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Ucraina respinge le accuse di Mali e Niger: nessuna prova fornita

Il ministero ucraino degli Affari esteri ha respinto le accuse di Mali e Niger circa un presunto sostegno ucraino a gruppi armati e un’interferenza negli affari interni del Sahel. Ha dichiarato che nessuno dei due Paesi ha fornito prove, ma si è detto pronto a discutere delle preoccupazioni concrete sulla base di fatti, rispetto reciproco e diritto internazionale.

Punti chiave

  • Mali e Niger non hanno fornito prove a sostegno delle accuse contro l’Ucraina.
  • Kiev ha negato di controllare il nord del Benin o di avervi inviato militari ucraini.
  • Il ritiro diplomatico di Níger è stato deciso nel settembre 2024 in solidarietà con il Mali.
  • Mali ha motivato il ritiro diplomatico con l’accusa che l’Ucraina sostenga i ribelli tuareg.
  • Kiev ha definito la decisione del governo transitorio del Mali «miope e affrettata».
  • L’Ucraina ha invitato la comunità internazionale a esaminare l’attività delle strutture militari russe nel Sahel.
  • Kiev ha manifestato disponibilità a discutere con Mali, Niger e altri Paesi del Sahel.

Perché è importante

La controversia riguarda i rapporti diplomatici dell’Ucraina con Paesi africani chiave e le accuse che Kyiv sostenga gruppi armati nel Sahel. La posizione ucraina mira a preservare la propria credibilità e a contrastare ciò che considera propaganda russa. Le accuse e i due ritiri diplomatici potrebbero provocare ulteriori reazioni politico-diplomatiche, mentre Kyiv chiede attenzione al ruolo delle strutture militari russe nell’instabilizzazione del Sahel e nelle possibili violazioni dei diritti umani.

Che cosa è successo

Il ministero ucraino degli Affari esteri ha respinto le accuse di Mali e Niger secondo cui l’Ucraina sostiene formazioni armate illegali, sostiene il terrorismo internazionale o interferisce negli affari interni dei Paesi del Sahel. Ha sottolineato che nessuna delle due capitali ha fornito prove a conferma delle accuse e ha negato che Kyiv controlli il nord del Benin o vi abbia inviato militari. Al tempo stesso, ha dichiarato la disponibilità a discutere le preoccupazioni di Mali, Niger e altri Paesi del Sahel sulla base di fatti, rispetto reciproco e diritto internazionale. Il ministero ha inoltre criticato come «miope e affrettata» la decisione del governo transitorio del Mali di rompere i rapporti diplomatici, riservandosi il diritto di adottare misure politico-diplomatiche. Ha infine invitato i partner internazionali a valutare le notizie sulla presenza di strutture militari russe nel Sahel e sulla loro possibile responsabilità nell’instabilizzazione della regione e nelle violazioni dei diritti umani.

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura ucraina mette al centro il categorico rigetto delle accuse, l’assenza di prove e la tesi secondo cui i rimproti riproducono i messaggi chiave della propaganda russa. La posizione di Kiev viene presentata nel segno del rispetto della sovranità, della non interferenza, dell’uguaglianza con i partner africani e della disponibilità al dialogo basato sui fatti. Particolare attenzione è rivolta all’attività militare russa nel Sahel e alle possibili conseguenze politiche e diplomatiche del contrasto con Mali e Niger.

Contesto

Nel settembre 2024, il governo del Niger decise di rompere le relazioni diplomatiche con l’Ucraina in solidarietà con il governo e il popolo del Mali e per alleged accuse di sostegno ucraino a gruppi terroristici. In seguito, il governo transitorio del Mali annunciò anch’esso il ritiro diplomatico, sostenendo che l’Ucraina appoggiava i ribelli tuareg che avevano sconfitto una colonna di truppe maliane e di mercenaries russi della PMC Wagner. Kyiv ha sempre affermato di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di Mali e Niger e di voler costruire relazioni di partnership basate su uguaglianza, non interferenza e rispetto reciproco.