Ucraina, Russia e USA verso un nuovo trilaterale: possibili sedi Emirati, Svizzera o Turchia
Dopo le visite a Mosca e Kyiv degli inviati speciali americani Steve Witkoff e Jared Kushner il 5 e 6 settembre, si prepara la ripresa dei colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Il presidente Volodymyr Zelensky ha indicato come possibili sedi gli Emirati Arabi Uniti, la Svizzera o la Turchia e ha elencato tra i temi energia, grano e scambi di prigionieri. Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha parlato di colloqui "sostanziali" ma ha avvertito che restano ostacoli significativi.
Punti chiave
- Gli inviati USA Witkoff e Kushner hanno incontrato Putin a Mosca il 5 settembre, poi Zelensky a Kyiv il 6 settembre: la prima visita in Ucraina per colloqui sulla fine della guerra.
- Witkoff ha dichiarato un "progresso sostanziale", inclusa la definizione di un calendario per ulteriori colloqui trilaterali.
- Zelensky ha indicato come possibili sedi del prossimo trilaterale Emirati, Svizzera o Turchia; temi proposti: energia, grano e scambi di prigionieri.
- Zelensky ha annunciato un incontro con il presidente USA Donald Trump previsto a settembre, seguito dalla preparazione del trilaterale.
- Il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi ha detto che l'Ucraina è pronta a riprendere il formato trilaterale e considera quello al massimo livello il più efficace.
- Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha definito i colloqui "sostanziali" ma ha avvertito che non vede ancora progressi reali nella volontà di compromesso delle parti.
- I colloqui trilaterali erano stati sospesi dopo l'inizio dell'operazione USA-Israele contro l'Iran a febbraio.
Perché è importante
La ripresa dei colloqui trilaterali segnalerebbe uno sblocco diplomatico di alto livello dopo mesi di stallo seguiti all'operazione USA-Israele contro l'Iran. I temi sul tavolo — energia, grano, scambi di prigionieri — riguardano questioni concrete del conflitto, non solo l'accordo politico generale. Un possibile "cessate il fuoco energetico" limitato all'inverno avrebbe effetti diretti sulle infrastrutture civili e sulle condizioni umanitarie, mentre un vertice autunnale potrebbe rappresentare una tappa diplomatica importante, con la questione territoriale del Donbas che resta il nodo centrale.
Che cosa è successo
Gli inviati speciali americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno visitato Mosca il 5 settembre incontrando Vladimir Putin per più di tre ore, quindi Kyiv il 6 settembre, la loro prima visita in Ucraina per colloqui sulla fine della guerra. Witkoff, al ritorno negli USA, ha parlato di "progresso sostanziale", inclusa la definizione di un calendario per ulteriori colloqui trilaterali. Il Cremlino, tramite l'aiutante di Putin Yuri Ushakov, ha definito l'incontro "estremamente importante" e "utile", ma senza annunciare progressi concreti; gli USA avrebbero avanzato diverse idee sulla possibile fine della guerra, senza rivelarne il contenuto. Durante le visite, Ucraina e Russia hanno concordato di non colpire le rispettive capitali fino al 7 settembre.
L'8 settembre il presidente Volodymyr Zelensky ha detto che il prossimo trilaterale potrebbe svolgersi negli Emirati Arabi Uniti, in Svizzera, in Turchia o in un altro paese, citando inviti ricevuti da vari governi. Ha indicato come possibili temi energia, esportazioni di grano e questioni umanitarie, in particolare gli scambi di prigionieri, e ha sottolineato la necessità di risultati concreti. Zelensky ha inoltre annunciato un incontro con il presidente USA Donald Trump previsto a settembre, propede di tempi lavori preparatori del trilaterale. Il portavoce del Ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi ha detto che l'Ucraina è al corrente di nuove idee americane, ma non le renderà pubbliche, sostenendo che "la diplomazia ha bisogno di spazio per negoziare"; ha aggiunto che la realtà sul campo di battaglia è cambiata rispetto al piano USA in 28 punti e che la comprensione aggiornata di questa realtà esiste anche dalla parte americana. Tykhyi ha ribadito la disponibilità di Kyiv a riprendere il formato trilaterale, con la preferenza per un incontro al massimo livello.
