Slovacchia blocca il rinnovo delle sanzioni UE contro oltre 2.600 persone ed entità legate alla Russia
Gli ambasciatori dell'UE non hanno raggiunto un accordo sul rinnovo del regime di sanzioni individuali per le violazioni dell'integrità territoriale dell'Ucraina a causa del veto slovacco. La Slovacchia chiede un'estensione di sei mesi anziché dodici e la rimozione di alcuni oligarchi russi, tra cui Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Il termine per il rinnovo è fissato al 15 settembre 2026 e il prossimo incontro dei rappresentanti permanenti è previsto per il 14 settembre.
Punti chiave
- Gli ambasciatori UE non hanno raggiunto un accordo sul rinnovo delle sanzioni contro oltre 2.600 individui ed entità per violazioni dell'integrità territoriale dell'Ucraina.
- La Slovacchia chiede un'estensione di sei mesi anziché i dodici proposti dalla maggioranza degli stati membri.
- Bratislava chiede la rimozione degli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman dalla lista; anche la Francia vorrebbe Usmanov rimosso.
- Il rinnovo richiede l'unanimità dei 27 stati membri dell'UE.
- Il termine formale per il rinnovo scade il 15 settembre 2026.
- Il prossimo incontro degli ambasciatori UE è fissato per il 14 settembre, un giorno prima della scadenza.
- Il regime prevede congelamento dei beni, divieto di fornire fondi e, per le persone fisiche, divieto di ingresso o transito nel territorio UE.
Perché è importante
Il regime copre congelamento dei beni e divieti di ingresso per oltre 2.600 individui ed entità collegati alle violazioni dell'integrità territoriale dell'Ucraina. Il rinnovo richiede l'unanimità dei 27 stati membri, quindi il blocco di un solo paese può far decadere l'intero strumento. La Slovacchia punta a riportare il ciclo a sei mesi, riaprendo il pacchetto sanzionatorio a negoziati politici semestrali, e chiede la rimozione di specifici oligarchi russi. Il mancato rinnovo entro il 15 settembre priverebbe l'UE di uno dei suoi principali strumenti di pressione individuale sulla Russia.
Che cosa è successo
Gli ambasciatori dell'UE, riuniti nel Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti), non hanno raggiunto l'accordo per il rinnovo annuale del regime di sanzioni individuali contro oltre 2.600 persone fisiche e giuridiche responsabili di violazioni dell'integrità, della sovranità e dell'indipendenza dell'Ucraina. La Slovacchia ha opposto il veto insistendo su un'estensione di sei mesi anziché dodici e chiedendo la rimozione di alcuni oligarchi russi dalla lista, in particolare Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Anche la Francia, secondo alcune fonti, spinge per la cancellazione di Usmanov. Il precedente tentativo di rinnovo era già fallito il 2 settembre per la stessa posizione slovacca. Il regime, in scadenza, era stato rinnovato l'ultima volta nel marzo 2026. Bratislava ha assicurato che le sanzioni saranno prorogate entro il termine del 15 settembre, e un nuovo incontro degli ambasciatori è convocato per il 14 settembre.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti che hanno riportato la notizia sono ucraine. La stampa ucraina sottolinea come il blocco slovacco minacci uno strumento UE direttamente collegato alle violazioni dell'integrità territoriale ucraina e che riguarda oltre 2.600 soggetti designati. Il racconto privilegia l'aspetto procedurale — la riunione Coreper, il prossimo incontro del 14 settembre, la scadenza del 15 settembre — più che le dinamiche politiche interne alla Slovacchia, e inquadra la questione come un problema diplomatico circoscritto, non come una crisi sistemica del fronte sanzionatorio.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sull'identità degli oligarchi che la Slovacchia chiede di rimuovere: alcune riferiscono solo di «oligarchi russi» senza nomi, mentre altre citano esplicitamente Alisher Usmanov e Mikhail Fridman; una fonte aggiunge che anche la Francia chiede la rimozione di Usmanov. Le fonti differiscono inoltre sulla data esatta dell'ultima riunione Coreper fallita: alcune la collocano il 9 settembre, un'altra sposta il momento di stallo a un successivo incontro degli ambasciatori l'11 settembre.
Contesto
Al vertice del Consiglio europeo del 18 giugno i leader UE, per la prima volta dall'inizio dell'aggressione russa, hanno concordato di estendere le sanzioni economiche contro la Russia per 12 mesi anziché sei. Il cambio è stato possibile dopo la sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni parlamentari ungheresi: sotto la sua guida Budapest bloccava regolarmente le sanzioni UE in cambio di concessioni, e la Slovacchia spesso si associava a questi veti. Il 25 giugno il Consiglio UE ha esteso le sanzioni economiche settoriali contro la Russia fino al 31 luglio 2027. Il regime di sanzioni individuali, distinto da quello economico, era invece scaduto e attendeva un nuovo rinnovo: la Slovacchia lo aveva già bloccato al Coreper il 2 settembre. Bratislava sostiene che un ciclo di revisione più breve sia opportuno perché le circostanze, inclusa una possibile fine della guerra, possono cambiare.