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Kyiv avvia la stagione del riscaldamento sotto i bombardamenti: due distretti restano senza calore

Il 16 ottobre è iniziata a Kyiv la stagione del riscaldamento, annunciata dal sindaco Vitaliy Klitschko via Telegram. Il sindaco ha descritto l'avvio come avvenuto in condizioni estreme, in piena guerra, a causa dei continui bombardamenti russi. Il calore verrà collegato prima alle strutture sociali — ospedali, scuole e asili — mentre parti dei distretti Dnipro e Darnytskyi resteranno senza riscaldamento a causa dei gravi danni a un impianto energetico colpito da un recente attacco russo.

Punti chiave

  • La stagione del riscaldamento a Kyiv è iniziata giovedì 16 ottobre
  • Il sindaco Vitaliy Klitschko ha annunciato l'avvio via Telegram, definendolo in condizioni estreme a causa dei bombardamenti
  • Il calore sarà collegato prima a ospedali, scuole e asili
  • Parti dei distretti Dnipro e Darnytskyi restano senza riscaldamento per i danni a un impianto energetico
  • Sono in corso i lavori di ripristino nell'impianto danneggiato
  • Nella settimana precedente, attacchi russi hanno colpito tutte e tre le centrali termoelettriche (TEC) di Kyiv
  • il 15 ottobre un attacco a un'infrastruttura critica aveva provocato blackout in alcuni distretti

Perché è importante

Il riscaldamento in una grande capitale europea viene avviato in piena guerra, con i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche che complicano l'approvvigionamento. Due distretti di Kyiv restano senza calore per i danni subiti da un impianto, segnalando un servizio disomogeneo proprio all'inizio della stagione. L'avvio coincide con interrogativi pubblici e di esperti sulla preparazione di Kyiv all'inverno e sulla resilienza delle centrali termoelettriche dopo i ripetuti attacchi.

Che cosa è successo

Il 16 ottobre è iniziata a Kyiv la stagione del riscaldamento. Il sindaco Vitaliy Klitschko ne ha dato annuncio tramite il suo canale Telegram, precisando che il calore verrà collegato in via prioritaria alle strutture sociali — ospedali, scuole e asili — e descrivendo l'avvio come avvenuto in condizioni estreme a causa dei continui bombardamenti. Il collegamento alle strutture sociali avverrà su richiesta individuale dei rispettivi responsabili. Parti dei distretti Dnipro e Darnytskyi non riceveranno ancora il riscaldamento perché un impianto energetico che li serve ha subito gravi danni in un recente attacco russo: ilavori di ripristino sono in corso. Nella stessa settimana, attacchi russi hanno colpito tutte e tre le centrali termoelettriche (TEC) che riforniscono Kyiv, e il 15 ottobre un raid su un'infrastruttura critica aveva provocato blackout in alcuni distretti della capitale e della regione. L'annuncio di Klitschko arriva mentre l'amministrazione cittadina respinge le accuse di non aver fatto abbastanza per preparare la capitale all'inverno e agli attacchi all'energia, e mentre per il 17 ottobre è stata annunciata una manifestazione che chiede le sue dimissioni.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti della sintesi sono ucraine e incentrano la copertura sugli attori politici interni: il sindaco Klitschko, la pianificazione della resilienza cittadina e la manifestazione annunciata per il 17 ottobre che ne chiede le dimissioni. Il racconto mette in primo piano sia le accuse di preparazione inadeguata sia la replica di Klitschko, e collega i dettagli operativi dell'inizio del riscaldamento — l'annuncio su Telegram, la priorità a ospedali, scuole e asili, i due distretti rimasti senza calore — al più ampio quadro degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine dal 30 settembre.

Dove le versioni divergono

Klitschko respinge le accuse di aver fallito la preparazione di Kyiv alla stagione del riscaldamento e agli attacchi russi sull'energia, affermando che le misure prioritarie di resilienza sono state completate e che il blocco dei fondi e le controversie sui piani di stabilità hanno rallentato l'attuazione. Critici ed esperti, tra cui Oleksandr Kharchenko, direttore del Centro per la ricerca energetica, sostengono invece che Kyiv non farà in tempo a dotare di fonti di calore alternative le distrutte TEC-4 e TEC-5 e che il backup per la TEC-6 non arriverà prima di gennaio.

Contesto

La Russia sta conducendo massicci attacchi mirati contro le infrastrutture energetiche ucraine, comprese quelle della regione di Kyiv, dal 30 settembre, e nella settimana cui si riferisce la cronaca le forze russe hanno colpito tutte e tre le centrali termoelettriche che riforniscono la capitale. Secondo una segnalazione precedente, le TEC-4 e TEC-5 sono state distrutte da attacchi russi nella primavera 2026, e un esperto di energia aveva avvertito che Kyiv non sarebbe riuscita a dotarle in tempo di fonti di calore alternative; anche il backup per la TEC-6 non è atteso prima di gennaio — tutti riferimenti a danni precedenti che inquadrano la stagione in corso. All'inizio di ottobre Kyiv aveva registrato blackout e, in alcuni distretti, interruzioni dell'erogazione idrica. Per il 17 ottobre è stata annunciata una manifestazione che chiede le dimissioni del sindaco Klitschko, che ha respinto le accuse di preparazione inadeguata, sostenendo che le misure prioritarie di resilienza energetica in città sono state completate ma che i lavori sono stati rallentati dal blocco dei fondi e dalle controversie attorno ai piani di stabilità.