Operazione "Vivaldi": l'Ucraina annuncia la liberazione di altri villaggi nel nord del Donetsk
Il 3° Corpo d'Armata ucchino sta conducendo l'operazione offensiva "Vivaldi" nel nord dell'oblastasca di Donetsk. Dopo il primo stadio, con la liberazione di Serednie e la bonifica di Korovij Jar, Novoselivka, Jarova e Oleksandrivka, il secondo stadio ha portato alla liberazione di Shandryholove e Derylove e al controllo completo di Drobysheve. In totale, 125 km² di territorio sono tornati sotto controllo ucraino (50 km² de-occupati), con perdite russe dichiarate superiori ai 3.000 effettivi.
Punti chiave
- L'operazione "Vivaldi" è condotta dal 3° Corpo d'Armata ucchino nel nord dell'oblastasca di Donetsk e comprende almeno quattro stadi pianificati.
- Il primo stadio ha bonificato 75 km² e de-occupato 10 km² aggiuntivi, con la liberazione di Serednie e la bonifica di Korovij Jar, Novoselivka, Jarova e Oleksandrivka.
- Il secondo stadio ha liberato Shandryholove e Derylove e portato sotto controllo iracheno altri 40 km², per un totale di 125 km² (50 km² de-occupati).
- Le perdite russe nei due stadi ammontano a oltre 3.000 effettivi, di cui circa 800 nel secondo stadio; nel primo sono stati distrutti anche oltre 12.000 droni.
- Il 18 settembre il 3° Corpo d'Armata ha riferito che l'elite russa dei droni "Rubikon" è stata ritirata dalla direttrice Lyman-Borova a causa delle pesanti perdite.
- Il 3° Corpo d'Armata sostiene di aver effettuato il primo dispiegamento al mondo di complessi robotici terrestri (NRK kamikaze) nella retrovia nemica tramite droni pesanti, a oltre 10 km di profondità.
- Secondo l'ISW, l'operazione ha vanificato i tentativi russi di accerchiare la "cintura di città-fortezza" ucraine nel Donbas.
Perché è importante
L'operazione "Vivaldi" è un'offensiva ucraina confermata e ancora in corso nel nord del Donetsk, un settore in cui la Russia stava cercando di accerchiare l'agglomerazione Slovjans'k-Kramators'k. I primi due stadi hanno riportato sotto controllo ucraino 125 km² (50 km² de-occupati), con perdite russe dichiarate dagli ucraini superiori ai 3.000 effettivi e il ritiro dell'unità d'élite "Rubikon". Secondo l'ISW, l'operazione ha vanificato i piani russi di accerchiare la "cintura di città-fortezza" ucraine nel Donbas e, stando ai comandanti ucraini, avrebbe rotto i piani russi non solo per il 2026 ma potenzialmente anche per l'inizio del 2027. Il 3° Corpo d'Armata rivendica inoltre il primo dispiegamento al mondo di complessi robotici terrestri kamikaze nella retrovia nemica tramite droni pesanti.
Che cosa è successo
Il 15 settembre il comandante del 3° Corpo d'Armata, Andrij Bilets'kyj, ha confermato pubblicamente per la prima volta l'operazione offensiva "Vivaldi" nel nord dell'oblastasca di Donetsk. Il 19 settembre il capo di stato maggiore e vice comandante Petro Horbatenko ha riferito che il primo stadio era ancora in corso, con la bonifica di 75 km² e la de-occupazione di ulteriori 10 km², la liberazione di Serednie e la bonifica di Korovij Jar, Novoselivka, Jarova e Oleksandrivka, oltre a Raj-Oleksandrivka e altri insediamenti i cui nomi sono stati mantenuti riservati per ragioni tattiche. Il 20 settembre Bilets'kyj ha annunciato la conclusione del secondo stadio, durante il quale le forze ucraine hanno liberato Shandryholove e Derylove e hanno stabilito il pieno controllo di Drobysheve, con un ulteriore avanzata di 40 km². Complessivamente, i primi due stadi hanno riportato 125 km² sotto controllo ucraino, di cui 50 km² de-occupati. Le perdite russe dichiarate ammontano a oltre 3.000 effettivi, di cui circa 1.500 nel primo stadio e circa 800 nel secondo, insieme a oltre 12.000 droni e centinaia di mezzi corazzati, artiglierie e veicoli. Il 3° Corpo d'Armata ha inoltre riferito che l'unità d'élite russa di droni "Rubikon" è stata ritirata dalla direttrice Lyman-Borova.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti sono ucraine e in lingua ucraina e inquadrano "Vivaldi" come un'offensiva ucraina riuscita e ancora in corso, che avrebbe fatto saltare i piani russi di accerchiare l'agglomerazione Slovjans'k-Kramators'k e sconvolto i piani di Mosca per il 2026 e potenzialmente l'inizio del 2027. La copertura è centrata sul 3° Corpo d'Armata e sui comandanti Andrij Bilets'kyj e Petro Horbatenko come voci autorevoli, con enfasi sui guadagni territoriali, sulle perdite russe rivendicate e sull'aspetto tecnologico — il rivendicato primo dispiegamento al mondo di complessi robotici terrestri kamikaze trasportati da droni pesanti — e sulla partecipazione di numerose brigate e unità speciali. Il progetto di monitoraggio DeepState è citato come conferma indipendente delle liberazioni di Shandryholove e Derylove. La tattica russa è descritta con toni duri: "assalti di carne", unità disorganizzate "macinate", e attacchi contro aree di retrovia civili come Izjum, Balaklija, Slovjans'k e Kramators'k con aviazione e droni Shahed.
Dove le versioni divergono
Le fonti ucraine divergono sulla portata territoriale complessiva dell'operazione: l'analista OSINT francese Clément Molin ha sostenuto che le azioni controffensive ucraine hanno liberato oltre 200 km² in quattro mesi, mentre il 3° Corpo d'Armata ha ufficialmente riportato 125 km² tornati sotto controllo ucraino (50 km² de-occupati) nei primi due stadi. Un'ulteriore divergenza riguarda il numero di droni russi distrutti nel primo stadio: la maggior parte delle fonti indica "oltre 12.000", mentre altre lo inquadrano genericamente come "centinaia di mezzi" senza separare i droni; alcune fonti presentano la cifra di 12.000 come confermata, altre come stima.
Contesto
L'operazione "Vivaldi" è condotta dal 3° Corpo d'Armata ucchino, guidato dal comandante Andrij Bilets'kyj con capo di stato maggiore e vice comandante Petro Horbatenko, ed è stata annunciata pubblicamente il 15 settembre, con aggiornamenti il 19 settembre e l'annuncio del secondo stadio il 20 settembre. Secondo Horbatenko, l'eliminazione di una testa di ponte russa sulla riva occidentale del fiume Chornij Zherebec ha fatto saltare un piano russo volto ad accerchiare da sud, via Izjum, l'agglomerazione Slovjans'k-Kramators'k, per poi avanzare verso gli oblast di Kharkiv, Dnipropetrovsk e Poltava. Le forze russe continuano a tentare offensive nelle direttrici Slovjans'k e Kramators'k e a colpire le aree di retrovia, fra cui Izjum, Balaklija, Slovjans'k e Kramators'k, con aviazione e droni Shahed. Il 18 settembre il 3° Corpo d'Armata ha riferito che l'unità d'élite russa di droni "Rubikon" è stata ritirata dalla direttrice Lyman-Borova a causa delle pesanti perdite subite.