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Chernobyl: servono oltre 500 milioni di euro per riparare il nuovo sarcofago

La Ebrd stima in circa 500 milioni di euro il costo del ripristino del Nuovo Confinamento sicuro della Centrale nucleare di Chernobyl, danneggiato nel febbraio 2025 dall'attacco di un drone russo. L'ente continua a cercare finanziamenti esteri per укласти i contratti e avviare i principali lavori nel 2028, con il completamento previsto entro il 2030. I Paesi del G7 hanno già stanziato 260 milioni di euro.

Punti chiave

  • La Ebrd valuta il ripristino del Nuovo Confinamento sicuro in circa 500 milioni di euro; le ulteriori valutazioni tecniche sono ancora in corso
  • Un drone russo con munizione esplosiva ha colpito la struttura nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 2025
  • L'attacco ha causato un incendio e un'apertura nella struttura, danneggiando le due superfici della volta, le apparecchiature di sollevamento, la ventilazione e l' alimentazione elettrica
  • Nel dicembre 2025 l'Agenzia internazionale per l'energia atomica ha informato che la volta ha perso le principali funzioni di sicurezza
  • I Paesi del G7 hanno stanziato 260 milioni di euro, oltre metà del fabbisogno stimato dalla Ebrd
  • La Ebrd punta a firmare i contratti e avviare i principali lavori nel 2028; il ripristino deve essere completato entro il 2030

Perché è importante

L'attacco ha compromesso le funzioni di sicurezza della volta protettiva e la sua capacità di contenere sostanze radioattive. Senza riparazioni, l'umidità può provocare la corrosione delle infrastrutture sotto la volta, rendendo più complicato e costoso gestire i materiali radioattivi. Il ripristino richiede oltre 500 milioni di euro e dipende da finanziamenti esteri.

Che cosa è successo

La notte tra il 13 e il 14 febbraio 2025 un drone russo con munizione esplosiva colpì il Nuovo Confinamento sicuro della Centrale nucleare di Chernobyl, causando un incendio e un'apertura nella struttura. Furono daneggiati il rivestimento esterno e quello interno della volta, le apparecchiature di sollevamento, i sistemi di ventilazione e di alimentazione elettrica. Nel dicembre 2025 l'Agenzia internazionale per l'energia atomica повідомила, che la volta aveva perso le principali funzioni di sicurezza, tra cui la capacità di trattenere sostanze radioattive, mentre le strutture portanti e i sistemi di monitoraggio erano rimasti intatti. Il 7 marzo l'emergenza era stata completamente superata e il livello di radiazione restava nei limiti consentiti.

La Ebrd ha quindi avviato la mobilitazione di fondi: in marzo 2025 vennero stanziati 400 mila euro dal programma internazionale di cooperazione per Chernobyl per studiare i danni; nell'aprile 2026 l'Ucraina sottoscrisse con i partner un accordo per l'apertura di un conto speciale destinato al ripristino. La Ebrd punta a raccogliere la somma necessaria entro il 2028, firmare i contratti e avviare i principali lavori, che dovrebbero durare circa due anni. Una conferenza a Parigi il 9 novembre, organizzata da Francia, Ucraina e Ebrd, dovrebbe contribuire a ottenere ulteriori impegni.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini sottolineano la necessità pubblica di ripristinare il confinamento, la ricerca di finanziamenti esteri e la possibilità di addebitare le spese sulle future riparazioni militari che l'Ucraina potrà ottenere dalla Russia. Viene inoltre descritto in dettaglio l'impatto dell'attacco su ventilazione, alimentazione elettrica, apparecchiature e sicurezza dei materiali radioattivi.

Come la raccontano le fonti internazionali

L'attenzione internazionale si concentra sul ruolo della Ebrd e dei partner nel finanziamento e nell'organizzazione del ripristino tramite il conto speciale. I resoconti sottolineano la dipendenza del progetto dai fondi esteri e ricordano che la Ebrd non prevede la partecipazione della Russia al finanziamento.

Contesto

Il sarcofago protegge i resti del quarto reattore, esploso nel 1986. Durante una precedente raccolta internazionale di fondi per la costruzione del Nuovo Confinamento sicuro contribuirono circa 46 Paesi. Le spese per il ripristino potrebbero essere recuperate nell'ambito delle future riparazioni militari dovute alla Russia per i danni inflitti a Chernobyl.