Attacco russo al treno regionale Dnipro–Zaporizhzhia: morta una capotreno, evacuati i passeggeri
L'8 settembre le forze russe hanno colpito con droni il treno regionale passeggeri sulla tratta Dnipro–Zaporizhzhia, già fermo e con i passeggeri evacuati. Una capotreno, rientrata sul convoglio nonostante l'evacuazione in corso, è rimasta uccisa. Lo stesso giorno due droni hanno colpito anche il treno Kiev–Sumy, senza fare vittime.
Punti chiave
- 8 settembre: le forze russe hanno colpito il treno regionale passeggeri Dnipro–Zaporizhzhia dopo che era stato fermato e i passeggeri evacuati in un rifugio mobile
- Nessun passeggero è rimasto ferito nell'attacco al treno Dnipro–Zaporizhzhia
- Una capotrena (providnytsia) è morta: era rientrata sul convoglio nonostante l'evacuazione e il livello di pericolo elevato dichiarato
- Circa 30 minuti dopo il primo colpo, un secondo attacco russo ha incendiato un'altra carrozza
- I soccorritori hanno dovuto interrompere le operazioni e mettersi al riparo per la minaccia di attacchi ripetuti
- Le Ferrovie ucraine (Ukrzaliznytsia) hanno attribuito l'attacco all'uso di droni d'attacco russi
- Lo stesso 8 settembre due droni hanno colpito il treno Kiev–Sumy, fermato in anticipo e evacuato senza vittime; circa 90 persone evacuate
Perché è importante
L'attacco è avvenuto su un treno già evacuato e ha ucciso una dipendente delle ferrovie, configurando — secondo le Ferrovie ucraine — un crimine di guerra deliberato contro trasporti civili. Nello stesso giorno un secondo convoglio passeggeri, il Kiev–Sumy, è stato centrato da due droni, suggerendo un pattern di colpi contro il trasporto ferroviario civile nell'est e nel nord dell'Ucraina. Le operazioni di soccorso sono state ostacolate dalla minaccia di attacchi ripetuti e la mobilità dei passeggeri è stata compromessa, con autobus sostitutivi organizzati insieme alle amministrazioni militari regionali.
Che cosa è successo
L'8 settembre le forze russe hanno colpito con un drone il treno passeggeri regionale sulla tratta Dnipro–Zaporizhzhia, già fermato in anticipo dopo il monitoraggio della minaccia. I passeggeri erano stati evacuati in un rifugio mobile vicino al punto di arresto e nessuno di loro è rimasto ferito. L'attacco ha provocato un incendio sul convoglio, estinto dai soccorritori, che hanno dovuto più volte interrompere le operazioni e ripararsi per la minaccia di nuovi colpi. Circa 30 minuti dopo il primo impatto, un secondo attacco russo ha incendiato un'altra carrozza. Subito dopo il colpo è stato perso il contatto con una delle capotreno (providnytsia): secondo le testimonianze disponibili, era tornata sul treno nonostante l'evacuazione in corso e il livello di pericolo elevato dichiarato. Ukrzaliznytsia ha successivamente confermato la sua morte. Il presidente di Ukrzaliznytsia, Oleksandr Pertsovsky, ha riferito l'attacco via Facebook e ha etichettato i raid mirati contro treni passeggeri come un terribile crimine di guerra, chiedendo pressione internazionale e invitando lavoratori e passeggeri a rispettare gli ordini di evacuazione. Ukrzaliznytsia, insieme alle amministrazioni militari regionali di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia, ha organizzato autobus per il trasporto dei passeggeri. Nella stessa giornata, al mattino, le forze russe hanno colpito con due droni il treno Kiev–Sumy all'avvicinamento a Sumy: il convoglio era stato fermato in anticipo dopo un'allerta aerea, con passeggeri ed equipaggio evacuati e nessun ferito, anche se la locomotiva è andata quasi completamente distrutta; circa 90 persone sono state evacuate.
Dove le versioni divergono
Il nome del presidente di Ukrzaliznytsia compare in diverse grafie nelle fonti ucraine — Oleandr Pertsovsky, Oleh Pertsovsky e Oleksandr Pertsovsky(i) — usate indifferentemente da Interfax-Ukraina, Hromadske Radio, Radio Svoboda, LIGA.net/LB.ua e Ukrinform. L'identità di base è la stessa; si tratta di varianti ortografiche, non di un disaccordo di merito sui fatti.
Contesto
L'8 settembre le forze russe hanno colpito anche la città di Dnipro, provocando un incendio che i soccorritori avevano circoscritto entro le 10:30. Il 5 settembre l'esercito russo aveva colpito un treno passeggeri diretto a Kherson nell'area di Chornobaivka, danneggiando due locomotive diesel, ferendo due persone e provocando l'evacuazione di 21 passeggeri e dell'equipaggio.