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L'India intensifica la mediazione tra Russia e Ucraina, Kiev definisce la sua proposta "la più completa"

Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha annunciato che l'India sta conducendo colloqui diretti con Mosca e Kiev per contribuire a porre fine alla guerra, partendo dalla sicurezza della navigazione nel Mar Nero e estendendo il dialogo alle forniture energetiche e alla possibilità di evitare attacchi. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha confermato che il ruolo dell'India nella mediazione è in crescita e ha definito la proposta indiana "la più completa" tra quattro piani di pace presentati a livello statale, insieme a Turchia, Egitto e Stati Uniti.

Punti chiave

  • Jaishankar: l'India è diventata "un po' più coinvolta" andando oltre il semplice sostegno pubblico.
  • I colloqui con Mosca e Kiev partono dalla sicurezza della navigazione nel Mar Nero e si estendono a grano, energia e possibilità di evitare attacchi.
  • Sybiha: l'India è uno dei quattro Paesi con un piano di pace, insieme a Turchia, Egitto e Stati Uniti.
  • Sybiha ha definito la proposta indiana "la più completa", senza divulgarne i contenuti.
  • Tutti e quattro i piani prevedono la cessazione reciproca dei colpi sulle infrastrutture energetiche e il ripristino della navigazione nel Mar Nero.
  • Jaishankar avverte che non c'è certezza di un accordo, ma anche un'intesa limitata sarebbe utile, soprattutto per i Paesi del Sud globale.
  • A fine agosto Modi ha chiesto a Putin di porre fine alla guerra al vertice SCO in Kirghizistan, ripetendo la richiesta al BRICS di New Delhi a settembre.

Perché è importante

L'India assume pubblicamente per la prima volta un ruolo di mediazione attiva nel conflitto tra Russia e Ucraina, dialogando direttamente con entrambe le parti anziché limitarsi a invocare la pace. I colloqui si concentrano su misure concrete e parziali — navigazione nel Mar Nero, esportazioni di grano, energia — che potrebbero portare a intese limitate anche se un cessate il fuoco completo resta irraggiungibile. Kiev ha riconosciuto la proposta indiana come la più articolata tra quattro piani nazionali, segnalando un dinamismo diplomatico attorno a binari di mediazione paralleli. I profondi legami economici e militari dell'India con Mosca (petrolio, forniture di armi tra cui gli S-400) le conferiscono una posizione distinta tra i mediatori che hanno anche subito le pressioni degli Stati Uniti sui rapporti con la Russia.

Che cosa è successo

Il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar ha dichiarato che l'India sta negoziando direttamente con Russia e Ucraina per contribuire a porre fine alla guerra, con un dialogo avviato sulla sicurezza della navigazione nel Mar Nero ed esteso a grano, energia e possibilità di evitare attacchi. Secondo Jaishankar, i colloqui sono stati innescati da attacchi di luglio in cui marinai indiani sono rimasti uccisi o feriti, circostanza che ha spinto Nuova Delhi a sollevare la questione con Mosca e Kiev. Jaishankar ha ammonito che non c'è certezza di un accordo, ma ha aggiunto che anche un'intesa limitata sarebbe utile, perché le interruzioni delle esportazioni di grano, energia e fertilizzanti colpiscono in modo sproporzionato i Paesi del Sud globale. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha confermato che il ruolo dell'India nella mediazione è in crescita e ha indicato l'India come uno dei quattro Paesi — insieme a Turchia, Egitto e Stati Uniti — che hanno presentato piani propri per porre fine alla guerra, definendo la proposta indiana "la più completa". Sybiha ha sottolineato che si tratta della prima volta in cui l'India si propone di assumere un tale ruolo e che i contatti diplomatici tra Kiev e Nuova Delhi restano stabili. Le dichiarazioni di Jaishankar sono state rilasciate a una conferenza sulla sicurezza nel fine settimana, come riportato da Bloomberg, e poi articulate al Kautilya Economic Conclave di Nuova Delhi lunedì 5 ottobre.

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura ucraina mette al centro della storia la conferma del ministro degli Esteri Sybiha che il ruolo dell'India è in crescita e inquadra la proposta indiana come la più articolata tra quattro piani nazionali di pace. Le fonti ucraine evidenziano i punti concreti all'ordine del giorno — cessazione reciproca dei colpi sulle infrastrutture energetiche e ripristino della navigazione nel Mar Nero — che coincidono con le priorità negoziali dichiarate da Kiev. La narrazione sottolinea inoltre che è la prima volta che l'India si offre di assumere un ruolo di mediazione, presentandolo come un risultato diplomatico per Kyiv.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le testate in lingua inglese con sede a Hong Kong e l'agenzia azera danno risalto alla formulazione dello stesso ministro degli Esteri indiano, citando l'espressione "un po' più coinvolta" e sottolineando che l'India si muove "oltre il semplice sostegno". Le fonti internazionali collocano l'iniziativa indiana nel contesto più ampio delle relazioni tra India e Russia — legami energetici, cooperazione spaziale, forniture militari (compresi gli S-400 impiegati contro il Pakistan) — e delle pressioni americane sugli acquisti di petrolio russo. Queste testate evidenziano anche i limiti dell'iniziativa, riportando l'avvertimento di Jaishankar che non vi è certezza di un accordo, e ricordano i binari paralleli di Turchia, Egitto e ONU sulla navigazione nel Mar Nero.

Contesto

L'India ha storicamente evitato di criticare il Cremlino, astenendosi tra l'altro nelle risoluzioni ONU che condannano la guerra. Il primo ministro Narendra Modi ha chiesto pubblicamente a Vladimir Putin di porre fine alla guerra a margine del vertice SCO in Kirghizistan a fine agosto e di nuovo al vertice BRICS a Nuova Delhi in settembre, dove i due leader hanno anche promesso di approfondire i legami bilaterali. Gli Stati Uniti hanno fatto pressione sull'India, loro principale partner commerciale, perché riduca gli acquisti di petrolio russo; le importazioni indiane sono inizialmente diminuite per poi risalire nel contesto di una guerra in Medio Oriente. La Russia resta uno dei principali fornitori di armi all'India, le cui forze armate operano centinaia di caccia di fabbricazione russa e diversi sistemi di difesa aerea S-400, impiegati durante un conflitto di quattro giorni con il Pakistan nel maggio 2025. Turchia ed Egitra lavorano su un binario parallelo per sbloccare parzialmente navigazione ed esportazioni di grano nel Mar Nero, con Turchia e ONU che hanno pianificato un ulteriore round di colloqui con Russia e Ucraina all'inizio di ottobre. A luglio, marinai indiani sarebbero rimasti uccisi e feriti in un attacco che ha spinto Nuova Delhi a sollevare preoccupazioni sulla sicurezza marittima sia con Mosca che con Kiev — l'episodio che Jaishankar indica come origine dei negoziati attuali.