Pubblicato: · Aggiornato:

DTEK: Kyiv può alimentare l’infrastruttura critica anche nello scenario peggiore

Il CEO di DTEK, Maksym Tymchenko, ha dichiarato che Kyiv è in grado di garantire l’elettricità alle infrastrutture critiche anche nello scenario peggiore. Se gli attacchi russi manterranno l’intensità degli ultimi due mesi, però, imprese e residenti potrebbero ricevere energia solo per due o tre ore al giorno.

Punti chiave

  • DTEK stima il ripristino delle centrali danneggiate in 300 milioni di euro
  • DTEK ha coperto autonomamente circa metà dei costi e punta a reperire altri 150 milioni di euro
  • Il 23 ottobre una centrale termica DTEK è stata massicciamente colpita e ha sospeso la generazione
  • Per Kyiv dovrebbero essere avviati entro fine anno 200 MW dei 1,5 GW necessari
  • Secondo l’esperto Kharchenko, 200 MW bastano soltanto per l’infrastruttura critica
  • Il pieno ripristino dell’energia elettrica potrebbe richiedere cinque anni
  • Il 28 ottobre Zelensky ha incaricato Koretskyi di formare una squadra speciale per rafforzare la resilienza di Kyiv

Perché è importante

La capacità di alimentare l’infrastruttura critica di Kyiv è essenziale per mantenere la continuità urbana durante attacchi intensificati. Se gli attacchi proseguiranno alla stessa intensità, le imprese potrebbero essere costrette a fermare le attività e i residenti potrebbero ricevere energia soltanto per due o tre ore al giorno. Ulteriori danni alle centrali e alle reti di trasmissione potrebbero aggravare la carenza energetica e rallentare il ripristino del sistema.

Che cosa è successo

Il CEO di DTEK Maksym Tymchenko ha assicurato che Kyiv potrà fornire elettricità alle infrastrutture critiche anche nel caso peggiore. La valutazione va però letta insieme al rischio di interruzioni diffuse: se i raid russi manterranno l’intensità degli ultimi due mesi, la disponibilità elettrica per residenti e imprese potrebbe ridursi a due o tre ore al giorno.

Il sistema energetico nazionale è sottoposto a crescenti pressioni. A fine settembre la Russia ha impiegato per la prima volta un drone reattivo con carico per distruggere i piloni ad alta tensione; dopo i primi attacchi autunnali a Kyiv sono rimasti fermi la metropolitana e la distribuzione idrica. Il 23 ottobre una centrale termica DTEK è stata colpita da un fuoco d'artiglieria massiccio e ha interrotto la produzione.

DTEK valuta in 300 milioni di euro il costo del ripristino delle centrali danneggiate. L'azienda ha coperto direttamente circa metà della spesa e prevede di raccogliere circa 150 milioni di euro da fonti esterne per prepararsi alla stagione di riscaldamento 2026-2027. Secondo l'esperto Kharchenko, dei 1,5 GW di generazione necessari a Kyiv, entro fine anno saranno avviati solo 200 MW: un volume considerato sufficiente per l'infrastruttura critica, ma non per il ripristino integrale del sistema, che potrebbe richiedere cinque anni.

Come la raccontano le fonti ucraine

Il racconto ucraino si concentra sulla capacità di Kyiv di alimentare l’infrastruttura critica durante attacchi gravi e sugli effetti possibili per cittadini e imprese. I report inquadrano l’avvertimento attraverso i danni alla generazione e alla trasmissione, gli squilibri regionali, i tempi di ripristino, i costi delle riparazioni e la preparazione alla stagione 2026-2027. emerge anche la disputa pubblica sull’efficacia dei piani di resilienza di Kyiv e l’iniziativa governativa per rafforzare la capacità della capitale di resistere agli attacchi.

Dove le versioni divergono

Zelensky ha dichiarato il 13 ottobre che le regioni del fronte stanno attuando i piani di resilienza meglio di Kyiv. Il sindaco Klitschko ha respinto questa valutazione come infondata e ha descritto i tentativi di rimuovere i capi delle comunità locali e sostituirli con leader delle amministrazioni militari come pressione sull’autogoverno locale.

Contesto

La Russia sta cercando di dividere il sistema energetico unificato dell’Ucraina in parti separate. Le regioni occidentali potrebbero registrare meno blackout grazie alle centrali nucleari e a quelle a carbone e alle importazioni di elettricità, mentre quelle centrali e orientali potrebbero risentire maggiormente dell’elevata domanda e dei limiti di trasmissione dell’elettricità da ovest a est.

A fine febbraio e nei primi giorni di marzo 2026 Zelensky aveva proposto al consigliere Oleksandr Kubrakov di aiutare a gestire le questioni energetiche di Kyiv. Il 28 ottobre, alla luce del peggioramento della situazione, ha invece incaricato Koretskyi di formare una squadra speciale per rafforzare la resilienza della capitale.