Trump: pronto a incontrare Putin, ma solo quando sarà pronto un accordo di pace
Il 2 settembre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato alla Casa Bianca di essere pronto a incontrare Vladimir Putin, ma solo quando Russia e Ucraina saranno pronte a concludere un accordo di pace. Trump ha citato l'ostilità personale tra Volodymyr Zelensky e Putin come principale ostacolo, ha definito "stupida" la guerra e ha affermato di aver fermato otto conflitti da quando è in carica. La dichiarazione arriva sullo sfondo di una più ampia offensiva diplomatica Usa, che include la visita a fine agosto del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca e i contatti al G20 tra il segretario al Tesoro Scott Bessent e il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov.
Punti chiave
- Il 2 settembre Trump ha dichiarato alla Casa Bianca di essere pronto a incontrare Putin subito, ma di volere l'incontro solo quando Russia e Ucraina saranno pronte a firmare un accordo di pace.
- Trump ha indicato nell'"enorme ostilità" tra Zelensky e Putin il principale ostacolo a un'intesa.
- Il presidente Usa ha definito "stupida" la guerra russo-ucraina e ha affermato di aver fermato otto guerre da quando è in carica.
- Trump ha dichiarato che gli Usa vogliono buone relazioni con Russia, Ucraina e "tutti", descrivendo la Russia come dotata di un territorio vasto e di terre "molto pregiate".
- Ha citato una media di circa 25.000 soldati morti al mese, dato non verificato.
- Il direttore della Cia John Ratcliffe ha compiuto a fine agosto una visita non annunciata a Mosca, durante la quale ha proposto un trilaterale Trump-Zelensky-Putin.
- Il Cremlino ha detto che un eventuale trilaterale potrebbe tenersi solo per "finalizzare accordi"; il 31 agosto Zelensky ha dichiarato che, secondo i dati di intelligence, Putin non ha intenzione di fermare la guerra.
- Il 31 agosto, al G20, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha incontrato il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov per discutere un piano di pace di 28 punti attribuito a Trump.
Perché è importante
La dichiarazione di Trump definisce la condizione pubblica posta dal presidente Usa per un nuovo vertice diretto con Putin, legandolo a progressi concreti verso un'intesa tra Russia e Ucraina. Citando l'ostilità personale tra Zelensky e Putin come principale ostacolo, la Casa Bianca sposta in parte la responsabilità sull'invasione russa della Russia. Il quadro si inserisce in una più ampia spinta diplomatica americana su più binari — la visita a Mosca del direttore della Cia, i contatti al G20, un presunto piano in 28 punti — e l'affermazione che la fine del conflitto sia "piuttosto vicina" segnala l'attesa Usa di uno sbocco diplomatico a breve termine. Trump ha inoltre rilanciato la cifra, non verificata, di circa 25.000 morti al mese, aumentando il peso del tema delle perdite senza citare fonti.
Che cosa è successo
Il 2 settembre Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti alla Casa Bianca di essere pronto a incontrare Vladimir Putin immediatamente, ma di volere che il vertice si tenga solo quando Russia e Ucraina saranno pronte a concludere un accordo di pace. Il presidente americano ha definito la guerra russo-ucraina una "guerra stupida" che andrebbe fermata e ha detto che gli Stati Uniti vogliono mantenere buone relazioni con Mosca, Kyiv e "tutti", anche per ragioni economiche. Ha citato "un'enorme ostilità" tra Volodymyr Zelensky e Putin come principale ostacolo a un'intesa, ha sostenuto di aver fermato otto conflitti da quando è in carica e ha parlato di circa 25.000 soldati morti al mese. Ha detto inoltre di essere a conoscenza di video che mostrano violenze legate alla mobilitazione in Ucraina. Le sue dichiarazioni giungono mentre è in corso diplomatico più ampio: a fine agosto il direttore della Cia John Ratcliffe ha effettuato una visita non annunciata a Mosca, proponendo un trilaterale Trump-Zelensky-Putin — proposta che, secondo l'agenzia russa Agentstvo, Putin avrebbe rifiutato dopo averne letto il contenuto — e il 31 agosto il segretario al Tesoro Scott Bessent ha incontrato al G20 il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov per discutere un piano di pace attribuito a Trump e composto, secondo i giornalisti, da 28 punti.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura delle fonti ucraine — tra cui Інтерфакс-Україна, ZN.UA, NV, Радіо Свобода, LIGA.net, Укрінформ, Українська правда, Суспільне, Європейська правда — mette al centro la condizione posta da Trump per un summit con Putin: l'incontro è subordinato alla disponibilità di Russia e Ucraina a concludere un accordo, e questo viene letto come il segnale di una postura americana condizionata, non di un impegno a incontrarsi. Le stesse fonti sottolineano gli elementi che spostano l'onere del movimento su Mosca: la posizione del Cremlino, secondo cui un trilaterale servirebbe solo a "finalizzare accordi"; le dichiarazioni di Zelensky, secondo cui i dati di intelligence indicano che Putin non vuole fermare la guerra; e il rifiuto ucraino di cedere l'intero Donbas. Un articolo in lingua ucraina segnala inoltre l'osservazione di Trump sui video di violenze legate alla mobilitazione in Ucraina, evidenziando la sensibilità politica interna del tema.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sul ruolo centrale della guerra in Ucraina nella visita a fine agosto del direttore della Cia John Ratcliffe a Mosca. Secondo il New York Times, Ratcliffe ha trasmesso a Mosca una valutazione pessimistica del corso del conflitto e ha esortato la Russia a concludere un accordo prima che la situazione militare ed economica peggiori; il Wall Street Journal ha ipotizzato che la visita abbia anche consegnato un avvertimento a Putin legato a presunti preparativi russi di mobilitazione e a un possibile test della risolutezza della NATO. Il capo dell'Ufficio del presidente dell'Ucraina Kyrylo Budanov ha invece affermato il 27 agosto che la guerra in Ucraina non è stato il tema principale dei contatti di Ratcliffe a Mosca.
Contesto
Il precedente vertice Trump-Putin si è tenuto nell'agosto 2025 ad Anchorage, in Alaska. Da allora funzionari russi hanno più volte evocato un cosiddetto "spirito di Anchorage" o "intese", il cui contenuto concreto non è mai stato reso noto: secondo alcuni commentatori vi sarebbe stata un'ipotetica convergenza Usa su un congelamento del conflitto e sulla cessione dell'intero Donbas alla Russia, ipotesi che Trump ha smentito. Le autorità ucraine hanno ribadito di respingere qualsiasi richiesta di cedere l'intero Donbas al controllo russo. Intorno al 25 agosto il direttore della Cia John Ratcliffe ha effettuato una visita non annunciata a Mosca, durante la quale ha proposto un trilaterale Trump-Zelensky-Putin; secondo l'agenzia russa Agentstvo, Putin avrebbe rifiutato di incontrarlo una volta appreso che il messaggio chiedeva di concludere rapidamente la guerra. Il 31 agosto, a margine del G20, il segretario al Tesoro Scott Bessent ha incontrato il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov — la prima presenza di un ministro delle Finanze russo a un G20 negli Usa dall'inizio della guerra — e, secondo i giornalisti, ha promosso un piano di pace attribuito a Trump composto da 28 punti, chiarendo che gli Usa non concederanno sgravi economici a Mosca finché la guerra non sarà terminata. Il portavoce del Cremlino Peskov ha detto che un eventuale trilaterale potrebbe svolgersi solo per "finalizzare accordi", mentre Zelensky ha dichiarato che i dati di intelligence ucraini e dei partner indicano che Putin non intende fermare la guerra.