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21 deputati polacchi di destra chiedono una marcia dell'Indipendenza a Leopoli l'11 novembre

Ventuno parlamentari polacchi di partiti di destra e ultradestra, tra cui Jarosław Kaczyński, Grzegorz Braun e l'ex premier Mateusz Morawiecki, hanno rivolto un appello al premier Donald Tusk per organizzare una "Marcia dell'Indipendenza polacca" a Leopoli l'11 novembre, giornata dell'Indipendenza della Polonia. L'iniziativa, che mira a manifestare solidarietà ai polacchi residenti in Ucraina, ha suscitato forti critiche da parte di organizzazioni civiche ucraine e reazioni contrastanti in Polonia, anche all'interno degli stessi partiti firmatari.

Punti chiave

  • 21 parlamentari polacchi di destra hanno firmato un appello al premier Donald Tusk per una "Marcia dell'Indipendenza polacca" a Leopoli l'11 novembre.
  • Tra i firmatari figurano Jarosław Kaczyński (PiS), Grzegorz Braun (Konfederacja Korony Polskiej) e l'ex premier Mateusz Morawiecki (Rozwój Plus); l'autore è il deputato PiS Dariusz Matecki.
  • L'appello riunisce PiS, Konfederacja, Konfederacja Korony Polskiej e Rozwój Plus — descritto come la prima iniziativa comune delle forze di destra e ultradestra polacche.
  • I firmatari sostengono che l'assistenza della Polonia ai polacchi in Ucraina sia insufficiente e chiedono al governo polacco di chiedere alle autorità ucraine il permesso di svolgere la marcia.
  • L'organizzazione civica di Leopoli "Pamięć i Sprawiedliwość" ha definito l'iniziativa una provocazione politica e chiesto al governo polacco di respingerla; le autorità ucraine non hanno ancora commentato.
  • Il vicepresidente del Sejm Krzysztof Bosak (Konfederacja) ha giudicato l'idea "piuttosto strana", sostenendo che, se si vuole simmetria con le celebrazioni ucraine a Varsavia, la marcia andrebbe tenuta a Kiev e rivolta alle istituzioni ucraine.
  • Grzegorz Braun è sotto inchiesta per aver danneggiato un monumento dell'UPA in un sito di sepoltura di 41 soldati UPA nel Voivodato di Lublino; il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha chiesto l'apertura di un procedimento penale.

Perché è importante

L'appello segna un'iniziativa trasversale insolita che unisce partiti di destra e ultradestra polacchi attorno a un atto simbolico nella giornata dell'Indipendenza, in una città ucraina carica di memoria storica. Tocca la storia politicamente sensibile tra Polonia e Ucraina — in particolare l'eredità dell'UPA — in un momento di tensione bilaterale, dopo la decisione del presidente Nawrocki di revocare a Zelenskyy l'Ordine dell'Aquila Bianca e l'indagine su Braun per il danneggiamento di un monumento dell'UPA. Le critiche giunte da organizzazioni civiche ucraine e da commentatori polacchi indicano il potenziale dell'iniziativa di aggravare ulteriormente le relazioni tra i due paesi.

Che cosa è successo

Ventuno parlamentari polacchi appartenenti a PiS, Konfederacja, Konfederacja Korony Polskiej e Rozwój Plus hanno sottoscritto un appello indirizzato al premier Donald Tusk in cui chiedono l'organizzazione di una "Marcia dell'Indipendenza polacca" per le strade di Leopoli l'11 novembre, giornata dell'Indipendenza della Polonia. L'autore dell'appello è il deputato PiS Dariusz Matecki; tra i firmatari figurano il leader di PiS Jarosław Kaczyński, il leader di Konfederacja Korony Polskiej Grzegorz Braun e l'ex premier Mateusz Morawiecki. Secondo i firmatari, la marcia dovrebbe essere un segno di memoria e solidarietà con i polacchi che vivono in Ucraina, e il governo polacco dovrebbe chiedere alle autorità ucraine l'autorizzazione a svolgerla. Essi lamentano inoltre che l'assistenza dello Stato polacco ai polacchi in Ucraina sia insufficiente e rilevano come le istituzioni e gli enti locali polacchi finanzino eventi ucraini per il 24 agosto. L'iniziativa è descritta come probabilmente la prima azione comune delle forze parlamentari di destra e ultradestra polacche. In Polonia, il vicepresidente del Sejm Krzysztof Bosak, co-leader di Konfederacja, ha definito l'idea "piuttosto strana", osservando che, se si vuole simmetria con le celebrazioni dell'Indipendenza ucraina a Varsavia, una marcia andrebbe tenuta a Kiev e l'appello avrebbe dovuto essere rivolto alle istituzioni ucraine. Diversi politici ed esperti polacchi intervenuti sui media hanno definito l'appello "pazzia" e una provocazione russa. In Ucraina, l'organizzazione civica di Leopoli "Pamięć i Sprawiedliwość – Associazione dei discendenti delle vittime ucraine delle repressioni polacche" lo ha qualificato come provocazione politica e ha chiesto al governo polacco di respingerlo; le autorità ucraine non avevano ancora commentato l'iniziativa al momento della pubblicazione. Braun è inoltre sotto inchiesta da parte della procura polacca per aver danneggiato con un utensile pesante un obelisco-monumento dell'UPA presso un sito di sepoltura di 41 soldati UPA nel Voivodato di Lublino; il ministro degli Esteri Radosław Sikorski ha chiesto l'apertura di un procedimento penale.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine divergono sull'esatta localizzazione del monumento dell'UPA danneggiato da Grzegorz Braun: alcune lo indicano nel villaggio di Białystok, nel distretto di Hrubieszów (Voivodato di Lublino), altre nel gmina di Dołhobyczów. Tutte le fonti fornite sono comunque ucraine.

Contesto

L'iniziativa si inserisce in un contesto di tensione tra Varsavia e Kiev. Il 19 giugno il presidente polacco Karol Nawrocki aveva annunciato la revoca dell'Ordine dell'Aquila Bianca a Zelenskyy in risposta a un decreto ucraino che intitolava un'unità militare agli "eroi dell'UPA"; Zelenskyy aveva restituito l'onorificenza il giorno seguente tramite Nova Poshta, e i due si erano incontrati per la prima volta dopo lo scontro al vertice NATO dell'8 luglio. Parallelamente, Grzegorz Braun è sotto inchiesta per aver pubblicato il 10 settembre su Facebook un video in cui, insieme ad altre persone, colpisce con un utensile pesante un obelisco di pietra — monumento ai soldati dell'UPA — frantumandolo; si tratta di un sito di sepoltura di 41 soldati UPA nel Voivodato di Lublino. Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ha pubblicamente chiesto l'apertura di un procedimento penale contro Braun. Secondo il giornalista Mateusz Mazzini, di Gazeta Wyborcza e Polityka, l'atteggiamento dei polacchi verso gli ucraini si è spostato dal sostegno massiccio e dalla simpatia dell'inizio della guerra su larga scala a irritazione e sfiducia, con una quota crescente di polacchi stanca di sostenere Kiev.