La Lituania congela i beni di Fridman e Usmanov dopo la loro rimozione dalle sanzioni UE
La Lituania ha congelato i beni dei due oligarchi russi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov nell'ambito del proprio regime nazionale di sanzioni, dopo che i due erano stati rimossi dall'elenco delle sanzioni dell'UE. Il ministro degli Esteri Kęstutis Budrys ha annunciato la misura su X il 14 ottobre, definendo la decisione di Bruxelles un «segnale sbagliato».
Punti chiave
- La Lituania ha congelato i beni degli oligarchi russi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov nel quadro del suo regime nazionale di sanzioni.
- Il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys ha annunciato il congelamento sul social network X il 14 ottobre.
- Budrys ha definito la rimozione di Fridman e Usmanov dall'elenco UE un segnale sbagliato e ha chiesto di rafforzare e mantenere la pressione delle sanzioni sulla Russia.
- Fridman e Usmanov sono stati rimossi dall'elenco delle sanzioni UE il 22 settembre, insieme al rinnovo delle misure restrittive per 36 mesi fino al 22 settembre 2029.
- Slovacchia e Francia hanno sostenuto la rimozione di Usmanov; il Lussemburgo ha chiesto quella di Fridman, che sta citando il Lussemburgo in arbitrato internazionale per 16 miliardi di dollari.
- Anche Estonia e Lettonia hanno introdotto o intendono introdurre proprie sanzioni nazionali contro i due oligarchi.
- Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito inaccettabile l'allentamento delle sanzioni, affermando che i motivi della loro inclusione restano invariati.
Perché è importante
La Lituania è intervenuta unilateralmente per mantenere le sanzioni contro due oligarchi russi appena rimossi dall'elenco UE, segnalando che alcuni Stati membri non accettano passi indietro sulle misure restrittive contro figure vicine al Cremlino. L'episodio mette in luce divisioni interne all'UE: Slovacchia, Francia e Lussemburgo hanno spinto per le rimozioni, mentre Lituania, Lettonia ed Estonia hanno reagito a livello nazionale. Le rimozioni sono legate a presunte pressioni bilaterali e a dispute legali: la Francia avrebbe agito sotto pressione dell'Azerbaigian, e il Lussemburgo affronta un arbitrato da 16 miliardi di dollari intentato da Fridman. Funzionari ucraini hanno definito l'allentamento inaccettabile, evidenziando l'impatto sulla posizione di Kyiv.
Che cosa è successo
Il 14 ottobre il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys ha annunciato su X il congelamento dei beni di Mikhail Fridman e Alisher Usmanov nell'ambito del regime nazionale di sanzioni della Lituania, in risposta alla rimozione dei due oligarchi dall'elenco delle sanzioni dell'UE. Budrys ha definito la decisione di Bruxelles un «segnale sbagliato» e ha chiesto di rafforzare la pressione delle sanzioni sulla Russia. La Lituania aveva già vietato l'ingresso ai due oligarchi a partire dal 25 settembre. Fridman e Usmanov erano stati rimossi dall'elenco UE il 22 settembre, quando il Consiglio ha prorogato le sanzioni individuali per 36 mesi, fino al 22 settembre 2029. La Slovacchia ha sostenuto la rimozione di Usmanov, seguita dalla Francia; il Lussemburgo ha chiesto quella di Fridman, che sta citando il Lussemburgo in arbitrato internazionale per circa 16 miliardi di dollari di risarcimento per i beni congelati. Anche Estonia e Lettonia hanno introdotto o intendono introdurre restrizioni proprie. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito l'allentamento inaccettabile, mentre il commissario ucraino per la politica delle sanzioni Vladyslav Vlasiuk ha proposto di sostituire i due oligarchi nell'elenco con Vladimir Lisin e Vladimir Potanin.
Come la raccontano le fonti ucraine
I media ucraini presentano il congelamento lituano come una risposta diretta e una critica alla decisione dell'UE di togliere i due oligarchi dall'elenco, sottolineando le dichiarazioni di Budrys sul «segnale sbagliato» e inquadrando la mossa come compensazione nazionale a un indebolimento della politica UE. La copertura ucraina evidenzia il contesto dell'aggressione russa per spiegare la logica del mantenimento delle sanzioni e dà risalto alle parole del ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha, che ha definito l'allentamento inaccettabile.
Dove le versioni divergono
Le fonti sono in disaccordo sul ruolo dell'Azerbaigian nella rimozione delle sanzioni contro Usmanov: diversi articoli riferiscono che la Francia ha agito dopo che l'Azerbaigian aveva detenuto almeno due cittadini francesi, mentre i diplomatici azeri hanno respinto l'idea di pressioni, una smentita riportata da Reuters.
Contesto
Il 22 settembre il Consiglio dell'UE ha prorogato per 36 mesi, fino al 22 settembre 2029, le sanzioni individuali contro circa 3.000 persone ed entità ritenute responsabili di minacce all'integrità territoriale, alla sovranità e all'indipendenza dell'Ucraina, rimuovendo però Fridman e Usmanov dall'elenco. La Slovacchia ha spinto per la rimozione di Usmanov, poi sostenuta dalla Francia, secondo quanto riportato sotto pressione dell'Azerbaigian in relazione alla detenzione di cittadini francesi; l'Azerbaigian ha negato. Il Lussemburgo ha spinto per la rimozione di Fridman, che cita il Lussemburgo in arbitrato internazionale per circa 16 miliardi di dollari. La Lituania aveva già imposto un divieto d'ingresso nazionale ai due oligarchi dal 25 settembre; anche l'Estonia ha introdotto proprie sanzioni e la Lettonia ha annunciato restrizioni nazionali. Le sanzioni UE richiedono l'unanimità dei 27 Stati membri e il rinnovo ogni sei mesi: in assenza di accordo decadono automaticamente. L'Ucraina ha proposto di inserire nell'elenco gli oligarchi russi Vladimir Lisin (legato a NLMK) e Vladimir Potanin (legato a Nornickel).