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Mosca non prevede nuove operazioni umanitarie simili all’evacuazione di Oleshky

La Russia ha dichiarato che non prevede nuove operazioni umanitarie sul modello dell’evacuazione di Oleshky, nell’oblast di Kherson. L’operazione, svoltasi dal 27 ottobre al 1 novembre, consentì di evacuare 167 civili e oltre 60 animali, ma il cessate il fuoco fu anche impiegato dalle forze russe per rafforzare le proprie posizioni.

Punti chiave

  • Dmitrij Peskov ha dichiarato che attualmente la Russia non prevede nuove operazioni umanitarie simili a quella di Oleshky
  • L’operazione umanitaria è durata dal 27 ottobre al 1 novembre inclusi
  • Sono stati evacuati 167 civili, tra cui 22 bambini e 21 persona con mobilità ridotta
  • Sono stati salvati oltre 60 animali
  • Il percorso di evacuazione verso l’Ucraina è stato concordato attraverso Russia e Bielorussia
  • Durante la pausa umanitaria, le forze russe avrebbero ruotato reparti, rafforzato la difesa anti-drone e incrementato le forniture di munizioni
  • Kyiv avrebbe proposto di prolungare la pausa, ma Mosca ha respinto l’iniziativa

Perché è importante

Il rifiuto di continuare l’accordo umanitario lascia gli abitanti della regione colpita di Kherson senza un meccanismo evidente per l’evacuazione, mentre l’area resta sotto occupazione russa e priva di accesso a medicine, acqua e prodotti alimentari. La pausa ha comunque consentito di evacuare 167 civili, серед cui 22 bambini e 21 persona con mobilità ridotta, e oltre 60 animali. Secondo i resoconti ucraini e internazionali citati, lo stesso accordo è stato però impiegato per ruotare reparti, rafforzare la protezione anti-drone, rifornire le munizioni e portare equipaggiamento pesante a Oleshky.

Che cosa è successo

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha dichiarato che la Russia non prevede altre operazioni umanitarie analogі a органizzata per l’evacuazione di Oleshky. L’operazione e la corrispondente pausa nelle zone interessate dell’oblast di Kherson sono durate dal 27 ottobre al 1 novembre inclusi. L’evacuazione è iniziata il 29 ottobre dopo lavori preparatori, tra cui lo sminamento; il 30 ottobre è iniziata la fase principale, per la quale erano stati preparati 25 autobus con 750 posti. I civili evacuati hanno raggiunto Anapa, in Russia, e da lì hanno proseguito in Bielorussia con quattro aerei e in Ucraina con autobus, secondo un accordo tra le parti. La pausa, mediata dagli Stati Uniti, è stata priva di abbattimenti registrati, mentre Kyiv ne aveva proposto la proroga, respinta da Mosca.

Come la raccontano le fonti ucraine

I resoconti ucraini sottolineano che le forze russe avrebbero sfruttato la pausa umanitaria per rafforzare le proprie posizioni. La narrazione ucraina mette inoltre in evidenza la portata delle distruzioni e ізоляції, відсутність чіткого механізму евакуації та невстановлену кількість жертв затоплення після руйнування Каховської ГЕС.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale citata si basa su video che mostrano l’ingresso a Oleshky di equipaggiamento pesante e veicoli corazzati durante la pausa umanitaria. Il racconto operativo ricorda la rotazione delle unità russe, l’aumento della protezione anti-drone e l’espansione dei rifornimenti під часом dell’accordo.

Dove le versioni divergono

Mosca descrive l’operazione di Oleshky come riuscita ed eccezionale. I resoconti ucraini e internazionali, invece, affermano che la pausa umanitaria è stata utilizzata dalle forze russe per ruotare reparti, rafforzare la difesa anti-drone, rifornire le munizioni e introdurre equipaggiamento pesante in città.

Contesto

Oleshky si trova sulla sponda sinistra bassa del Dnepr, nell’oblast di Kherson, ed è occupata dalla Russia da febbraio 2022. Nel giugno 2023 la città e le comunità vicine si sono trovate al centro di una catastrofe ecologica dopo che le forze russe hanno fatto esplodere la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka. In alcuni distretti l’acqua è salita di parecchi metri in poche ore, mentre altrove ha raggiunto i tetti delle case. Il numero definitivo delle vittime non è stato stabilito; le valutazioni preliminari indicano da centinaia a migliaia di persone. Електромережі, водопостачання та газова мережа в постражданому регіоні досі залишаються зруйнованими, а місцеве населення фактично перебуває в ізоляції.