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Budanov al NYT: contatti segreti con il GRU e Prigozhin, niente compromessi sul Donbas

Il capo dell'Ufficio del Presidente ucraino Kyrylo Budanov ha dichiarato in un'intervista al New York Times pubblicata il 4 settembre di aver mantenuto per anni contatti riservati con il capo dell'intelligence militare russa (GRU), l'ammiraglio Igor Kostyukov, e con il defunto fondatore della Wagner Yevgeny Prigozhin. Budanov, che guida la delegazione ucraina nei colloqui con Mosca, ha detto di aver consigliato al presidente Volodymyr Zelensky di non accettare compromessi sul Donbas che diano a Mosca un controllo formale su territori che l'esercito russo non è riuscito a conquistare.

Punti chiave

  • Budanov guida la delegazione ucraina nei negoziati con la Russia.
  • Intervista al New York Times pubblicata venerdì 4 settembre.
  • Contatti frequenti con il capo del GRU, l'ammiraglio Igor Kostyukov, dal 2022: primi colloqui mediati dalla Turchia sui corridoi del Mar Nero per il grano.
  • Risultati significativi, in particolare sullo scambio di prigionieri, anche dopo le perdite inflitte al GRU a Vovčansk nel 2024.
  • Comunicazioni regolari con Yevgeny Prigozhin fino all'ammutinamento della Wagner nel 2023 e alla sua morte.
  • Budanov ha consigliato a Zelensky di non cedere il Donbas: «cedere territorio darebbe a Mosca un premio che la sua armata non è riuscita a prendere».
  • Budanov: le condizioni per un cessate il fuoco difficilmente arriveranno prima della primavera 2027.

Perché è importante

Budanov non è solo il capo dell'Ufficio del Presidente: guida concretamente la delegazione ucraina al tavolo con Mosca. Rivelare l'esistenza di canali riservati con l'intelligence militare russa — aperti nel 2022, sopravvissuti persino all'episodio di Vovčansk — significa esporre l'architettura parallela su cui poggiano gli scambi di prigionieri e, potenzialmente, il processo negoziale. La sua posizione pubblica sul Donbas fissa inoltre il tetto politico entro cui qualsiasi intesa dovrà muoversi, in particolare sui due punti ancora aperti del piano di pace: lo status della centrale nucleare di Zaporizhzhia e il controllo della parte di Donbas ancora in mano ucraina.

Che cosa è successo

In un'intervista al New York Times pubblicata il 4 settembre, Kyrylo Budanov — capo dell'Ufficio del Presidente dell'Ucraina dallo scorso gennaio e a capo della delegazione di Kiev nei colloqui con Mosca — ha raccontato di aver intrattenuto per anni contatti diretti con il capo dell'intelligence militare russa (GRU), l'ammiraglio Igor Kostyukov. I primi incontri, nel 2022 e con la mediazione della Turchia, riguardarono l'apertura dei corridoi del Mar Nero per il trasporto di grano; secondo Budanov quei contatti hanno prodotto risultati concreti, soprattutto sullo scambio di prigionieri, e sono proseguiti anche dopo le pesanti perdite inflitte al GRU durante l'assalto ucraino al cementificio di Vovčansk nel 2024. Budanov ha anche riferito di comunicazioni regolari con Yevgeny Prigozhin, proseguite fino all'ammutinamento della Wagner contro il Cremlino nel 2023 e alla morte del fondatore in un'esplosione aerea. Ha quindi raccomandato al presidente Zelensky di non accettare compromessi sul Donbas che consentano alla Russia di rivendicare formalmente il controllo di territori non conquistati sul campo. Lo stesso Budanov, in un'intervista del 28 agosto con Nataliya Moseychuk, aveva detto che la Russia non vuole per ora fermare la guerra e che la sua fine non va attesa nel prossimo inverno, aggiungendo però che i negoziati riprenderanno a breve. In una sua valutazione, le condizioni per un cessate il fuoco difficilmente matureranno prima della primavera 2027. Le rivelazioni arrivano dopo i due round di Abu Dhabi del 23-24 gennaio e del 4-5 febbraio 2026 — quando il piano iniziale di 20 punti si era ridotto ai nodi di Zaporizhzhia e Donbas — e mentre si attende una ripresa del processo negoziale con mediazione statunitense.

Contesto

Budanov, già capo del GUR (l'intelligence militare ucraina) ed ex protagonista di operazioni speciali nel Donbas, è diventato capo dell'Ufficio del Presidente a inizio gennaio 2026, citando tra le motivazioni proprio la possibilità di guidare i negoziati con Mosca. Il primo formato trilaterale Ucraina-Russia-Usa si era tenuto il 23-24 gennaio 2026 con la delegazione ucraina guidata allora da Rustem Umerov, seguito da un secondo round ad Abu Dhabi il 4-5 febbraio. Tra i possibili scenari per la parte di Donbas ancora sotto controllo ucrano — la conurbazione Sloviansk-Kramatorsk e alcuni villaggi nella regione di Luhansk — erano stati discussi il passaggio a contractor privati, l'amministrazione del "Board of Peace" di Donald Trump o amministrazioni civili congiunte ucraino-russe. Dopo i colloqui di Ginevra del febbraio 2026 la Russia aveva proposto di proseguire a Mosca — con un possibile faccia a faccia con Vladimir Putin — ma il viaggio non avvenne, anche perché Budanov è dal suo periodo al GUR nella lista russa dei ricercati per accuse di terrorismo.