Il deputato polacco Braun distrugge un monumento ai soldati UPA al confine ucraino
Il parlamentare europeo polacco Grzegorz Braun, leader dell'estrema destra, ha distrutto un obelisco dedicato a 41 soldati dell'UPA caduti nel 1946 nel villaggio di Białystok, nella provincia di Lublino, vicino al confine ucraino. Insieme a un collega di partito ha pubblicato il video dell'atto sui social, giustificandolo come risposta alla memoria delle "vittime del genocidio ucraino dei polacchi". La polizia polacca ha aperto un'indagine per vilipendio di monumento e di luogo di sepoltura, danneggiamento e possibile crimine d'odio.
Punti chiave
- Il deputato europeo polacco Grzegorz Braun ha distrutto un obelisco in granito a Białystok, nella provincia di Lublino, vicino al confine ucraino
- Sul monumento sono incisi i nomi di 41 soldati dell'UPA morti in combattimento con l'NKVD sovietica nel febbraio 1946
- Braun ha pubblicato il video dell'atto sulla piattaforma X, scrivendo che l'obelisco dovrebbe essere smantellato perché "insulta la memoria delle vittime del genocidio ucraino dei polacchi"
- La polizia polacca ha aperto un'indagine il 6 settembre per vilipendio di monumento e luogo di sepoltura, danneggiamento e possibile crimine d'odio su base etnica
- La portavoce del ministero dell'Interno polacco Karolina Gałecka ha dichiarato che i responsabili non resteranno impuniti
- Il monumento era già stato vandalizzato nell'estate 2026, condanna ufficiale dell'ambasciata ucraina
- Braun guida il partito di estrema destra "Confederazione della Corona polacca" ed è noto per posizioni anti-ucraine e filo-russe
Perché è importante
Un membro in carica del Parlamento europeo ha personalmente distrutto un monumento su un sito di sepoltura e ha pubblicato il video dell'atto, sollevando interrogativi sulla responsabilità degli eletti. L'episodio tocca una questione storica sensibile e di lunga data tra Polonia e Ucraina — UPA, Volinia e la commemorazione di figure controverse della Seconda guerra mondiale — in un momento in cui l'integrazione europea dell'Ucraina è già politicamente legata a questo tema. Le autorità polacche stanno trattando il caso non solo come danneggiamento e vilipendio, ma anche come possibile crimine d'odio su base nazionale. Commentatori ucraini lo collegano inoltre alla sospensione, decennale, degli accordi bilaterali sulle esumazioni, indicando possibili ricadute diplomatiche.
Che cosa è successo
Il parlamentare europeo polacco Grzegorz Braun, leader del partito di estrema destra "Confederazione della Corona polacca", ha distrutto un obelisco in granito dedicato ai soldati dell'UPA nel villaggio di Białystok, nella gmina di Dołhobyczów, provincia di Lublino, vicino al confine polacco-ucraino. Insieme al collega di partito Marcin Miksza ha usato strumenti da taglio e martelli per colpire l'obelisco e rompere le iscrizioni incise nella pietra, tra cui — secondo il commentatore ucraino Volodymyr Birchak — il Tryzub, stemma di Stato ucraino. Braun ha pubblicato il video dell'atto sulla piattaforma X, scrivendo che l'obelisco dovrebbe essere smantellato perché "insulta la memoria delle vittime del genocidio ucraino dei polacchi" e sostenendo che il monumento era stato installato illegalmente. La polizia polacca ha aperto un'indagine il 6 settembre, procedendo tra l'altro per vilipendio di monumento e di luogo di sepoltura, danneggiamento e possibile crimine d'odio su base nazionale. La portavoce del ministero dell'Interno polacco Karolina Gałecka ha dichiarato che i responsabili non resteranno impuniti. L'obelisco sorge sul sito di sepoltura di 41 militari ucraini caduti in combattimento con l'NKVD sovietica nel febbraio 1946; il luogo di memoria esiste dagli anni '90, nella sua attuale forma in granito dal 2019, e in passato era già stato vandalizzato, tra l'altro nell'estate 2026.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti fornite sono tutte media ucrainofoni e inquadrano Braun come politico "ucrainofobo" e "ultranazionalista", con titoli che sottolineano l'identità di estrema destra e l'iconografia della distruzione dell'obelisco, anziché gli aspetti procedurali. La copertura richiama il vandalismo precedente dell'estate 2026 e la condanna ufficiale dell'ambasciata ucraina, e — attraverso le parole del militare-storico Volodymyr Birchak — il lungo blocco dei permessi di esumazione per la parte polacca, presentando l'atto come parte di una sequenza ricorrente piuttosto che come un episodio isolato. Birchak è il commentatore ucraino di riferimento, mentre voci ufficiali polacche o media indipendenti polacchi non figurano come fonte principale.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sullo strumento usato da Braun — alcune parlano di asce/accette, altre di martelli/mazze — e sul grado di dettaglio nella descrizione dell'azione. Anche i livelli di confidenza variano notevolmente sugli stessa attoma fatti: ad esempio, la cifra di 41 soldati sepolti e lo stato dei sospetti oscillano tra 0,65 e 0,98 di confidenza tra le ripetizioni, e diversi fatti riportati da fonti ucraine — in particolare le affermazioni di Volodymyr Birchak su permessi di esumazione e restauri — hanno una confidenza più bassa (0,65–0,70).
Contesto
L'obelisco distrutto segnava il luogo di sepoltura di 41 militari ucraini caduti in combattimento con l'NKVD sovietica nel febbraio 1946; il memoriale esiste dagli anni '90 e nella sua attuale forma in granito dal 2019. Il monumento era già stato vandalizzato almeno due volte — nell'estate 2026 con vernice e un arco danneggiato, circostanza che aveva provocato una condanna ufficiale dell'ambasciata ucraina — e ancora poco prima del video di Braun, quando ignoti avevano danneggiato le iscrizioni. Braun guida il partito di estrema destra "Confederazione della Corona polacca" e ha un curriculum documentato di atti anti-ucraini e altri incidenti, tra cui lo spegnimento con un estintore di una menorah di Hanukkah nel Sejm nel dicembre 2024 e l'essere stato l'unico deputato del Sejm a votare contro la risoluzione a sostegno dell'Ucraina alla vigilia dell'invasione russa. Secondo OKO.press, i luoghi di sepoltura in Polonia sono legalmente protetti indipendentemente dal rispetto delle procedure amministrative all'atto dell'installazione di qualsiasi monumento su di essi, contestando l'affermazione di Braun secondo cui l'obelisco sarebbe stato installato illegalmente.