Il segretario di Stato USA Marco Rubio ha definito "sostanziali" i colloqui del fine settimana, con nuove idee discusse e una certa apertura alle proposte, ma ha avvertito che restano ostacoli significativi e che non vede ancora un progresso reale nella volontà di compromesso delle parti; ha aggiunto che una roadmap per riavviare i negoziati potrebbe essere elaborata nelle prossime settimane. Secondo una fonte citata alla Banca centrale di Mosca, le parti potrebbero concordare un cessate il fuoco "energetico" limitato per l'inverno, con una sospensione reciproca dei colpi alle infrastrutture energetiche.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina è fortemente centrata sulle parole del presidente Zelensky, con un'attenzione dettagliata alle possibili sedi dell'incontro (Emirati, Svizzera, Turchia), ai temi proposti (energia, grano, scambi di prigionieri) e alla disponibilità di Kyiv a cercare compromessi sul dossier energetico. I media ucraini hanno dato ampio rilievo al briefing del portavoce del Ministero degli Esteri Heorhiy Tykhyi, che ha insistito sulla formula "la diplomazia ha bisogno di spazio" e sul fatto che la realtà sul campo di battaglia sia cambiata rispetto al piano USA in 28 punti. La stampa ucraina sottolinea inoltre che l'Ucraina ha già fatto molti compromessi e che Kyiv è categoricamente contraria a concessioni territoriali o al ritiro delle truppe dal Donbas. Viene citata anche una fonte di RBC-Ucraina su un possibile cessate il fuoco "energetico" per l'inverno e sul messaggio che gli inviati USA avrebbero riferito a Putin, secondo cui l'Ucraine non avrebbe "ceduto" sotto i precedenti attacchi invernali russi.
Come la raccontano le fonti internazionali
La copertura internazionale in lingua inglese ruota attorno al ruolo diplomatico americano — le visite di Witkoff e Kushner e le dichiarazioni di Rubio — più che sulle prese di posizione politiche interne ucraine. L'agenzia azera APA inserisce nel quadro anche la disponibilità annunciata della Svizzera a ospitare un nuovo round di negoziati e l'auspicio russo che i colloqui trilaterali riprendano, inquadrando la vicenda come un processo diplomatico multilaterale. Una fonte dell'entourage del presidente francese Emmanuel Macron ha riferito che, secondo Witkoff e Kushner, Mosca potrebbe mostrare una "nuova disponibilità" a negoziare dopo le elezioni della Duma di Stato. Compare emergenza, inoltre, la voce di un analista, l'ex ambasciatore USA in Ucraina John Herbst, secondo cui il presidente Putin "avrà un problema politico in inverno", una chiave di lettura incentrata sulla pressione politica che non compare nella stampa ucraina. La copertura internazionale evidenzia anche che i round precedenti si erano arenati sulla questione territoriale del Donbas, presentata come l'ostacolo centrale irrisolto.
Dove le versioni divergono
Le fonti non convergono sulla valutazione del progresso diplomatico. Witkoff ha parlato di "progresso sostanziale", inclusa la definizione di un calendario per ulteriori colloqui trilaterali; il Cremlino, tramite Ushakov, ha definito l'incontro "estremamente importante" e "utile", ma senza annunciare progressi concreti; Rubio ha definito i colloqui "sostanziali" e ha rilevato una certa disponibilità alle proposte, ma ha avvertito che restano ostacoli significativi e che non vede ancora un progresso nella disponibilità delle parti a un compromesso. Resta aperta anche la questione della posizione russa: Zelensky ha detto di aver ricevuto il messaggio che "i russi sono pronti a negoziare"; altre fonti riferiscono che la Russia "spera" nella ripresa del trilaterale, senza confermarne la disponibilità sui contenuti. Un'altra divergenza riguarda il possibile cessate il fuoco "energetico" limitato all'inverno: una fonte di RBC-Ukraine lo ha presentato come plausibile, mentre Rubio ha messo in guardia dal fatto che non si vedono ancora progressi reali nella volontà di compromesso delle parti.
Contesto
I colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia erano stati sospesi dopo l'inizio dell'operazione USA-Israele contro l'Iran a febbraio. La Russia chiede il ritiro delle truppe ucraine dall'intero Donbas; Kyiv è categoricamente contraria a qualsiasi concessione territoriale o ritiro delle forze armate. Gli Stati Uniti hanno proposto la creazione di una zona economica libera nel Donbas, ma i dettagli sulla sua gestione e sulle garanzie di sicurezza restano non chiari. Il presidente Trump ha fatto della fine del conflitto Russourca una priorità fin dal suo insediamento nel gennaio 2025, ma finora non è stato concluso alcun accordo. Le elezioni della Duma di Stato russa sono previste per il 18-20 settembre, e alcune fonti collegano a questa scadenza un possibile cambio di posizione di Mosca al tavolo negoziale.