Russia: nel bilancio 2027 spesa militare ai massimi storici, tagli al sociale e censura dei dati sulla povertà
Il governo russo ha presentato alla Duma di Stato il progetto di bilancio federale per il 2027-2028, che prevede una spesa militare diretta record di 17.000 miliardi di rubli nel 2027, circa il 27% in più rispetto ai parametri attuali. Il budget taglia o congela le uscite per sanità, istruzione e politiche sociali, aumenta del 43,2% i fondi ai media controllati dallo Stato e impone ai media filo-Cremlino di non dare risalto all'aumento della spesa bellica. Rosstat ha smesso di pubblicare i dati assoluti sulla povertà e ha congelato le cifre demografiche.
Punti chiave
- Nel 2027 la spesa militare diretta è pianificata a 17.000 miliardi di rubli (circa 205 miliardi di dollari), il 27% in più rispetto ai parametri del bilancio vigente.
- Nel 2028 la spesa militare diretta è prevista in leggera diminuzione a 16.600 miliardi di rubli.
- Secondo Reuters, 17.100 miliardi di rubli sono destinati alla "difesa nazionale" nel 2027, pari al 6,9% del PIL e al 35% della spesa totale.
- Le spese per politica sociale calano del 7%, istruzione del 6%, sanità del 6,8% ed economia nazionale del 7,4%.
- La spesa per i media controllati dallo Stato cresce del 43,2% nel 2027.
- Alexandra Prokopenko stima al 44% del bilancio la quota complessiva del blocco sicurezza (Interno, Rosgvardia, servizi speciali).
- Rosstat ha smesso di pubblicare il dato assoluto sui russi sotto la soglia di povertà e ha congelato il dato sulla popolazione a 146,1 milioni (gennaio 2025).
Perché è importante
Il progetto di bilancio documenta una rotazione pluriennale delle risorse statali russe verso difesa e sicurezza, con la spesa militare diretta a livelli record in rapporto al PIL e al totale della spesa. Lo spostamento avviene mentre sanità, istruzione, politiche sociali ed economia nazionale sono tagliate o congelate in termini reali, e il servizio del debito statale cresce di oltre un quinto. Il quadro è accompagnato da un rafforzamento dei controlli informativi: indicazioni ai media di Stato di occultare l'aumento della spesa bellica e la sospensione, da parte di Rosstat, della pubblicazione dei dati assoluti su povertà e popolazione. La combinazione di pressione fiscale, opacità statistica e costo demografico della guerra segnala una crescente tensione strutturale dell'economia russa in regime di guerra.
Che cosa è successo
Il governo russo ha presentato alla Duma di Stato il progetto di bilancio federale per il 2027-2028. Il documento prevede per il 2027 una spesa militare diretta di circa 17.000 miliardi di rubli (secondo Reuters 17.100 miliardi destinati alla "difesa nazionale"), equivalenti al 6,9% del PIL e al 35% della spesa complessiva, con un incremento del 27% rispetto ai parametri del bilancio vigente. Per il 2028 la spesa militare diretta è prevista in lieve calo a 16.600 miliardi di rubli. Il disavanzo è pianificato al 2% del PIL e la spesa per il servizio del debito sale a 4.600 miliardi di rubli, il 21,6% in più rispetto al bilancio attuale. Nello stesso progetto, le uscite per politica sociale sono ridotte del 7%, quelle per l'istruzione del 6%, per la sanità del 6,8% e per l'economia nazionale del 7,4%, mentre i fondi ai media controllati dallo Stato crescono del 43,2%. Secondo stime della Carnegie Europe, l'intero blocco sicurezza (ministero dell'Interno, Rosgvardia, servizi speciali) assorbe circa il 44% del bilancio.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini leggono il bilancio attraverso la lente del costo umano e sociale della guerra all'interno della Russia. Evidenziano come l'aumento record della spesa militare venga finanziato comprimendo sanità, istruzione e sostegno sociale, e sottolineano la soppressione dei dati su povertà e perdite demografiche come parte di una strategia di occultamento delle conseguenze interne del conflitto. Una parte della stampa ucraina insiste in particolare sulla dimensione di controllo informativo, dettagliando le istruzioni impartite ai media lealisti per minimizzare il dato militare e orientare la copertura verso obblighi sociali e confronti con i bilanci occidentali.
Dove le versioni divergono
Due divergenze ricorrenti attraversano la copertura. La prima riguarda la stima delle perdite militari russe: l'incrocio di fonti aperte condotto da BBC e Mediazona ha confermato circa 259.000 nominativi al settembre 2026, mentre calcoli basati sulle cause di successione restituiscono oltre 352.000 morti, un dato presentato come controverso. La seconda opposizione è di natura metodologica e politica: il tasso ufficiale di povertà pubblicato da Rosstat si attesta intorno al 7,5% nel primo semestre 2026, ma applicando il livello minimo di sussistenza stimato dai russi stessi (43.800 rubli al mese secondo il Levada Center) la quota di popolazione sotto la soglia salirebbe a oltre il 59%.
Contesto
Dal 2021 la soglia ufficiale di povertà in Russia non è più agganciata al paniere reale dei consumatori, ma indicizzata all'inflazione "ufficiale": nel 2026 è fissata a 17.700 rubli al mese, circa 190 dollari. Un sondaggio del Levada Center indica che i russi stessi stimano in 43.800 rubli il minimo necessario per sopravvivere. Rosstat ha smesso di pubblicare il numero assoluto di persone sotto la soglia di povertà e ha congelato il dato sulla popolazione totale a 146,1 milioni, cifra di gennaio 2025. Indagini di BBC e Mediazona hanno confermato da fonti aperte circa 259.000 decessi di militari russi al settembre 2026, mentre stime basate sulle cause di successione superano i 352.000. La spesa per la difesa viene mantenuta oltre il 6% del PIL in un contesto di calo delle entrate petrolifere e del gas.