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Zelensky chiede all'UE di inasprire le sanzioni contro Fridman e Usmanov

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto all'Unione Europea di rafforzare la pressione delle sanzioni sul mondo imprenditoriale russo e di sanzionare gli oligarchi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov. La richiesta arriva mentre gli ambasciatori UE non sono riusciti l'11 settembre a concordare il rinnovo delle sanzioni personali a causa delle obiezioni di Slovacchia e Francia, con scadenza fissata al 15 settembre, e mentre la Russia ha lanciato quasi 500 droni contro l'Ucraina dal mattino del 12 settembre.

Punti chiave

  • Zelensky ha chiesto sanzioni UE anche contro Mikhail Fridman e Alisher Usmanov
  • Dal mattino del 12 settembre la Russia ha lanciato quasi 500 droni contro l'Ucraina, secondo Zelensky
  • L'11 settembre gli ambasciatori UE non hanno raggiunto un accordo sul rinnovo delle sanzioni personali per le richieste di Slovacchia e Francia
  • La scadenza per il rinnovo delle sanzioni personali è il 15 settembre
  • Nel precedente rinnovo del 14 marzo la Slovacchia aveva spinto per escludere Fridman e Usmanov
  • Il premier ucraino Serhiy Koretsky ha stimato in circa 70 miliardi di grivnie la possibile perdita di entrate fiscali a causa degli attacchi russi

Perché è importante

L'appello di Zelensky si inserisce in un momento critico per la politica europea: il 15 settembre scade il termine del rinnovo delle sanzioni personali e gli ambasciatori UE non sono ancora riusciti a convergere a causa delle richieste di Slovacchia e Francia. Il presidente ucraino ha puntato il dito contro gli stessi due oligarchi che la Slovacchia aveva cercato di far uscire dalla lista nel precedente rinnovo di marzo. L'iniziativa è inquadrata nel contesto di un'intensificazione degli attacchi russi con droni e delle ricadute economiche già stimate dal governo ucraino.

Che cosa è successo

Il presidente Volodymyr Zelensky, tramite i social media, ha chiesto all'UE di inasprire le sanzioni contro il mondo imprenditoriale russo e di inserire in lista gli oligarchi Mikhail Fridman e Alisher Usmanov. Zelensky ha motivato la richiesta con l'intensificazione degli attacchi russi: dal solo mattino del 12 settembre la Russia avrebbe lanciato quasi 500 droni contro l'Ucraina. Il presidente ha sostenuto che le imprese russe che versano tasse nel bilancio di guerra e gli oligarchi non devono avere un «luogo pacifico» nel mondo finché la guerra continua, e che l'Europa non può trattarli come amici mentre l'economia ucraina resta un bersaglio. Sul fronte europeo, l'11 settembre gli ambasciatori UE non hanno raggiunto un accordo sul rinnovo delle sanzioni personali a causa delle obiezioni di Slovacchia e Francia, con la scadenza fissata al 15 settembre. Il precedente rinnovo, del 14 marzo, era stato segnato da una richiesta della Slovacchia di escludere proprio Fridman e Usmanov. Il premier Serhiy Koretsky ha inoltre quantificato in circa 70 miliardi di grivnie la possibile perdita di entrate fiscali ucraine a causa degli attacchi russi alle imprese.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le agenzie e i media ucraini hanno ripreso direttamente l'appello di Zelensky, citando per nome Fridman e Usmanov e collegando la richiesta di sanzioni agli attacchi russi con i droni documentati nella stessa giornata. La copertura ha messo in evidenza anche il costo di bilancio stimato dal premier Koretsky — circa 70 miliardi di grivnie di mancate entrate fiscali — inquadrando il dibattito europeo sulle sanzioni sullo sfondo delle perdite economiche ucraine causate dalla Russia.

Contesto

Il precedente rinnovo delle sanzioni personali UE era avvenuto il 14 marzo e in quell'occasione la Slovacchia aveva spinto fino all'ultimo per far rimuovere Fridman e Usmanov dalla lista. Il premier ucraino Serhiy Koretsky ha stimato che, a causa degli attacchi russi alle imprese, il bilancio ucraino potrebbe perdere circa 70 miliardi di grivnie di entrate fiscali.