Russia colpisce i ponti di Kiev per quattro giorni consecutivi, trasporti in tilt
Per quattro giorni consecutivi, droni russi hanno colpito i due principali ponti di Kiev sul Dnipro. Il ponte Pivdennyi (Meridionale) è stato colpito quattro volte tra l'1 e il 2 ottobre e poi chiuso al traffico. Il ponte Pivnichnyi (Settentrionale, già detto Moskovskiy) è stato preso di mira il 3 e il 4 ottobre, con feriti e danni alla rete dei filobus. La chiusura del ponte meridionale ha provocato un collasso dei trasporti in tutta la città, con cittadini costretti ad attraversare i ponti a piedio.
Punti chiave
- 1 ottobre: due droni russi colpiscono il ponte Pivdennyi (Meridionale) di Kiev; trasporto metropolitano e di superficie sospesi.
- 2 ottobre: altri due attacchi al ponte Pivdennyi, che viene chiuso completamente al traffico; danneggiati pilastri, manto stradale e barriere di sicurezza della metro.
- 3 ottobre: un drone colpisce il ponte Pivnichnyi (Settentrionale, già Moskovskiy); due feriti, manto stradale e rete di contatto dei filobus danneggiati.
- 4 ottobre: nuovo attacco al ponte Pivnichnyi, due feriti (uno ricoverato); colpita anche una conduttura del teleriscaldamento, lasciando il distretto di Desnianskyi senza acqua calda.
- Nella notte del 4 ottobre la Russia ha lanciato 135 droni, oltre 50 a reazione; nella stessa settimana oltre 1.900 droni d'attacco, 1.700 bombe aeree e 25 missili, secondo il presidente Zelensky.
- Colpiti anche un magazzino di materiale medico a Sumy (un morto) e un'azienda di telecomunicazioni a Dnipro (sei feriti).
- Il 4 ottobre sono previste restrizioni al traffico a Kiev e nell'oblast' per visite di delegazioni straniere, tra cui il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
- Il ministero guidato da Mykola Kalashnyk annuncia attraversamenti di riserva sul Dnipro (dighe con sezioni di pontoni) per sostituire i ponti danneggiati.
Perché è importante
Per quattro giorni consecutivi i due principali ponti stradali di Kiev sul Dnipro sono stati colpiti da droni russi, paralizzando un'arteria di trasporto cruciale per circa un milione di pendolari che vivono prevalentemente sulla riva sinistra e lavorano sulla destra, dove si concentrano le istituzioni statali. La chiusura completa del ponte meridionale e le ripetute interruzioni su quello settentrionale hanno provocato un collasso dei trasporti in tutta la città, con cittadini costretti ad attraversare i ponti a piedi, oltre a feriti e alla temporanea interruzione dell'acqua calda in un intero distretto. Analisti militari ucraini avvertono che la campagna è sostenuta e non episodica, e che un'escalation potrebbe tagliare le comunicazioni logistiche tra le due sponde e spezzare Ukrzaliznycja in due società 'isola'. Il volume complessivo degli attacchi è cresciuto sensibilmente, con 135 droni in una sola notte, e gli attacchi si sono intrecciati con un'intensa attività diplomatica, tra cui la visita a Kiev del cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Che cosa è successo
Il 1° ottobre due droni russi hanno colpito in un solo giorno il ponte Pivdennyi (Meridionale) di Kiev, vicino alla struttura di supporto; il trasporto metropolitano e di superficie sul ponte è stato sospeso. Il 2 ottobre il ponte è stato colpito altre due volte e quindi chiuso completamente al traffico, con danni ai pilastri, al manto stradale e alle barriere protettive della metropolitana. Il 3 ottobre, di prima mattina, un drone ha colpito il ponte Pivnichnyi (Settentrionale, già Moskovskiy), danneggiando il manto stradale e la rete di contatto dei filobus; il sindaco Vitalij Klyčko ha riferito di due feriti. Il traffico è stato limitato per alcune ore e i filobus deviati, per poi essere ripristinato. Il 4 ottobre un nuovo drone ha colpito lo stesso ponte, ferendo altre due persone — una ricoverata, l'altra medicata sul posto — e danneggiando una conduttura del teleriscaldamento che ha lasciato il distretto di Desnianskyi temporaneamente senza acqua calda. Nello stesso giorno frammenti di drone sono caduti nel distretto di Darnytskyi su un'auto parcheggiata e sul terreno aperto di una scuola, senza che Klyčko abbia fornito dati su eventuali feriti in quei siti. Nella notte tra il 3 e il 4 ottobre la Russia ha lanciato 135 droni d'attacco, più di 50 a reazione; il presidente Zelensky ha riferito che nella stessa settimana sono stati impiegati oltre 1.900 droni, 1.700 bombe aeree e 25 missili. Sono stati colpiti un magazzino di materiale medico a Sumy (un morto) e un'azienda di telecomunicazioni a Dnipro (sei feriti). Il ministero delle Infrastrutture ha annunciato la costruzione di attraversamenti di riserva sul Dnipro sotto forma di dighe in rilevato con sezioni di pontoni, in grado di garantire almeno il 50% della capacità dei ponti, con lavori previsti a partire dalla settimana successiva e della durata fino a tre mesi. Per domenica 4 ottobre il Servizio statale di guardia ha annunciato restrizioni al traffico a Kiev e nell'oblast' in occasione di visite di delegazioni straniere.