Droni russi colpiscono infrastrutture vicino al valico di frontiera tra Ucraina e Polonia, Tusk convoca riunione d'emergenza
Il 13 settembre 2026 droni russi hanno colpito la zona del valico internazionale Yahodyn-Dorohusk sul confine ucraino-polacco, danneggiando un distributore di benzina con diversi camion in fiamme e, secondo Ukrzaliznytsia, il locomotore di un treno passeggeri Kiev-Varsavia fermo a circa due chilometri dal confine. Le autorità polacche non hanno confermato il colpo al locomotore, ma hanno confermato l'attacco al distributore e a un deposito merci. Il premier polacco Donald Tusk ha riunito d'urgenza il Centro di Sicurezza del governo, affermando che la Polonia non può escludere che l'escalation russa tocchi il suo territorio nelle settimane e nei mesi a venire.
Punti chiave
- Nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2026, droni russi hanno colpito la zona del valico internazionale Yahodyn-Dorohusk sul confine ucraino-polacco, in Volinia.
- Il 13 settembre un drone russo ha colpito il locomotore del convoglio passeggeri Kiev-Varsavia a circa 2 km dal confine, secondo Ukrzaliznytsia; nessun passeggero o ferroviere è rimasto ferito grazie all'allarme preventivo del gruppo di monitoraggio.
- Un distributore di benzina vicino al valico è stato danneggiato e diversi camion hanno preso fuoco; la struttura del valico Yahodyn non è stata colpita direttamente, ha precisato il portavoce della Guardia di frontiera ucraina Andrij Demchenko.
- Un drone ha colpito un camion a circa 800 m dal valico sul lato polacco, secondo il portavoce della Guardia di frontiera polacca Dariusz Sieniecki; Varsavia ha negato violazioni del proprio spazio aereo.
- Il premier polacco Donald Tusk ha convocato per le 17:00 una riunione speciale al Centro governativo per la sicurezza, avvertendo che la Polonia non può escludere che l'escalation russa raggiunga il territorio polacco.
- Poco prima dell'attacco al locomotore, al valico di Yahodyn era fermo un treno diplomatico con l'ex premier britannico Boris Johnson, il consigliere del cancelliere tedesco Friedrich Merz Günter Sautter, diplomatici e funzionari UE di ritorno dalla conferenza YES di Kiev; Ukrzaliznytsia ritiene altamente probabile che fosse l'obiettivo del drone.
- La Polonia ha fatto decollare F-16, elicotteri e un aereo da ricognizione SAAB, diramato allerte nei voivodati di Lublino e Precarpazi; il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha chiesto embargo commerciale totale e sanzioni massime contro la Russia.
Perché è importante
L'episodio porta la guerra dei droni russi a circa due chilometri da uno Stato membro dell'UE e della NATO, con treni diplomatici carichi di ex premier e alti funzionari europei presenti nell'area nelle ore precedenti l'attacco. Varsavia ha reagito facendo decollare caccia, diramando allerte ai civili nei voivodati confinari e convocando una riunione d'emergenza, segnale che la Polonia considera plausibile un'estensione dell'escalation al proprio territorio.
Che cosa è successo
Nella notte tra il 12 e il 13 settembre 2026 la Russia ha lanciato una massiccia ondata di droni sull'Ucraina occidentale, colpendo la zona del valico internazionale Yahodyn-Dorohusk nella regione di Volinia, a circa due chilometri dal confine polacco. Un drone ha danneggiato un distributore di benzina e incendiato diversi camion parcheggiati; un altro ha colpito un camion a circa 800 metri dal valico sul lato polacco, secondo la Guardia di frontiera polacca. Ukrzaliznytsia ha riferito che un drone ha colpito anche il locomotore del treno passeggeri Kiev-Varsavia fermo vicino a Yahodyn; il gruppo di monitoraggio centrale aveva rilevato il drone e dato il segnale di evacuazione circa 15 minuti prima dell'impatto, evitando feriti. La struttura del valico non è stata colpita direttamente, ha precisato il portavoce della Guardia di frontiera ucraina Andrij Demchenko, e le operazioni al valico sono riprese normalmente intorno alle 10:00, dopo una sospensione durante l'allerta aerea. Il premier polacco Donald Tusk ha convocato per le 17:00 una riunione speciale al Centro governativo per la sicurezza, presenti i ministri dell'Interno e della Difesa e i vertici dei servizi. Tusk ha avvertito che Varsavia non può escludere un'escalation sul territorio polacco, ha ordinato una verifica della preparazione contro possibili usi di droni contro ferrovie e imprese, e ha sottolineato l'uso russo di droni a reazione (Geran-5) più pericolosi. Il ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha ha definito gli attacchi «il terrore di Putin che bussa alle porte di UE e NATO» e chiesto sanzioni totali; l'Estonia e il governo polacco hanno condannato l'accaduto.
Dove le versioni divergono
Le fonti ucraine e Ukrzaliznytsia riferiscono che un drone russo ha colpito il locomotore del treno passeggeri Kiev-Varsavia a circa due chilometri dal confine; il premier polacco Tusk ha dichiarato che la Polonia non può confermare tale attacco, confermando solo il colpo al distributore di benzina e a un deposito merci su un binario di servizio. Sulla zona del valico, il portavoce della Guardia di frontiera polacca Dariusz Sieniecki ha detto che un drone ha colpito un camion a circa 800 metri dal valico Yahodyn-Dorohusk, mentre il portavoce della Guardia di frontiera ucraina Andrij Demchenko ha affermato che il valico stesso non ha subito colpi diretti. Sull'obiettivo del drone, Ukrzaliznytsia lo considera altamente probabile essere stato il treno diplomatico, che aveva lasciato la stazione in anticipo; Spiegel indica invece che il drone ha colpito un locomotore di un treno diverso sulla stessa linea. Le fonti divergono anche sulla posizione dell'ex premier svedese Carl Bildt: alcune lo danno sullo stesso convoglio diplomatico di Boris Johnson, altre non stabiliscono se viaggiasse con lui o su un treno separato.
Contesto
Ukrzaliznytsia ha segnalato che gli attacchi russi alle infrastrutture ferroviarie proseguivano da due giorni consecutivi. Tusk aveva reso noto che nella notte tra il 9 e il 10 settembre servizi polacchi e ucraini avevano congiuntamente sventato una minaccia diretta a uno dei valichi tra i due Paesi. Secondo il ministro della Difesa polacco Kosiniak-Kamysz, i sistemi polacchi avevano rilevato oltre dieci droni a reazione Geran-5 nell'Ucraina occidentale la mattina del 13 settembre, con impatti registrati a circa 1 km e 5 km dal confine polacco; il viceministro Cezary Tomczyk ha parlato di 13 impatti complessivi nell'Ucraina occidentale durante l'attacco.