L'UE e diverse ambasciate restano a Kiev dopo la minaccia russa di nuovi massicci attacchi
Il ministero degli Esteri russo ha invitato il personale diplomatico straniero a lasciare Kiev, minacciando nuovi massicci attacchi sulla capitale ucraina. Il 4 ottobre la rappresentanza UE, tutte le 25 ambasciate degli Stati membri UE e diverse missioni nazionali — tra cui quelle di Polonia, Estonia e Italia — hanno dichiarato pubblicamente di restare in città. Il ministero degli Esteri ucraino ha respinto le segnalazioni di evacuazioni in preparazione.
Punti chiave
- Il ministero degli Esteri russo ha invitato gli stranieri, compreso il personale diplomatico, a lasciare Kiev, minacciando nuovi massicci attacchi.
- Il 4 ottobre l'ambasciatrice UE Kateryna Maternova ha dichiarato su X che la Rappresentanza UE e tutte le 25 ambasciate degli Stati membri UE restano a Kiev.
- Polonia, Estonia e Italia hanno confermato pubblicamente che le loro ambasciate restano a Kiev.
- Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha ringraziato le ambasciate restate a Kiev, affermando che la campagna di intimidazione russa contro il corpo diplomatico era già fallita sei mesi fa e fallirà di nuovo.
- Il portavoce della Commissione europea Christian Wigand ha dichiarato che la delegazione UE continua a operare a Kiev senza cambiamenti.
- Il 3 ottobre il presidente Volodymyr Zelensky ha detto a Reuters che le forze armate ucraine intensificheranno gli attacchi alle raffinerie russe in risposta all'escalation russa.
- L'UE ha approvato quest'anno piani di approvvigionamento della difesa per l'Ucraina per 28,3 miliardi di euro, più 6,6 miliardi di euro di assistenza militare.
Perché è importante
La minaccia esplicita della Russia contro i diplomatici stranieri a Kiev è un tentativo di rompere la presenza politica e simbolica occidentale nella capitale ucraina. Il rifiuto pubblico coordinato di istituzioni UE e di diverse ambasciate nazionali di lasciare Kiev segnala un impegno diplomatico occidentale continuato nonostante la pressione. Funzionari ucraini e UE hanno inquadrato la minaccia come un tentativo di indebolire il sostegno europeo all'Ucraina, alzando la posta politica di qualsiasi evacuazione silenziosa. Le segnalazioni di piani di evacuazione preparati privatamente da alcune ambasciate indicano che la posizione pubblica può coesistere con una gestione del rischio dietro le quinte.
Che cosa è successo
Il ministero degli Esteri russo ha invitato il personale straniero e diplomatico a lasciare Kiev, avvertendo che nuovi massicci attacchi sarebbero stati effettuati sulla capitale ucraina e che la responsabilità per eventuali conseguenze negative sarebbe ricaduta su chi avesse ignorato l'avvertimento. Il 4 ottobre l'ambasciatrice UE in Ucraina Kateryna Maternova ha risposto su X che la Rappresentanza UE e tutte le 25 ambasciate degli Stati membri UE restano a Kiev, definendo le minacce un segno di frustrazione per la mancanza di vantaggi sul campo di battaglia e avvertendo la Russia di non mettere alla prova le Convenzioni di Vienna. Il ministero degli Esteri polacco ha dichiarato che la Polonia non intende modificare il regime operativo della sua ambasciata a Kiev, accusando Mosca di tentare di intimidire l'Europa. L'Estonia e l'Italia — tramite l'ambasciatore Carlo Formosa — hanno confermato che le loro ambasciate restano a Kiev, chiedendo alla Russia di rispettare la Convenzione di Vienna e il diritto internazionale umanitario. Il portavoce della Commissione europea Christian Wigand ha affermato che la delegazione UE continua a lavorare a Kiev senza cambiamenti, aggiungendo che tali minacce mostrano che il Cremlino sta perdendo la guerra e il controllo. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha ringraziato le ambasciate restate a Kiev, affermando che la campagna di intimidazione russa contro il corpo diplomatico era già fallita sei mesi prima e fallirà di nuovo, e ha invitato gli alleati a rafforzare la difesa aerea ucraina e le sanzioni contro la Russia.
Come la raccontano le fonti ucraine
La copertura ucraina sottolinea il ringraziamento del ministro degli Esteri Sybiha alle ambasciate rimaste a Kiev — citando Belgio, Lettonia, Finlandia, Slovacchia, Austria, Albania, Lituania, Polonia, Germania, Estonia, Italia, Francia — presentandolo come un segno di solidarietà concreta. Il ministero degli Esteri ucraino, tramite il portavoce Heorhiy Tykhyi, ha respinto le segnalazioni di piani di evacuazione in preparazione, affermando di non aver ricevuto richieste o notifiche del genere dalle missioni straniere, inquadrando la minaccia russa come un'operazione informativa per intaccare il sostegno. Le fonti ucraine collegano inoltre l'avvertimento russo all'annuncio del 3 ottobre del presidente Zelensky a Reuters di un'intensificazione degli attacchi ucraini alle raffinerie russe, inserendo la mossa diplomatica russa nel contesto di uno scambio di escalation sul campo di battaglia.
Come la raccontano le fonti internazionali
Le voci istituzionali UE — il portavoce Christian Wigand e l'ambasciatrice Kateryna Maternova — hanno inquadrato la minaccia come un tentativo di intimidire l'Europa per ridurre il sostegno all'Ucraina, sottolineando che la Rappresentanza UE e tutte le 25 ambasciate degli Stati membri UE restano a Kiev. I ministeri degli Esteri di Polonia ed Estonia, insieme all'ambasciata italiana, hanno rilasciato dichiarazioni proprie ribadendo la presenza diplomatica, avvertendo la Russia di non mettere alla prova la Convenzione di Vienna e impegnandosi a continuare la pressione su Mosca. Il Guardian ha segnalato un divario tra la linea pubblica di restare a Kiev e una pianificazione privata di contingenza verso Lviv o la Polonia orientale, presentando un quadro diplomatico più cauto accanto al rifiuto pubblico di andarsene.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sulla data in cui The Guardian ha riportato i piani di evacuazione privati del campo occidentale: alcune lo datano 2 ottobre, altre 3 ottobre. Le fonti differiscono anche su se la precedente analoga di Russia ai diplomatici stranieri sia stata emessa nel maggio 2025 o nel maggio 2026, e su se i leader dei paesi l'avessero respinta o se le missioni diplomatiche semplicemente non avessero lasciato Kiev. Le fonti differiscono inoltre sul fatto che le sanzioni UE del 28 settembre fossero specificamente «in risposta alla deportazione di bambini ucraini» o fossero un pacchetto separato collegato solo alla stessa settimana.
Contesto
La Russia aveva già emesso un avvertimento analogo ai diplomatici stranieri nel maggio 2025, dopo il quale le ambasciate non hanno lasciato Kiev. Nei giorni precedenti il Guardian aveva riportato che diplomatici occidentali stavano discutendo privatamente piani per spostare le ambasciate a Lviv o nella Polonia orientale. L'avvertimento russo è arrivato lo stesso giorno in cui il presidente Zelensky ha detto a Reuters che l'Ucraina avrebbe intensificato gli attacchi alle raffinerie russe in risposta all'escalation russa. L'UE ha condannato un separato documento russo alla NATO che minacciava il possibile uso dell'intero arsenale, comprese le armi nucleari, in caso di tentativo di isolare la regione di Kaliningrad. Il 28 settembre l'UE ha introdotto nuove sanzioni contro la Russia legate alla deportazione di bambini ucraini.