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine centrano il racconto sulle autorità di Kiev e sugli esperti militari nazionali. Klyčko fornisce i dati sui feriti e sui danni alle infrastrutture, Zelensky il bilancio complessivo di droni, bombe e missili della settimana, mentre il ministro Kalašnyk illustra i piani per attraversamenti di riserva sul Dnipro. Gli analisti Viktor Kevluk (Centro per le strategie di difesa) e Denys Popovyč (Radio NV) inquadrano la campagna come un'azione sostenuta e non episodica: Popovyč legge gli attacchi come un tentativo di tagliare la riva sinistra dalla destra ma sottolinea che i droni Geran non possono distruggere i ponti; Kevluk avverte che le conseguenze principali sarebbero l'interruzione delle comunicazioni tra le sponde, il rallentamento della logistica e, in caso di escalation, la divisione di Ukrzaliznycja in due società 'isola'. La stampa ucraina sottolinea sia l'impatto umanitario immediato — feriti, collasso dei trasporti, interruzione del teleriscaldamento — sia le misure di resilienza prospettate, a partire dai pontoni di riserva e dalla necessità di copertura di difesa aerea per qualsiasi alternativa.
Come la raccontano le fonti internazionali
The New York Times inquadra i colpi attraverso il loro effetto sugli circa un milione di residenti della riva sinistra che ogni giorno si spostano sulla destra, e sottolinea la difficoltà strutturale di distruggere grandi ponti in calcestruzzo con un singolo attacco, citando il precedente del ponte di Kerč, temporaneamente chiuso più volte dopo gli attacchi ma mai fermato del tutto. Il NYT colloca la campagna sui ponti nel quadro più ampio dei recenti colpi russi a magazzini, treni, data center, strutture mediche e impianti metallurgici ucraini, e nel piano — riportato dal giornale — di intensificare gli attacchi al sistema energetico ucraino durante il prossimo inverno. La testata newyorkese nota inoltre che l'Ucraina è oggi più vulnerabile a questi colpi per la significativa carenza di mezzi di difesa aerea e per la crescita delle scorte di armamenti russe, e rileva che, pur restando i ponti in piedi, la vita quotidiana a Kiev è stata notevolmente complicata da restrizioni e chiusure del traffico.
Dove le versioni divergono
Due divergenze interne al materiale: un articolo di NV presenta un'incoerenza interna, indicando nel titolo «4 settembre 2026» mentre nel corpo del testo si parla del 4 ottobre. Inoltre, un articolo di Radio Svoboda afferma che il ponte Pivdennyi avrebbe subito cinque attacchi di droni tra l'1 e il 2 ottobre, mentre un articolo di LIGA.net indica attacchi nelle stesse date senza specificare il numero di cinque.
Contesto
I ponti Pivdennyi (Meridionale) e Pivnichnyi (Settentrionale, già Moskovskiy) sono i principali attraversamenti stradali di Kiev sul Dnipro e collegano la densamente popolata riva sinistra con la riva destra, dove si concentrano la maggior parte delle istituzioni governative e delle imprese. Secondo il New York Times, circa un milione di persone vive prevalentemente sulla riva sinistra e ogni giorno si sposta sulla destra. Nelle ultime settimane la Russia ha colpito con droni anche altri obiettivi infrastrutturali ucraini — magazzini, treni, data center, strutture mediche, impianti metallurgici — ed è segnalata l'intenzione di intensificare gli attacchi al sistema energetico durante il prossimo inverno. Il NYT osserva che l'Ucraina è diventata più vulnerabile a questi colpi per la significativa carenza di mezzi di difesa aerea e per la crescita delle scorte russe. Il ponte di Kerč, che collega la Crimea annessa alla Russia, è stato temporaneamente chiuso più volte dopo gli attacchi ma la sua operatività non è mai stata completamente interrotta. Il ministro delle Infrastrutture Kalašnyk ha annunciato attraversamenti di riserva sul Dnipro a Kiev, previsti come dighe in rilevato con sezioni di pontoni in grado di garantire almeno il 50% della capacità dei ponti, con cantieri attesi a partire dalla settimana successiva e della durata fino a tre mesi.