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ArcelorMittal Kryvyi Rih avvia la messa in fermo a freddo dell'impianto dopo quattro attacchi missilistici russi

ArcelorMittal Kryvyi Rih, il più grande complesso minerario e metallurgico ucraino a ciclo completo, ha avviato il processo di transizione in modalità di "fermo a freddo" dopo quattro attacchi missilistici russi che hanno ucciso sei dipendenti e ne hanno feriti più di 18. L'operazione durerà circa due mesi e prevede la preparazione alla fermata, lo spegnimento degli impianti e la successiva messa in sicurezza dei beni industriali, con l'obiettivo di riprendere l'attività dopo la fine delle ostilità. Il CEO Mauro Longobardo ha assicurato che il gruppo ArcelorMittal non lascia l'Ucraina.

Punti chiave

  • ArcelorMittal Kryvyi Rih ha avviato la transizione verso la modalità di fermo a freddo.
  • La decisione segue quattro attacchi missilistici russi contro lo stabilimento.
  • Sei dipendenti sono morti e più di 18 sono rimasti feriti negli attacchi.
  • La produzione metallurgica primaria è stata interrotta in seguito agli attacchi.
  • Il processo durerà circa due mesi e porterà alla conservazione degli asset industriali.
  • L'obiettivo è riprendere l'attività dopo la fine delle ostilità.
  • Il CEO Mauro Longobardo ha dichiarato che il gruppo ArcelorMittal non lascia l'Ucraina.

Perché è importante

L'impianto è il più grande complesso minerario e metallurgico ucraino a ciclo completo, dal minerale ai prodotti finiti laminati. Una multinazionale ha dichiarato impossibile l'operatività sicura di un asset industriale ucraino di primaria rilevanza strategica mentre prosegue la guerra. La scelta di conservare gli impianti in attesa della fine delle ostilità segnala un'interruzione di lungo periodo per un settore chiave dell'economia ucraina, dove circa il 90% della produzione metallurgica nazionale è attualmente ferma. L'episodio evidenzia inoltre la pressione cumulativa degli attacchi russi ripetuti sulla pesante industria ucraina.

Che cosa è successo

ArcelorMittal Kryvyi Rih ha comunicato l'avvio del processo di transizione dello stabilimento alla modalità di fermo a freddo. Il processo, della durata prevista di circa due mesi, prevede la preparazione alla fermata sicura della produzione, l'esecuzione dello spegnimento degli impianti e la successiva conservazione dei beni industriali, con l'obiettivo dichiarato di riprendere l'attività dopo la fine delle ostilità. La decisione è arrivata dopo quattro attacchi missilistici russi contro l'impianto, che hanno provocato la morte di sei dipendenti e il ferimento di più di 18, e hanno già portato all'arresto della produzione metallurgica primaria. Il direttore generale Mauro Longobardo ha descritto il fermo a freddo come misura precauzionale per garantire la sostenibilità aziendale e gestire i rischi sui singoli asset, e ha indicato come priorità la salvaguardia dei lavoratori e degli asset. Longobardo ha inoltre assicurato che il gruppo ArcelorMittal non lascia l'Ucraina e che, secondo la valutazione attuale dell'azienda, l'operatività sicura dell'impianto è incompatibile con la prosecuzione della guerra. Dopo la fine delle ostilità, l'azienda avvierà un dialogo con il governo ucraino per verificare la possibilità di una ripresa sicura e sostenibile.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti disponibili sono ucraine e inquadrano la decisione come conseguenza diretta degli attacchi missilistici russi contro l'impianto. La copertura sottolinea il costo umano — i lavoratori uccisi e feriti — accanto alle conseguenze operative per il più grande complesso minerario e metallurgico del paese.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine divergono sul numero dei feriti negli attacchi: Інтерфакс-Україна e ЛІГА.net LB.ua riportano "più di 18", mentre Укрінформ indica 18.

Contesto

ArcelorMittal Kryvyi Rih è il più grande complesso minerario e metallurgico ucraino, con un ciclo produttivo completo dall'estrazione del minerale ai prodotti laminati finiti. Alla fine di settembre ArcelorMittal aveva già dichiarato pubblicamente di non poter riprendere in modo sicuro e stabile le operazioni dopo la serie di attacchi missilistici russi. Dall'inizio della guerra su vasta scala, il gruppo ArcelorMittal ha fornito all'Ucraina oltre 700 milioni di dollari di sostegno finanziario, e lo stabilimento di Kryvyi Rih ha investito circa 500 milioni di dollari di risorse proprie per mantenere l'attività. Ad agosto la Russia aveva intensificato i raid contro le imprese minerarie e metallurgiche: lo Zaporizhstal aveva fermato completamente la produzione, e ArcelorMittal Kryvyi Rih aveva dovuto ridurre parte delle sue capacità produttive. Secondo stime di settore, circa il 90% della produzione metallurgica ucraina è attualmente ferma e, nello scenario peggiore, le perdite economiche potrebbero raggiungere il 7% del PIL, con ogni posto di lavoro nel comparto che ne sostiene fino a otto nelle industrie collegate.