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Consiglio d'Europa: l'Ucraina fa progressi contro le discriminazioni, ma servono più tutele per rom e persone LGBTI

La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) del Consiglio d'Europa ha pubblicato un rapporto sull'Ucraina che copre il periodo dal giugno 2017 al marzo 2026. Il documento riconosce i progressi legislativi e politici compiuti da Kiev nella lotta alle discriminazioni contro rom e persone LGBTI nonostante la guerra su larga scala, ma formula 15 raccomandazioni e individua aree critiche ancora irrisolte, chiedendo l'attuazione prioritaria di due di esse.

Punti chiave

  • Il rapporto ECRI copre il periodo da giugno 2017 a marzo 2026 ed è stato pubblicato il 21 ottobre 2026.
  • Sono 15 le raccomandazioni rivolte all'Ucraina; due di esse sono considerate prioritarie.
  • Prima priorità: campagne di sensibilizzazione contro i discorsi d'odio, anche contro persone LGBTI e rom, in cooperazione con la società civile.
  • Seconda priorità: creare un gruppo di lavoro inclusivo per identificare e sostenere i rom bisognosi di documenti d'identità, con procedure amministrative semplificate.
  • ECRI ha rilevato progressi nella formazione delle forze dell'ordine sui crimini d'odio e nell'azione dell'ombudsman per i diritti umani.
  • Restano problemi: difficoltà di accesso delle persone transgender ai servizi sanitari, lacune nei programmi scolastici, bulismo contro persone LGBTI e misclassificazione di episodi d'odio da parte di polizia e procura.
  • Tra due anni è previsto un monitoraggio intermedio sull'attuazione delle due raccomandazioni prioritarie.

Perché è importante

Il rapporto offre una valutazione esterna del percorso ucraino contro le discriminazioni in un contesto di guerra su larga scala, bilanciando i progressi normativi e istituzionali con problemi persistenti. Le 15 raccomandazioni e il monitoraggio intermedio previsto entro due anni fissano aspettative concrete per l'azione del governo ucraino su diritti delle persone rom e LGBTI, contrasto ai discorsi d'odio e riforma delle inchieste sui crimini d'odio.

Che cosa è successo

La Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI) del Consiglio d'Europa ha pubblicato un nuovo rapporto sull'Ucraina, coprendo il periodo dal giugno 2017 al marzo 2026. L'ECRI ha riconosciuto i progressi compiuti da Kiev nella legislazione e nelle politiche di contrasto alle discriminazioni contro rom e persone LGBTI, nonostante le condizioni di guerra. Il rapporto contiene 15 raccomandazioni, di cui due prioritarie: lo svolgimento di campagne di sensibilizzazione contro i discorsi d'odio, anche verso persone LGBTI e rom, in cooperazione con la società civile; e la creazione di un gruppo di lavoro inclusivo per individuare e sostenere i rom che necessitano di documenti d'identità, con procedure amministrative semplificate. L'ECRI ha inoltre previsto un monitoraggio intermedio entro due anni sull'attuazione di queste due priorità.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale presenta il rapporto come una valutazione esterna del Consiglio d'Europa, distinta dalla posizione del governo ucraino. L'enfasi è sul bilanciamento tra i progressi documentati e le violazioni ancora rilevate, le lacune legislative e istituzionali e la necessità di attuare le raccomandazioni sotto monitoraggio.

Contesto

Il rapporto copre un arco temporale di quasi nove anni, dal giugno 2017 al marzo 2026. In questo periodo l'ECRI ha osservato progressi in campo legislativo, politico, nella cooperazione istituzionale, nella formazione delle forze dell'ordine, nell'inclusione dei rom e sugli impegni politici per l'uguaglianza delle persone LGBTI. Parallelamente ha registrato una diminuzione complessiva degli episodi di discorso d'odio, ma ha espresso preoccupazione per la continua misclassificazione degli incidenti di odio da parte di polizia e procura.