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Francia chiede di togliere l'oligarca Usmanov dalle sanzioni UE, proroga di soli 7 giorni

La Francia si è unita alla Slovacchia chiedendo la cancellazione dell'oligarca russo Alisher Usmanov dalla lista delle sanzioni UE, nell'ambito di un negoziato con l'Azerbaigian per la liberazione di cittadini francesi. A causa di queste posizioni e di quella slovacca, gli ambasciatori UE hanno rinnovato il 14 settembre le sanzioni individuali contro la Russia — incluse quelle contro Putin e Lavrov — solo per una settimana, fino al 22 settembre, anziché per il previsto anno. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha chiesto all'UE di non allentare le sanzioni sugli oligarchi russi.

Punti chiave

  • La Francia si è unita alla Slovacchia nel chiedere l'esclusione dell'oligarca russo Alisher Usmanov dalla lista delle sanzioni UE.
  • Secondo il Financial Times, la motivazione di Parigi è un tentativo di negoziare con l'Azerbaigian la liberazione di cittadini francesi detenuti.
  • Il 14 settembre gli ambasciatori UE hanno prorogato le sanzioni individuali contro la Russia solo di 7 giorni, fino al 22 settembre, anziché del previsto anno.
  • La Slovacchia chiedeva già l'esclusione sia di Usmanov sia di Mikhail Fridman dalla lista.
  • Il Lussemburgo ha minacciato di chiedere a sua volta la cancellazione di Fridman se Usmanov verrà rimosso.
  • Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha invitato l'UE a non togliere le sanzioni agli oligarchi russi.
  • Se Usmanov fosse rimosso, sarebbe il primo caso in cui la liberazione di prigionieri è legata direttamente all'allentamento delle sanzioni contro la Russia.

Perché è importante

L'episodio potrebbe creare il primo caso in cui il rilascio di prigionieri viene direttamente collegato all'allentamento delle sanzioni UE contro un oligarca russo, mettendo potenzialmente in discussione l'intero regime sanzionatorio. Ha inoltre costretto l'UE a rinnovare le sanzioni contro Putin e Lavrov solo per sette giorni anziché per un anno, evidenziando un disaccordo interno. Il Lussemburgo ha segnalato che chiederà la rimozione anche di Mikhail Fridman se Usmanov sarà cancellato, aprendo il rischio di una cascata di richieste nazionali. Il ministro degli Esteri ucraino ha pubblicamente chiesto all'UE di non allentare le sanzioni, ponendo Kyiv in contrasto con Parigi.

Che cosa è successo

Il 14 settembre gli ambasciatori dei paesi UE non hanno raggiunto un accordo sul rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia, inizialmente previsto per un anno, e hanno prorogato le misure — comprese quelle contro Vladimir Putin e Sergej Lavrov — solo fino al 22 settembre. Il blocco è dovuto alle posizioni di Slovacchia e Francia. La Slovacchia chiedeva l'esclusione dalla lista di due imprenditori russi, Alisher Usmanov e Mikhail Fridman; la Francia si è unita inaspettatamente alla richiesta di rimuovere Usmanov. Secondo quanto riportato dal Financial Times, citando tre fonti informate, dietro la posizione francese ci sarebbe un tentativo di organizzare uno scambio con l'Azerbaigian per liberare alcuni cittadini francesi trattenuti nel paese, e la questione delle sanzioni a Usmanov è entrata a far parte di questo negoziato. Un diplomatico francese non identificato ha dichiarato in modo anonimo che Parigi ha «ragioni specifiche di sicurezza nazionale» e vuole «rispondere positivamente ai partner internazionali che hanno sollevato la questione Usmanov», pur ribadendo il sostegno francese alla massima pressione delle sanzioni sulla macchina da guerra russa. Francia e Slovacchia non hanno commentato pubblicamente i dettagli; altri rappresentanti UE si sono lamentati privatamente del fatto che Parigi non stia spiegando la sua posizione, e un diplomatico europeo ha affermato che un simile passo significherebbe «non solo premiare la Russia, ma anche premiare l'imprigionamento di cittadini europei». Durante la discussione, il Lussemburgo ha sostenuto la proroga delle sanzioni ma ha chiarito che, se Usmanov sarà rimosso, chiederà a sua volta la cancellazione di Fridman, sollevando il rischio di una catena di richieste analoghe. Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha chiesto all'UE di non allentare le sanzioni sugli oligarchi russi. Secondo Politico, la Francia ha ora una settimana per convincere gli altri paesi UE che l'esclusione di Usmanov non innescherà una cascata di domande simili che possano minare le restrizioni contro Mosca.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono testate in lingua ucraina, che inquadrano la vicenda come una questione di sanzioni direttamente rilevante per l'Ucraina. Le testate ucraine pongono in primo piano l'appello del ministro degli Esteri Andriy Sybiha a non allentare le sanzioni contro gli oligarchi russi e sottolineano il rischio che la cancellazione di Usmanov crei un precedente, legando per la prima volta il rilascio di prigionieri all'allentamento delle sanzioni contro la Russia.

Dove le versioni divergono

Le fonti ucraine differiscono su un dettaglio marginale: secondo una versione della segnalazione del Financial Times la notizia sulla motivazione francese si basa su tre fonti informate, mentre un'altra versione della stessa segnalazione non specifica il numero di fonti.

Contesto

L'UE ha imposto a Usmanov restrizioni finanziarie e divieto di viaggio nel 2022, nell'ambito delle sanzioni contro le persone che «minano o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina», citando il suo presunto sostegno materiale alla guerra della Russia. Gli ambasciatori UE avevano in programma di prorogare le sanzioni individuali contro la Russia per un anno, anziché per l'attuale periodo di sei mesi, ma il 14 settembre non sono riusciti a raggiungere quell'accordo e hanno rinnovato le misure solo fino al 22 settembre. La Slovacchia chiedeva già prima del 14 settembre l'esclusione sia di Usmanov sia di Mikhail Fridman dalla lista delle sanzioni, quando la Francia si è unita a tale richiesta.