HUR: la centrale nucleare di Zaporizhzhia è in "arresto a freddo" con riserve di diesel e personale ai minimi storici
Secondo l'intelligence militare ucraina (HUR), nella prima metà di ottobre 2026 tutti e sei i reattori della centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dai russi, sono in arresto a freddo. Il livello dell'acqua nello stagno di raffreddamento è sceso a 12,27 metri contro i 15 considerati necessari, le scorte di gasolio sono minime e il personale è circa la metà di quello pre-invasione. Il Cremlino ha respinto una proposta ucraina di alimentare la centrale dall'esterno.
Punti chiave
- Tutti e sei i reattori della centrale di Zaporizhzhia sono in "arresto a freddo" e non producono elettricità
- Il livello dello stagno di raffreddamento al 12 ottobre era di 12,27 metri, contro i 15 metri ritenuti necessari
- Le riserve di gasolio sono minime: in caso di blackout totale i generatori consumerebbero circa 150 tonnellate al giorno
- Il Cremlino ha rifiutato la proposta ucraina di alimentare la linea 750 kV "Dniprovska" tramite la sottostazione 330 kV "Ferosplavna-1"
- Il personale è sceso a circa 5.000 unità (contro le 11.000 pre-invasione); l'amministrazione occupazione prevede corsi per aspiranti russi
- L'AIEA ha segnalato nelle ultime settimane una serie di attacchi con droni alla centrale, che hanno accresciuto i rischi per la sicurezza nucleare
Perché è importante
Anche fermi, i reattori della centrale nucleare più grande d'Europa hanno bisogno di elettricità esterna o di generatori diesel per raffreddare il combustibile nucleare esausto. Con il livello dell'acqua di raffreddamento sotto la soglia minima, le riserve di gasolio ai minimi storici e una proposta di alimentazione esterna respinta da Mosca, qualsiasi interruzione prolungata della corrente potrebbe costringere la centrale a dipendere esclusivamente dai diesel, in una situazione logistica già precaria. La carenza di personale qualificato e le voci di forniture nascoste di combustibile di bassa qualità senza notifica all'AIEA aggravano ulteriormente i rischi.
Che cosa è successo
L'intelligence militare ucraina (HUR) ha riferito che, nella prima metà di ottobre 2026, tutti e sei i reattori della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sotto occupazione russa, si trovano in "arresto a freddo" e non producono elettricità. Lo stagno di raffreddamento, la principale fonte idrica della struttura per le funzioni di sicurezza, è sceso a 12,27 metri il 12 ottobre, dai 12,34 di inizio mese e dai 12,86 di luglio; il livello minimo ritenuto necessario è di 15 metri. Le riserve di gasolio sono minime perché l'amministrazione di occupazione non riesce a rifornire la centrale, e si vocifera di forniture nascoste di carburante di bassa qualità senza informare la missione dell'AIEA. Le autorità russe starebbero inoltre valutando la riduzione del numero di generatori di riserva in standby automatico, aumentando il rischio di emergenze. Sul piano diplomatico, l'Ucraina ha proposto di alimentare la linea 750 kV "Dniprovska" attraverso la sottostazione 330 kV "Ferosplavna-1" per consentire il funzionamento sicuro della centrale, ma il Cremlino ha respinto la proposta. Sul personale, la centrale conta circa 5.000 addetti (contro gli 11.000 prima dell'invasione), con parte dei dipendenti ucraini in lavoro a distanza o in ferie forzate e con il taglio degli stipendi prospettato; è previsto un programma di formazione per sostituire i tecnici ucraini con candidati dalle regioni russe. L'AIEA ha segnalato nelle ultime settimane una serie di attacchi con droni alla struttura.
Contesto
La centrale nucleare di Zaporizhzhia è il più grande impianto nucleare d'Europa ed è sotto occupazione russa dall'inizio dell'invasione su larga scala. L'arresto a freddo significa che i reattori non producono elettricità, ma richiedono comunque alimentazione per i sistemi di raffreddamento e di sicurezza. Lo stagno di raffreddamento è la principale fonte d'acqua per il raffreddamento del combustibile esausto, e il suo livello è un indicatore chiave della sicurezza. Nel corso dell'occupazione, le autorità russe e l'AIEA si sono ripetutamente scontrate su accesso, personale e gestione dei tecnici ucraini.