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Attacco russo con droni Shahed su Kilija, nell'Oblast di Odessa

Nella notte tra il 26 e il 27 settembre le forze russe hanno colpito con droni Shahed la città di Kilija, nell'Oblast di Odessa, danneggiando infrastrutture portuali e civili. Secondo le informazioni preliminari dell'amministrazione distrettuale di Izmail, non si registrano vittime. L'incendio sul luogo dell'impatto è stato domato dai soccorritori del Servizio statale per le emergenze.

Punti chiave

  • Nella notte del 27 settembre le forze russe hanno attaccato con droni Shahed la città di Kilija, nell'Oblast di Odessa
  • L'attacco ha colpito infrastrutture portuali e civili
  • Secondo le informazioni preliminari non ci sono vittime
  • L'incendio sul luogo dell'impatto è stato domato dai soccorritori del Servizio statale per le emergenze (DSNS)
  • L'attacco è stato segnalato dall'amministrazione distrettuale statale di Izmail
  • Kilija è un polo logistico chiave del Danubio per grano e merci civili

Perché è importante

L'attacco ha colpito infrastrutture portuali in un polo logistico chiave della regione del Danubio, utilizzato per le spedizioni di grano e di merci civili. Si inserisce in una serie prolungata di attacchi russi contro l'Oblast di Odessa nei giorni precedenti, che ha preso di mira depositi di aiuti umanitari, magazzini di medicinali e alimentari e una nave mercantile straniera.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 26 e il 27 settembre le forze russe hanno lanciato droni Shahed sulla città di Kilija, nell'Oblast di Odessa. L'attacco ha danneggiato infrastrutture portuali e civili. Sul posto è scoppiato un incendio, successivamente domato dai soccorritori del Servizio statale per le emergenze (DSNS). L'amministrazione distrettuale statale di Izmail, fonte autoritativa secondo i media ucraini, ha riferito che secondo le informazioni preliminari non si registrano vittime. L'episodio si colloca in una sequenza di attacchi russi registrati nell'Oblast di Odessa tra il 22 e il 23 settembre: il 22 settembre un deposito umanitario dell'OMS a Čornomorsk, contenente forniture mediche in ambienti a temperatura controllata, è stato danneggiato — quarto caso simile in tre mesi secondo l'OMS; il 23 settembre sono stati colpiti due volte magazzini di medicinali, prodotti alimentari e beni di consumo, con vasti incendi; sempre il 23 settembre una nave mercantile battente bandiera di Antigua e Barbuda, che trasportava olio vegetale, è stata colpita e il suo capitano ucraino di 63 anni è morto.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine attribuiscono la responsabilità dell'attacco alle forze russe, descritte come «truppe RF» o «occupanti», e inquadrano i beni colpiti come «infrastrutture portuali e civili», citando l'amministrazione distrettuale di Izmail come fonte autorevole. Diversi articoli ucraini collegano il raid su Kilija agli attacchi russi dei giorni 22 e 23 settembre contro l'Oblast di Odessa — deposito umanitario dell'OMS, magazzini di medicinali e alimenti, nave mercantile straniera — sottolineando un pattern di attacchi a obiettivi civili e umanitari.

Contesto

Il 22 settembre un deposito umanitario dell'OMS a Čornomorsk, nell'Oblast di Odessa, che conservava forniture mediche in ambienti a temperatura controllata, è stato danneggiato da un attacco russo. L'episodio è stato definito dall'OMS il quarto caso simile in tre mesi. Il 23 settembre le forze russe hanno colpito due volte magazzini di medicinali, beni di prima necessità e prodotti alimentari nell'Oblast di Odessa, provocando vasti incendi. Nello stesso giorno una nave mercantile battente bandiera di Antigua e Barbuda, che trasportava olio vegetale, è stata colpita; il capitano ucraino di 63 anni è morto.