Sibiha: oltre 500 locomotive ucraine danneggiate o distrutte dalla Russia, appello ai partner
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha chiesto ai paesi partner di fornire locomotive compatibili con lo scartamento 1520 mm e finanziamenti per accelerare gli acquisti, dopo che più di 500 locomotive sono state danneggiate o distrutte dagli attacchi russi dall'inizio dell'invasione su larga scala. Più della metà delle perdite si è concentrata nell'anno in corso. Il 13 settembre un attacco russo ha colpito un locomotore di un treno passeggeri vicino al confine polacco; nella notte del 15 settembre un nuovo raid in Volinia, sempre vicino alla Polonia, ha direttamente colpito un'altra locomotiva.
Punti chiave
- Secondo Sybiha, dall'inizio dell'invasione su larga scala oltre 500 locomotive sono state danneggiate o distrutte dagli attacchi russi.
- Più della metà dei locomotori perduti sono andati fuori uso nell'anno in corso.
- Sybiha ha chiesto ai partner internazionali locomotive compatibili con lo scartamento 1520 mm e finanziamenti per accelerare i nuovi acquisti.
- Il 13 settembre un attacco russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri vicino al confine polacco; Ukrzaliznytsia ipotizza che nel convoglio vi fossero diplomatici e politici.
- Nella notte del 15 settembre un raid in Volinia, vicino alla Polonia, ha direttamente colpito un'altra locomotiva.
- L'Ucraina usa lo scartamento 1520 mm, lo standard in uso nello spazio post-sovietico e diverso dai 1435 mm della maggior parte dei paesi europei.
Perché è importante
La rete ferroviaria è un'infrastruttura critica per la logistica militare, i trasporti civili e l'evacuazione delle popolazioni dalle aree di frontiera. Una perdita di oltre 500 locomotive — con più della metà concentrate nell'ultimo anno — indica un problema di capacità crescente per Ukrzaliznytsia, aggravato dal fatto che l'Ucraina utilizza lo scartamento largo 1520 mm, ereditato dallo standard post-sovietico, il che limita i possibili fornitori e rende l'aiuto esterno più difficile da organizzare. Gli attacchi ripetuti vicino al confine polacco, con l'ipotesi che un convoglio con diplomatici e politici possa essere stato preso di mira, sollevano inoltre preoccupazioni per le implicazioni transfrontaliere e per il rischio di escalation diplomatica.
Che cosa è successo
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha reso noto che dall'inizio dell'invasione russa su larga scala le aggressioni hanno danneggiato o distrutto oltre 500 locomotive, con più della metà delle perdite registrate nell'anno in corso. Sybiha ha descritto gli attacchi come sistematici e mirati a compromettere la logistica sull'intero territorio ucraino e ha chiesto ai paesi partner di individuare con urgenza locomotive compatibili con lo scartamento 1520 mm — lo standard in uso nello spazio post-sovietico — e di fornire finanziamenti per accelerare l'acquisto di nuovi mezzi. Il 13 settembre un attacco russo ha colpito la locomotiva di un treno passeggeri vicino al confine con la Polonia; Ukrzaliznytsia ha ipotizzato che il convoglio, che poteva trasportare diplomatici e politici, fosse l'obiettivo designato. Nella notte del 15 settembre un nuovo raid in Volinia, sempre vicino al confine polacco, ha direttamente colpito un'altra locomotiva.
Contesto
L'Ucraina è servita da Ukrzaliznytsia, l'operatore ferroviario statale, e utilizza lo scartamento 1520 mm, lo stesso dei paesi post-sovietici e diverso dai 1435 mm impiegati nella maggior parte dell'Europa occidentale e centrale. Questa caratteristica tecnica, ereditata dall'epoca imperiale e poi sovietica, limita i potenziali fornitori di locomotive e rende l'assistenza esterna più complessa rispetto a uno standard unificato. Per questo le ipotesi di fornitura si concentrano su paesi che utilizzano lo scartamento largo, in particolare gli Stati baltici e la Finlandia, mentre un'altra possibilità è il riadattamento di locomotive esistenti allo standard ucraino. La ferrovia svolge un ruolo centrale nell'evacuazione dei civili dalle zone prossime al fronte, nel trasporto di merci essenziali — tra cui i carichi di grano — e nella movimentazione logistica di interesse militare.