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Massiccio attacco aereo russo sull'Ucraina nella notte tra il 12 e il 13 ottobre: missili balistici, munizioni vagabonde e 108 droni

Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2026 la Russia ha lanciato contro l'Ucraina un attacco aereo combinato con 5 missili balistici Iskander-M/S-400, 9 munizioni vagabonde Banderol/Dan-T e 108 droni d'attacco (in gran parte Shahed, molti a getto). Le difese aeree ucraine hanno abbattuto o soppresso 88 droni, ma sono stati registrati impatti diretti in 17 località e caduta di detriti in altre 7, con gravi danni a un edificio residenziale a Kharkiv.

Punti chiave

  • Attacco russo nella notte tra il 12 e il 13 ottobre con 5 missili balistici Iskander-M/S-400 partiti dall'Oblast di Bryansk, 9 munizioni vagabonde Banderol/Dan-T e 108 UAV d'attacco (Shahed, Gerbera, imitatori «Parodia»), 74 dei quali a reazione.
  • Droni lanciati dalle direzioni di Orël, Kursk e Primorsko-Achtarsk (Russia) e da Donetsk e Hvardiiske (Crimea) occupati.
  • Entro le 08:00 le difese aeree ucraine avevano abbattuto o soppresso 88 droni, di cui 58 a reazione.
  • Impatti diretti registrati in 17 località; detriti di droni abbattuti caduti in altre 7 località.
  • Colpita Kharkiv: un intero ingresso di un edificio multipiano nel distretto di Kholodnohirskyi è crollato; tre persone sono morte e 11 sono rimaste ferite (un'altra fonte riporta almeno sette feriti).
  • Una persona ferita a Dnipro; droni abbattuti sono caduti su un'abitazione a Murovane, vicino a Leopoli, senza vittime; esplosioni e una «veloce» in arrivo su Kiev segnalate la sera del 12 ottobre.
  • Difesa coordinata da aviazione, truppe missilistiche antiaeree, unità di guerra elettronica e sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili delle Forze di difesa ucraine.

Perché è importante

L'attacco ha combinato missili balistici, munizioni vagabonde e una salva di droni senza precedenti lanciata da almeno cinque direzioni, confermando la continua intensificazione della campagna aerea notturna russa. Nonostante l'intercettazione della maggior parte dei droni, gli impatti e i detriti hanno causato danni in più punti del Paese, tra cui il cedimento di un intero ingresso di un edificio residenziale a Kharkiv. Sono state registrate vittime civili in almeno due città — Kharkiv (morti e feriti) e Dnipro (un ferito) — a dimostrazione del rischio costante per i civili anche lontano dalla linea del fronte.

Che cosa è successo

Nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2026, a partire dalle 18:00 del 12 ottobre, le forze russe hanno attaccato l'Ucraina con 5 missili balistici Iskander-M/S-400 lanciati dall'Oblast di Bryansk, 9 munizioni vagabonde Banderol/Dan-T e 108 UAV d'attacco dei tipi Shahed, Gerbera e imitatori «Parodia», 74 dei quali a propulsione a reazione. I droni sono partiti dalle direzioni di Orël, Kursk e Primorsko-Achtarsk, in Russia, oltre che da Donetsk e Hvardiiske, in Crimea, territori occupati. Entro le 08:00 le difese aeree ucraine — aviazione, truppe missilistiche antiaeree, unità di guerra elettronica e di sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili — avevano abbattuto o soppresso 88 droni, di cui 58 a reazione. Sono stati comunque registrati impatti diretti in 17 località e la caduta di detriti in altre 7. Le munizioni vagabonde hanno colpito la città di Kharkiv, dove parte di esse non ha raggiunto l'obiettivo; nel distretto di Kholodnohirskyi un intero ingresso di un edificio multipiano è crollato, provocando tre morti e 11 feriti (un'altra fonte riporta almeno sette feriti). A Dnipro una persona è rimasta ferita nell'attacco notturno. Nell'Oblast di Leopoli è scattata un'allerta aerea per la minaccia di droni a reazione: un UAV abbattuto è caduto su un'abitazione nel villaggio di Murovane, vicino a Leopoli, senza vittime. Nella tarda serata del 12 ottobre a Kiev e nei suoi dintorni si sono sentite esplosioni, seguite dall'avviso delle Forze aeree di un bersaglio ad alta velocità in arrivo sulla capitale. Alle 08:00 l'attacco era ancora in corso, con diversi droni russi ancora nello spazio aereo ucraino.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine inquadrano l'attacco come un'aggressione delle forze russe e ne sottolineano la portata e la diversità delle armi impiegate — missili balistici, munizioni vagabonde e un'ampia salva di droni lanciati da più direzioni russe e da territori ucraini occupati. Il racconto è centrato sulla prestazione delle difese aeree ucraine, dando risalto al numero di droni abbattuti o soppressi e alla composizione delle forze che hanno respinto l'attacco (aviazione, truppe missilistiche antiaeree, guerra elettronica, gruppi di fuoco mobili). Le conseguenze locali sono messe in evidenza con dovizia di dettagli, in particolare la distruzione di un edificio multipiano nel distretto Kholodnohirskyi di Kharkiv, le vittime civili a Kharkiv e Dnipro, la caduta di un UAV abbattuto su un'abitazione a Murovane vicino a Leopoli, e le esplosioni sentite a Kiev.

Dove le versioni divergono

Le cifre delle vittime del raid serale su Kharkiv del 12 ottobre divergono tra le fonti: un resoconto riporta tre morti e 11 feriti, mentre un altro, citando le autorità di Kharkiv, parla di almeno sette feriti (senza specificare vittime).

Contesto

Le munizioni vagabonde sono una componente ormai ricorrente dei raid notturni russi e sono dirette frequentemente contro Kharkiv, città vicina al confine russo che ha subito attacchi ripetuti. Le operazioni di difesa aerea sono state condotte da più componenti delle Forze di difesa ucraine, tra cui aviazione, truppe missilistiche antiaeree, unità di guerra elettronica e di sistemi senza pilota e gruppi di fuoco mobili. L'attacco era ancora in corso alle 08:00 del 13 ottobre, con diversi droni russi ancora nello spazio aereo ucraino.