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La Russia colpisce per la quinta volta lo stabilimento metallurgico ucraino Zaporizhstal

Le forze russe hanno colpito l'impianto siderurgico Zaporizhstal, in Ucraina, con sei missili balistici nella mattina del 17 ottobre: è il quinto attacco contro lo stabilimento dall'11 agosto. In totale sono 23 i missili lanciati sulla struttura. I lavoratori sono riusciti a mettersi al riparo e non si registrano feriti, ma sono stati nuovamente danneggiati gli impianti energetici interni, la logistica e le aree di produzione degli altiforni. Secondo le fonti ucraine, negli attacchi precedenti della serie sono morti otto dipendenti e 31 sono rimasti feriti.

Punti chiave

  • Cinque attacchi russi contro lo stabilimento dall'11 agosto: 11/08, 27/08, 12/09, 17/09 e 17/10
  • Sei missili balistici lanciati nella mattina del 17 ottobre
  • In totale 23 missili balistici contro Zaporizhstal dall'inizio della campagna
  • Nessun ferito nell'attacco del 17 ottobre: il personale è riuscito a raggiungere i rifugi in tempo
  • Colpiti ancora gli impianti energetici e logistici interni e le aree degli altiforni
  • Otto morti e 31 feriti tra i metallurgici nei quattro attacchi precedenti
  • Dopo il primo attacco l'intero complesso produttivo è fermo; alcuni processi sono stati ripresi solo a livello minimo

Perché è importante

Il quinto attacco in poco più di due mesi indica un targeting deliberato e ripetuto di una singola grande struttura industriale ucraina. Il bilancio umano cumulativo della campagna — otto morti e 31 feriti — e l'interruzione prolungata della produzione colpiscono un comparto strategico dell'economia ucraina: dopo i colpi agli altiforni di inizio settembre, tre imprese che rappresentano circa il 90% dell'acciaio ucraino hanno fermato la produzione. Metinvest ha annunciato che dichiarerà forza maggiore su singoli contratti a causa delle chiusure di Zaporizhstal e Kametstal, e Forbes Ukraine stima che, nello scenario peggiore, lo stop delle grandi imprese metallurgiche possa costare all'economia ucraina il 6,5–7% del PIL.

Che cosa è successo

Le forze russe hanno lanciato sei missili balistici contro lo stabilimento metallurgico Zaporizhstal nella mattina di sabato 17 ottobre, colpendo infrastrutture energetiche e logistiche interne e, per la seconda volta, aree di produzione degli altiforni. È il quinto attacco russo contro l'impianto dall'11 agosto, portando il totale dei missili lanciati sulla struttura a 23. I lavoratori sono riusciti a mettersi al riparo e non si segnalano vittime o feriti. Negli attacchi precedenti della serie erano morti otto dipendenti e 31 erano rimasti feriti. Dopo il primo attacco dell'11 agosto l'intero complesso produttivo era stato fermato; alcuni processi tecnologici sono stati ripresi solo parzialmente e a un livello minimo per mettere in sicurezza gli impianti, ma il combinato non è tornato a un regime produttivo normale.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le tre fonti ucraine (Suspilne Novyny, Forbes Ukraine e NV) convergono nel descrivere la Russia come aggressore che prende deliberatamente di mira un impianto industriale civile. Due dei tre pezzi sono organizzati attorno al bilancio cumulativo della campagna — cinque attacchi, 23 missili, otto morti, 31 feriti — più che sull'ultimo singolo evento. Le fonti sottolineano sia le misure di protezione adottate dall'impianto (ampliamento della rete di rifugi, shelter mobili rinforzati) sia il danno produttivo che continua, e collocano l'attacco nel contesto più ampio del declino della metallurgia ucraina: produzione di acciaio di agosto in calo di 2,3 volte su base annua, fermo di tre imprese che coprono circa il 90% dell'acciaio ucraino dopo i colpi di inizio settembre agli altiforni, e stima Forbes Ukraine di un impatto potenziale del 6,5–7% del PIL.

Contesto

I cinque attacchi contro Zaporizhstal sono datati 11 agosto, 27 agosto, 12 settembre, 17 settembre e 17 ottobre, per un totale di 23 missili balistici. Dopo il primo attacco dell'11 agosto il combinato ha fermato l'intero complesso produttivo; alcuni processi sono stati ripresi solo parzialmente e a livello minimo per la sicurezza degli impianti, senza ritorno a un regime normale. In seguito agli attacchi precedenti lo stabilimento ha ampliato la rete di strutture protettive e installato rifugi mobili rinforzati vicino alle aree dove si riparano i danni. Zaporizhstal è uno dei più grandi combinati metallurgici ucraini e fa parte del gruppo Metinvest (SCM 71,24%, Smart Steel Limited 23,76%). Nel primo semestre 2026 ha riportato una perdita netta superiore a 1 miliardo di UAH, contro un utile di 1,37 miliardi nello stesso periodo del 2025. La produzione ucraina di acciaio ad agosto è stata di 277.000 tonnellate, 2,3 volte in meno rispetto all'anno precedente. La capacità di progetto dell'impianto è di circa 4 milioni di tonnellate di ghisa, 3,6 milioni di laminati a caldo e 1,2 milioni di laminati a freddo all'anno.