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Esplosioni all'impianto chimico di Krasnozavodsk nella regione di Mosca: sette morti

Il 1° ottobre una serie di esplosioni ha colpito l'impianto chimico di Krasnozavodsk, nell'oblast' di Mosca, provocando sette morti e il crollo completo del reparto numero 4. L'impianto, parte della corporation statale russa Rostec, è associato secondo analisti OSINT alla produzione di testate termobariche per i droni d'attacco Shahed (Geran) impiegati contro l'Ucraina. Le autorità russe non hanno commentato ufficialmente le cause dell'incidente.

Punti chiave

  • 1° ottobre: una serie di esplosioni ha colpito l'impianto chimico di Krasnozavodsk, nell'oblast' di Mosca
  • Sette persone sono morte nell'esplosione; il reparto numero 4 è crollato completamente
  • Oltre 40 lavoratori erano presenti nello stabilimento al momento dell'esplosione; 40 sono stati evacuati
  • L'impianto fa parte della corporation statale russa Rostec ed è legato alla produzione di testate termobariche per droni Shahed (Geran)
  • I soccorritori stavano tentando di circoscrivere l'incendio; la strada per l'impianto è stata chiusa
  • Secondo i sopravvissuti nel reparto crollato c'erano più persone dei sette morti confermati; i servizi di emergenza indicano fino a quattro persone sotto le macerie
  • Le autorità russe non hanno commentato ufficialmente le cause delle esplosioni

Perché è importante

L'impianto è collegato alla produzione di testate per i droni d'attacco Shahed (Geran) di progettazione iraniana, ampiamente utilizzati dalla Russia contro obiettivi ucraini. Un'interruzione delle sue capacità produttive potrebbe avere un impatto diretto sulla catena di fornitura di questi droni impiegati nella guerra contro l'Ucraina.

Che cosa è successo

Il 1° ottobre una serie di esplosioni — almeno tre, secondo i testimoni — ha colpito l'impianto chimico di Krasnozavodsk, nell'oblast' di Mosca, seguita da un vasto incendio con una grande colonna di fumo visibile sulla città. Il reparto numero 4 è crollato completamente, provocando sette morti. Al momento dell'esplosione erano presenti più di 40 lavoratori; 40 persone sono state evacuate. I soccorritori stavano lavorando per circoscrivere il rogo e la strada di accesso all'impianto è stata chiusa. I testimoni hanno riferito di non aver udito suoni di volo o ronzii di droni prima delle esplosioni. Secondo i sopravvissuti, nel reparto crollato si trovavano più persone dei sette morti confermati, e i servizi di emergenza hanno segnalato che fino a quattro persone potrebbero essere ancora sotto le macerie. Le autorità russe non hanno rilasciato commenti ufficiali sulla causa dell'incidente.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine sottolineano il ruolo dell'impianto nella produzione di testate per i droni Shahed e il suo status di impresa della corporation statale Rostec, inquadrando l'incidente nel contesto del conflitto in corso. Evidenziano inoltre che le Forze di difesa ucraine hanno attaccato lo stesso stabilimento due volte nel 2025, a indicare la rilevanza militare dell'obiettivo.

Dove le versioni divergono

SHOT riporta sette vittime nell'esplosione, ma i sopravvissuti affermano che nel reparto crollato si trovavano più persone di quelle confermate tra i morti, e i servizi di emergenza indicano che fino a quattro persone potrebbero essere ancora sotto le macerie. Il bilancio delle vittime potrebbe dunque essere più alto.

Contesto

L'impianto chimico di Krasnozavodsk è un'impresa russa di chimica speciale (спецхімія) parte della corporation statale Rostec, specializzata nella produzione di pirotecnica, munizioni e sostanze esplosive, ed è associato secondo analisti OSINT alla produzione di testate termobariche per i droni Shahed (Geran). Nel 2025 le Forze di difesa ucraine hanno attaccato lo stabilimento due volte. A Krasnozavodsk ha sede anche un Centro scientifico di collaudo dell'industria spaziale e missilistica russa.