Sbu: uomo sospettato di preparare un attentato in un impianto chimico per conto dell'Fsb
Il servizio di sicurezza ucraino ha completato le indagini su un sospettato di preparare un attentato a un impianto chimico della regione di Dnipropetrovsk su incarico dell'Fsb russa. Secondo l'accusa, avrebbe dovuto collocare un ordigno con 1,5 kg di plastico sotto le tubature di un capannone per attivarlo a distanza durante il turno di lavoro. Il fascicolo è stato trasferito al tribunale.
Punti chiave
- Il sospettato è un impiegato manutentore/repairman di un'impresa, reclutato dall'Fsb
- L'uomo è stato arrestato a Kamianske nel marzo 2026 mentre preparava un ordigno nella propria abitazione
- L'ordigno previsto conteneva 1,5 kg di plastico
- L'attivazione a distanza era prevista durante il turno di lavoro per massimizzare le vittime
- Il sospettato avrebbe raccolto informazioni su Tcck, obiettivi militari e luoghi affollati
- Avrebbe anche seguito le auto e gli indirizzi di militari ucraini e dei loro familiari
- L'accusa prevede l'accertamento di tradimento in tempo di guerra e preparazione di un attentato terroristico
Perché è importante
Il piano prevedeva l'esplosione di un ordigno a distanza in un impianto chimico durante il turno di lavoro, con il rischio di numerose vittime. Secondo l'accusa, il sospettato avrebbe anche raccolto informazioni su obiettivi militari e amministrativi e monitorato militari ucraini e le loro famiglie per possibili omicidi mirati.
Che cosa è successo
L'Sbu ha completato il procedimento preliminare e ha trasferito l'accusa al tribunale. Secondo gli inquirenti, l'uomo, svolgente il lavoro di sarto e meccanico qualificato in un'azienda, fu reclutato dall'Fsb attraverso canali Telegram tematici, mentre cercava un modo easy per guadagnare denaro. Dopo il reclutamento ricevette un compito di prova: raccogliere informazioni vicino agli edifici amministrativi dei Tcck locali e presso obiettivi militari con elevata concentrazione di persone. Successivamente avrebbe seguito automobili e indirizzi di militari ucraini e dei loro familiari, che le autorità russe intendevano uccidere. L'Fsb gli fornì le coordinate di un deposito nascosto in un bosco, dal quale prelevò materiale esplosivo e un detonatore elettrico. L'uomo pianificava di fabbricare un ordigno con 1,5 kg di plastico e piazzarlo sotto le tubature di uno dei capannoni dell'impianto. Le autorità russe avrebbero dovuto attivarlo a distanza durante il turno di lavoro per provocare il massimo numero di vittime. Durante l'arresto e la perquisizione della sua abitazione a Kamianske nel marzo 2026, furono sequestrati componenti dell'ordigno e quattro telefoni cellulari utilizzati per comunicare con i servizi segreti russi. L'uomo è accusato di tradimento in tempo di guerra e preparazione di un attentato terroristico; per i reati contestati è prevista la reclusione a vita con confisca dei beni.
Come la raccontano le fonti ucraine
Il racconto ucraino mette al centro l'indagine dell'Sbu, il trasferimento del caso al tribunale e la possibile reclusione a vita con confisca dei beni. Le relazioni sottolineano inoltre il reclutamento dell'impiegato, l'attività di intelligence, il monitoraggio di militari ucraini e delle loro famiglie e il piano di colpire un sito industriale.
Contesto
Il sospettato è stato arrestato a Kamianske nel marzo 2026 mentre produceva un ordigno artigianale nella propria abitazione. Secondo gli inquirenti, l'Fsb gli fornì materiale esplosivo e un detonatore elettrico da una cache in una zona boschiva. L'uomo era entrato in contatto con i servizi segreti russi tramite canali Telegram tematici, dopo aver cercato un facile lavoro.