Sanzioni UE contro la Russia in stallo: Francia e Slovacchia chiedono la rimozione di Usmanov dalla lista
Gli ambasciatori dell'UE non sono riusciti per la seconda volta a concordare il rinnovo delle sanzioni personali contro la Russia, a causa della richiesta di Francia e Slovacchia di rimuovere dalla lista il miliardario uzbeko-russo Alisher Usmanov. La presidenza irlandese e l'EEAS hanno proposto un compromesso che manterrebbe Usmanov sotto sanzioni ma scongelerebbe i suoi beni e toglierebbe il divieto d'ingresso nell'UE. Le sanzioni attuali scadono a mezzanotte del 22 settembre e il prossimo incontro del Coreper è fissato per lunedì 21 settembre.
Punti chiave
- Francia e Slovacchia hanno bloccato la proposta di estendere tutte le sanzioni per 12 mesi, chiedendo la rimozione di Alisher Usmanov dalla lista.
- La richiesta della Francia è collegata a un accordo con l'Azerbaigian per la liberazione di cittadini francesi detenuti nel paese.
- Le sanzioni UE sono state prorogate d'urgenza di una sola settimana il 14 settembre e scadono a mezzanotte del 22 settembre.
- Il compromesso di presidenza irlandese ed EEAS manterrebbe Usmanov sotto sanzioni ma scongelerebbe i suoi beni e toglierebbe il divieto d'ingresso nell'UE.
- Alcuni paesi, tra cui Germania e Italia, hanno indicato di poter sostenere la richiesta francese; altri rimangono scettici o fermamente contrari.
- Un diplomatico UE ha avvertito che un indebolimento delle sanzioni creerebbe un precedente per altri oligarchi che le contestano in tribunale.
- Il regime sanzionatorio UE copre circa 3.000 persone ed entità, tra cui Vladimir Putin e Sergej Lavrov.
Perché è importante
Il blocco rischia di far scadere il regime di sanzioni personali dell'UE che copre quasi 3.000 persone ed entità, tra cui Vladimir Putin e Sergej Lavrov, in scadenza il 22 settembre. La Francia sta apparentemente condizionando la propria cooperazione alla liberazione di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian, illustrando l'uso delle sanzioni UE come leva per obiettivi di politica estera nazionale non collegati. Diversi Stati membri avvertono che assecondare la richiesta francese potrebbe creare un precedente legale utile ad altri oligarchi sanzionati per contestare le misure europee in tribunale. Lo schema ripetuto della Slovacchia di ostacolare le proroghe per rimuovere Usmanov e Mikhail Fridman evidenzia le divisioni interne sul regime sanzionatorio.
Che cosa è successo
Il 18 settembre il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell'UE (Coreper) si è riunito e non è riuscito a raggiungere un accordo sul rinnovo delle sanzioni dell'UE contro la Russia per la violazione dell'integrità territoriale ucraina. Francia e Slovacchia hanno bloccato una proposta di estensione di 12 mesi, chiedendo la rimozione del miliardario uzbeko-russo Alisher Usmanov dalla lista. La richiesta francese è legata a un accordo proposto con l'Azerbaigian per il rilascio di cittadini francesi detenuti nelle carceri azere. Per evitare una scadenza improvvisa, le sanzioni sono state prorogate d'urgenza di una sola settimana lunedì 14 settembre. La presidenza irlandese del Consiglio UE e il Servizio europeo per l'azione esterna (EEAS) hanno proposto un compromesso che manterrebbe Usmanov sulla lista delle sanzioni ma scongelerebbe i suoi beni e toglierebbe il divieto d'ingresso nello spazio UE. Il prossimo incontro del Coreper è fissato per lunedì 21 settembre, mentre le sanzioni attuali scadono a mezzanotte di martedì 22 settembre.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sulla data esatta della riunione successiva degli ambasciatori UE per tentare di superare lo stallo: alcune indicano il 18 settembre, altre venerdì, mentre l'esito più recente del Coreper fissa il prossimo incontro a lunedì 21 settembre.
Contesto
Alisher Usmanov è sotto sanzioni UE dall'inizio dell'invasione su vasta scala della Russia in Ucraina nel 2022 ed è descritto come avente interessi commerciali di lunga data in Russia e legami con Vladimir Putin. La precedente estensione delle sanzioni personali risale al 14 marzo, durante la quale la Slovacchia ha spinto fino all'ultimo momento per rimuovere Mikhail Fridman e Usmanov. Il 16 settembre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato al Parlamento europeo che le sanzioni contro la Russia devono essere continuate. La proposta di compromesso è stata riportata dal Financial Times.