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Sparatoria in un centro di reclutamento a Kiev: sei feriti, fermato 41enne ricercato per evasione dalla mobilitazione

La sera del 19 ottobre 2026, un uomo di 41 anni, residente a Kiev e ricercato per evasione dalla mobilitazione, è stato portato al centro territoriale di reclutamento (TCC) del distretto di Pechersk. All'interno dell'edificio ha estratto una pistola nascosta sotto i vestiti e ha esploso almeno sette colpi mirati contro poliziotti e militari, ferendo sei persone. L'uomo è stato fermato lo stesso giorno; nel suo appartamento sono state sequestrate armi e munizioni non registrate, tra cui una granata.

Punti chiave

  • Sparatoria il 19 ottobre 2026 verso le 19:00 nel TCC del distretto di Pechersk a Kiev
  • Sei feriti: tre poliziotti e tre militari del TCC; un poliziotto e un militare in terapia intensiva in gravi condizioni
  • Autore: 41enne residente a Kiev, ricercato per evasione dalla mobilitazione
  • L'uomo ha esploso almeno sette colpi con una pistola priva di porto d'armi
  • Nell'abitazione sequestrati armi e munizioni non registrati, tra cui fucili automatici, armi a canna liscia e rigata, munizioni di vari calibri e una granata
  • Fermato lo stesso giorno; notificata l'imputazione per tre articoli del Codice penale ucraino, con pena fino all'ergastolo
  • Indagine interna annunciata sul comportamento della squadra di notifica composta da poliziotti e militari

Perché è importante

L'episodio è uno dei casi più gravi di violenza armata all'interno di una struttura di reclutamento ucraina dall'inizio della mobilitazione, con sei feriti — tra cui due persone in gravi condizioni — e il ritrovamento nell'abitazione dell'aggressore di un arsenale non registrato che include una granata. Le accuse formalizzate, che prevedono fino all'ergastolo, e l'apertura di un'indagine interna sul comportamento della squadra di notifica danno al caso risonanza sia sul fronte della sicurezza pubblica sia su quello della verifica delle procedure di mobilitazione.

Che cosa è successo

La sera del 19 ottobre 2026, verso le 19:00, un uomo di 41 anni, residente a Kiev e ricercato per evasione dalla mobilitazione, è stato portato al Centro territoriale di reclutamento e supporto sociale (TCC) del distretto di Pechersk. All'interno dell'edificio ha estratto una pistola nascosta sotto i vestiti, che deteneva senza il prescritto porto d'armi, e ha esploso almeno sette colpi mirati contro poliziotti e militari del TCC. Nell'attacco sono rimasti feriti sei persone: tre agenti di polizia e tre militari del TCC; tutti sono stati ricoverati e, secondo l'ufficio del procuratore, un poliziotto e un militare erano in terapia intensiva in gravi condizioni.

L'uomo è stato fermato lo stesso giorno. Una perquisizione del suo appartamento ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di armi e munizioni non registrati, tra cui fucili automatici, armi a canna liscia e rigata, munizioni di vari calibri e una granata a mano. Il 20 ottobre gli è stata notificata l'imputazione per tre articoli del Codice penale ucraino: tentato omicidio premeditato di due o più persone in relazione all'esercizio delle loro funzioni (art. 15 co. 2, art. 115 co. 2 punti 1 e 8), attentato alla vita di un operatore delle forze dell'ordine in relazione alle sue funzioni (art. 348) e detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi (art. 263 co. 1). Le pene previste possono arrivare all'ergastolo. Era inoltre in corso la decisione sulla misura cautelare della custodia in carcere. La polizia ha annunciato un'indagine interna per verificare l'operato della squadra di notifica.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine non divergono sulla dinamica e sulle accuse, ma riportano tempi leggermente diversi: Ukrinform indica che l'uomo sarebbe stato portato al centro intorno alle 18:45, mentre Ukraïnska Pravda e NV collocano l'episodio intorno alle 19:00.

Contesto

L'uomo era stato prelevato e condotto al centro di reclutamento perché ricercato per aver violato la legislazione sulla mobilitazione. La squadra che lo ha notificato era composta da agenti di polizia e da militari; la polizia ha annunciato un'indagine di servizio per esaminare le procedure seguite.