre sono state colpite due raffinerie di petrolio russe: la Slavyansky a Slavyansk-na-Kubani, nel Territorio di Krasnodar, e la Taneko a Nizhnekamsk, nella Repubblica del Tatarstan. Dopo il raid sulla Taneko è stata registrata una fiammata in uno dei serbatoi; un incendio è stato segnalato anche nel perimetro della raffineria Slavyansky. Lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine ha confermato il colpo sulla Slavyansky; l'HUR ha riferito che nell'attacco allo stabilimento «Slavyansk-EKO» sono stati colpiti un'unità chiave di lavorazione del petrolio e il parco serbatoi. La Taneko è una delle più grandi e moderne raffinerie della Russia, con una capacità progettuale superiore a 16 milioni di tonnellate di petrolio all'anno, e si trova a più di 1.200 km dal confine ucraino. Entrambe le raffinerie sono impiegate, secondo quanto riportato, per soddisfare le necessità dell'esercito russo. Sul piano dei sistemi senza pilota, è stato colpito un sito di stoccaggio, preparazione e lancio di droni d'attacco a Millerovy (oblast di Rostov) e un sito analogo a Donetsk occupata. Nelle zone di Zaliznyj Port e Skadovsk (oblast di Cherson), Čornomors'ke e Olenivka (Crimea occupata) sono stati colpiti ripetitori terrestri usati per guidare i droni d'attacco Geran/Gerbera; a Olenivka è stato inoltre colpito un complesso antenna. Nell'obblast di Brjank, vicino al villaggio di R'ovny, è stata colpita una stazione radar di tracciamento dei bersagli, e vicino a Rečica un sito di stoccaggio di armi ed equipaggiamento militare nemico.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti fornite sono ucraine e in ucraino, e sottolineano con coerenza l'ampiezza degli obiettivi colpiti, il significato militare delle raffinerie colpite e la distanza dal confine ucraino fino alla Taneko. La narrazione ricorrente insiste sugli «importanti obiettivi militari», sul ruolo dello Stato Maggiore delle Forze armate ucraine nel confermare i raid e sulla comunicazione dell'HUR relativa ai danni all'unità di lavorazione e al parco serbatoi della Slavyansk-EKO.
Contesto
Il precedente raid ucraino sulla raffineria Taneko risale al 20 agosto. L'11 settembre la raffineria di Saratov aveva subito danni a un'unità primaria di lavorazione (ELZU-AVT-6) e a un tratto del gasdotto principale. Lo Stato Maggiore delle Forze armate ucraine ha annunciato i raid via Facebook.