Pubblicato: · Aggiornato:

Uomo mobilitato muore dopo pestaggio in un centro di reclutamento a Leopoli: un indagato arrestato

Il Bureau statale ucraino per le indagini (DBR) ha notificato il sospetto di omicidio a un militare di un'unità del Centro territoriale di approvvigionamento del personale e supporto sociale (TCC) di Leopoli. L'indagato, insieme ad altri dipendenti del TCC, avrebbe picchiato un uomo mobilitato mentre era a terra con le mani ammanettate dietro la schiena; la vittima è morta in ospedale per le ferite riportate. Un tribunale ha disposto la custodia in carcere senza facoltà di cauzione.

Punti chiave

  • Il sospetto è un militare in servizio presso un'unità del TCC di Leopoli.
  • L'indagato, insieme ad altri dipendenti del TCC, avrebbe picchiato con pugni e calci al torace e al petto un uomo mobilitato che giaceva a terra con le mani ammanettate dietro la schiena e non poteva difendersi.
  • L'indagato avrebbe sferrato alla vittima almeno due calci.
  • Dopo il pestaggio la vittima è stata trasportata con la forza in un locale tecnico del TCC a Leopoli, da dove un'ambulanza l'ha poi portata in ospedale.
  • In ospedale i medici hanno riscontrato fratture costali multiple, gravi lesioni ai polmoni e altre ferite potenzialmente mortali; l'uomo è deceduto nonostante i tentativi di rianimazione.
  • Nel luglio 2026 lo stesso militare era stato riconosciuto colpevole di corruzione dal Tribunale distrettuale Ševčenkivskij di Leopoli, con pena non detentiva.
  • L'indagato è accusato ai sensi dell'articolo 121, comma 2, del Codice penale ucraino (lesioni gravi volontarie che hanno causato la morte, commesse da un gruppo di persone); la pena prevista è fino a 10 anni di carcere.
  • Un tribunale ha disposto la custodia in carcere senza facoltà di cauzione.
  • Il DBR prosegue le indagini per identificare tutti i dipendenti del TCC coinvolti nel pestaggio e accertare le circostanze della morte.
  • Il TCC regionale di Leopoli ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con le forze dell'ordine e a fornire le informazioni e i documenti necessari.

Perché è importante

La morte di un uomo mobilitato in seguito a un pestaggio avvenuto all'interno di un ufficio di reclutamento solleva interrogativi sulla responsabilità e sul controllo del sistema ucraino di mobilitazione militare in tempo di guerra. Il fatto che il principale indagato avesse già una condanna per corruzione con pena non detentiva, e che sia tornato a essere sospettato di un reato grave a distanza di un mese, aggiunge un ulteriore livello di preoccupazione sulla tenuta dei meccanismi disciplinari all'interno del TCC. Il procedimento è seguito dal DBR, l'organismo incaricato di indagare sui reati commessi da funzionari e da personale delle forze dell'ordine, a sottolineare la gravità del caso.

Che cosa è successo

Secondo le indagini del Bureau statale per le indagini (DBR), un militare di un'unità del Centro territoriale di approvvigionamento del personale e supporto sociale (TCC) di Leopoli, insieme ad altri dipendenti del TCC, ha picchiato con pugni e calci al torace e al petto un uomo mobilitato che si trovava a terra con le mani ammanettate dietro la schiena e non poteva difendersi. L'indagato avrebbe sferrato alla vittima almeno due calci. Dopo il pestaggio la vittima è stata portata con la forza in un locale tecnico del TCC a Leopoli, da dove un'ambulanza l'ha poi trasportata in ospedale. I medici hanno riscontrato fratture costali multiple, gravi lesioni ai polmoni e altre ferite potenzialmente mortali; nonostante i soccorsi, l'uomo è morto in ospedale. Al sospetto è stata notificata l'accusa ai sensi dell'articolo 121, comma 2, del Codice penale ucraino — lesioni gravi volontarie che hanno causato la morte, commesse da un gruppo di persone —, con una pena prevista fino a 10 anni di carcere. Un tribunale lo ha posto in custodia cautelare senza facoltà di cauzione. Il DBR sta identificando tutti i dipendenti del TCC coinvolti nel pestaggio e accertando le circostanze della morte. Il TCC regionale di Leopoli ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con le forze dell'ordine. Risulta inoltre che lo stesso militare, nel luglio 2026, era stato riconosciuto colpevole di corruzione dal Tribunale distrettuale Ševčenkivskij di Leopoli e condannato a una pena non detentiva, e che a settembre è diventato indagato nel nuovo procedimento.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine — tra cui Ukrajinska pravda, Interfax-Ukrajina, Suspilne Novyny, Novynarnia, Ukrinform, ZN.UA e hromadske — riportano la versione ufficiale del DBR e sottolineano con forza la brutalità del pestaggio: la vittima era a terra con le mani ammanettate dietro la schiena, incapace di difendersi, e le successive fratture costali multiple e le gravi lesioni polmonari. Le stesse fonti mettono in rilievo la condanna per corruzione dell'indagato risalente ad agosto 2026 e la pena non detentiva che ne era seguita, inquadrando il nuovo caso come una recidiva da parte di un dipendente del TCC già condannato. Viene inoltre riportata la presa di posizione pubblica del TCC regionale di Leopoli, che ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con gli inquirenti, accostando così la risposta istituzionale al procedimento penale.

Contesto

Il Centro territoriale di approvvigionamento del personale e supporto sociale (TCC, ТЦК та СП) è l'organo ucraino responsabile della mobilitazione militare e delle questioni connesse alla leva. Durante la mobilitazione in tempo di guerra, le denunce di abusi da parte del personale del TCC sono una preoccupazione ricorrente in Ucraina.