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Zelensky sanziona l'ex portavoce Yulia Mendel: è l'unica cittadina ucraina nella lista

Il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato il 13 settembre 2026 il decreto n. 901/2026 con cui ha messo in atto la decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell'Ucraina (RNBO) sulle sanzioni personali contro la sua ex portavoce Yulia Mendel. Mendel è l'unica cittadina ucraina in una lista di dieci persone che include anche nove cittadini russi accusati di diffondere disinformazione e propaganda filo-russa. Lo stesso giorno Zelensky ha firmato altri due decreti sanzionatori contro imprese legate alla corporazione russa Rostec e contro 20 navi della flotta ombra russa.

Punti chiave

  • Decreto n. 901/2026 del 13 settembre 2026: sanzioni contro Yulia Mendel e altri 9 cittadini russi accusati di propaganda e disinformazione.
  • Mendel è l'unica cittadina ucraina nell'elenco; le sanzioni includono blocco dei beni, divieto di transazioni commerciali, divieto d'ingresso in Ucraina e restrizione dell'accesso dall'Ucraina ai suoi account Instagram, X e Facebook.
  • Alcune sanzioni sono a tempo indeterminato, altre hanno durata di 10 anni; la proposta è arrivata dal Servizio di sicurezza ucraino (SBU).
  • Stesso giorno, decreto n. 899/2026: sanzioni contro 29 cittadini e 29 imprese russe legate a Rostec, ritenuta produttrice fino all'80% delle armi usate dalla Russia contro l'Ucraina.
  • Decreto n. 900/2026: 10 anni di sanzioni contro 20 navi della flotta ombra russa battenti bandiera di Liberia, Palau, Sierra Leone, Barbados e Isole Marshall.
  • A maggio 2026 Mendel aveva rilasciato un'intervista al podcaster americano Tucker Carlson sostenendo che Zelensky fosse pronto a cedere il Donbas alla Russia e accusandolo di riciclaggio e uso di stupefacenti.
  • Il Centro per la lotta alla disinformazione ucraino ha definito le tesi di Mendel allineate ai principali narrazioni della propaganda russa; l'ufficio del presidente ha ribadito che Mendel non ha partecipato a negoziati né a decisioni.
  • Mendel ha definito le sanzioni anticostituzionali su Facebook e ha detto di attendersi anche un'accusa di tradimento.
  • Sanzioni e pacchetto rientrano in un'azione coordinata contro propaganda russa, complesso militare-industriale russo e mezzi usati per esportare idrocarburi.
  • L'Ucraina prevede di trasmettere le informazioni sui provvedimenti ai partner per la sincronizzazione delle sanzioni nelle giurisdizioni internazionali.

Perché è importante

Le sanzioni colpiscono una ex funzionaria di primo piano dell'Ufficio del presidente che ha rilasciato dichiarazioni pubbliche allineate alla narrativa russa su media stranieri. Il provvedimento fa parte di un pacchetto più ampio contro la propaganda russa, il complesso militare-industriale e la flotta ombra, e segnala come Kiev inquadri alcune voci critiche interne come parte della guerra dell'informazione di Mosca.

Che cosa è successo

Il 13 settembre 2026 il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato tre decreti che mettono in atto decisioni sanzionatorie del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale ucraino. Il decreto n. 901/2026 impone sanzioni personali contro l'ex portavoce presidenziale Yulia Mendel — unica cittadina ucraina — e nove cittadini russi accusati di diffondere disinformazione e propaganda russa. Le misure comprendono blocco dei beni, divieto di transazioni commerciali, divieto di ingresso in Ucraina e restrizione dell'accesso dall'Ucraina ai profili social di Mendel su Instagram, X e Facebook; parte delle sanzioni sono a tempo indeterminato, parte hanno durata di dieci anni. Il decreto n. 899/2026 sanziona 29 cittadini e 29 imprese russe legate alla corporazione statale Rostec, che secondo il consigliere presidenziale Vladyslav Vlasiuk fornisce fino all'80% degli armamenti impiegati dalla Russia contro l'Ucraina. Il decreto n. 900/2026 impone dieci anni di sanzioni a 20 navi della flotta ombra russa battenti bandiere di Liberia, Palau, Sierra Leone, Barbados e Isole Marshall. Il pacchetto è stato proposto dal Servizio di sicurezza ucraino (SBU) per la parte riguardante Mendel; l'Ucraina intende condividere le informazioni con i partner per la sincronizzazione delle sanzioni nelle giurisdizioni internazionali.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine presentano il pacchetto come un'azione unica e coordinata: le sanzioni personali contro Mendel e i propagandisti russi sono lette insieme a quelle contro le aziende collegate a Rostec e alle petroliere della flotta ombra. Mendel viene così collocata come un nodo di una rete più ampia di disinformazione russa, non come un caso isolato. I media ucraini danno ampio riscontro alle prese di posizione ufficiali — Ufficio del presidente, Centro per la lotta alla disinformazione, consigliere presidenziale Dmytro Lytvyn — che definiscono le affermazioni di Mendel non serie e allineate alla propaganda russa. Alcune testate collegano il momento delle sanzioni al previsto intervento di Mendel al Parlamento europeo di Strasburgo il 16 settembre, organizzato dal partito tedesco di destra Alternative für Deutschland.

Come la raccontano le fonti internazionali

L'unica fonte non ucraina disponibile, l'agenzia azera APA, riassume l'azione in modo sintetico come «Zelensky sanziona l'ex portavoce Mendel», senza approfondire il pacchetto più ampio (Rostec, flotta ombra), i contenuti dell'intervista a Carlson o l'inquadramento propagandistico. La copertura internazionale risulta quindi limitata: non emergono analisi indipendenti sul merito delle accuse contro Mendel né voci critiche occidentali di rilievo.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla data esatta in cui Mendel ha lasciato l'incarico di portavoce presidenziale: una fonte indica circa il 30 aprile 2021, pur menzionando che altre riportano luglio 2021, mentre un'altra fonte fissa la fine dell'incarico al 9 luglio 2021.

Contesto

Yulia Mendel è stata portavoce di Zelensky dal 3 giugno 2019 al 9 luglio 2021; in precedenza aveva lavorato per diverse emittenti televisive ucraine e collaborato con testate internazionali. A maggio 2026 ha rilasciato un'intervista al podcaster americano Tucker Carlson, nella quale ha sostenuto che Zelensky fosse pronto a cedere il Donbas alla Russia nel 2022, lo ha accusato di riciclaggio e di uso di stupefacenti e ha definito l'ex capo dell'Ufficio del presidente Andriy Yermak «la persona più pericolosa al potere». Il Centro ucraino per la lotta alla disinformazione ha valutato che le tesi dell'intervista fossero allineate ai principali narrazioni della propaganda russa. Ad agosto 2026 Mendel aveva rilasciato un'altra intervista al settimanale francese Le Journal du Dimanche, definendo Zelensky «il principale beneficiario della guerra».