Odesa: condannati nove addetti del centro di reclutamento per detenzione illegale e violenze durante la mobilitazione
Il tribunale distrettuale Prymorskyj di Odesa ha dichiarato colpevoli nove dipendenti di un centro territoriale di reclutamento (TЦК e SPO) per detenzione illegale di uomini e violenze commesse durante le attività di mobilitazione. A sette dei nove sono state inflitte pene detentive effettive comprese tra cinque anni e un mese e sette anni e un mese. Le sentenze, emesse tra settembre e ottobre 2026, seguono un'indagine avviata nel giugno 2026 dal Bureau di Stato per le indagini.
Punti chiave
- Il tribunale Prymorskyj di Odesa ha condannato nove dipendenti del TЦК e SPO per detenzione illegale e violenze durante la mobilitazione.
- Le sentenze sono state emesse tra settembre e ottobre 2026; tutti e nove gli imputati hanno riconosciuto la colpa tramite patteggiamento.
- A sette dei nove sono state inflitte pene detentive effettive da 5 anni e 1 mese a 7 anni e 1 mese.
- Quattro degli imputati sono stati dichiarati colpevoli anche di tortura; per tre anni non potranno ricoprire incarichi nei reparti dei TЦК e SPO distrettuali né partecipare ad azioni di mobilitazione.
- Ad aprile–maggio 2026 gli imputati fermavano uomini per strada, li caricavano con la forza nelle auto e li portavano al centro di reclutamento, dove li picchiavano, usavano spray al peperoncino, li minacciavano e li umiliavano.
- Il Bureau di Stato per le indagini ha avviato un'inchiesta separata su presunte violazioni dei diritti umani nel centro di detenzione preventiva di Odesa dopo la diffusione di un video che mostra un uomo, presentato come dipendente del TЦК, sottoposto a umiliazioni.
- Secondo i dati citati dall'ombudsman, le denunce per presunte violazioni durante la mobilitazione sono passate da 18 nel 2022 a oltre 6 000 nel 2025.
Perché è importante
La sentenza rappresenta una condanna di alto profilo del personale coinvolto in pratiche coercitive di mobilitazione, tema di acceso dibattito pubblico in Ucraina. Il caso documenta abusi specifici — percosse, uso di spray al peperoncino, minacce di violenza sessuale e il furto di denaro a un fermato — all'interno delle operazioni di un centro di reclutamento. Vi si aggiunge un'indagine parallela su presunti maltrattamenti subiti da uno degli accusati all'interno di un centro di detenzione preventiva di Odesa, che solleva un ulteriore profilo di responsabilità istituzionale. I dati dell'ufficio dell'ombudsman citati nella copertura mostrano che le denunce per presunte violazioni durante la mobilitazione sono passate da 18 nel 2022 a oltre 6 000 nel 2025: il processo si inserisce dunque in un quadro molto più ampio.
Che cosa è successo
Il tribunale distrettuale Prymorskyj di Odesa ha condannato nove dipendenti di un centro territoriale di reclutamento (TЦК e SPO) per detenzione illegale di uomini e violenze commesse nel quadro della mobilitazione. Le sentenze, emesse tra settembre e ottobre 2026, sono arrivate dopo che tutti e nove gli imputati avevano riconosciuto la colpa e concluso patteggiamenti approvati dal tribunale. A sette dei nove sono state inflitte pene detentive effettive comprese tra 5 anni e 1 mese e 7 anni e 1 mese. I fatti risalgono ad aprile–maggio 2026, quando gli imputati fermavano uomini per le strade di Odesa, li caricavano con la forza nelle auto e li portavano al centro di reclutamento. Secondo quanto ricostruito, i fermati venivano picchiati, minacciati — in un caso con minacce di violenza sessuale — e sottoposti a spray al peperoncino; un uomo sarebbe svenuto dopo l'uso dello spray, e a uno dei fermati sarebbero stati sottratti 5 200 grivne dal portafoglio durante il trasporto coatto. Quattro imputati sono stati dichiarati colpevoli anche di tortura e, oltre alla pena, non potranno per tre anni ricoprire incarichi nei reparti dei TЦК e SPO distrettuali né partecipare ad azioni di mobilitazione. Restano sotto processo altri due dipendenti del TЦК che hanno scelto di non riconoscere la colpa.
Dove le versioni divergono
Le fonti ucraine non concordano sul numero esatto dei condannati che hanno ricevuto una pena detentiva effettiva: alcune fonti indicano sette persone su nove, altre sei su nove. Il massimo della pena resta fissato a sette anni e un mese.
Contesto
Le indagini del Bureau di Stato per le indagini (DBR) hanno portato alla luce nel giugno 2026 il gruppo di dipendenti del TЦК e SP distrettuale, responsabili del trasferimento illegale e della detenzione di uomini nei locali del centro di arruolamento. Gli inquirenti hanno documentato numerosi episodi di trattamenti crudeli. Un'indagine separata del DBR è in corso su presunte violazioni dei diritti umani all'interno del centro di detenzione preventiva di Odesa, dopo la diffusione online di un video che mostra un uomo, indicato come dipendente del TЦК, costretto a comportarsi come un cane; la direzione della struttura è stata sospesa dal servizio per la durata delle verifiche. Secondo l'ombudsman per i diritti umani del parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, il maggior numero di denunce per presunte violazioni durante la mobilitazione proviene dalle oblast di Dnipropetrovsk, Odesa, Leopoli e Transcarpazia.