Ucraina, Chentsov chiede di riaprire il dossier degli asset russi congelati per coprire il deficit
Il vicepremier ucraino Vsevolod Chentsov, arrivato in Irlanda per una riunione informale dei ministri europei, ha chiesto di riconsiderare l'uso degli asset russi congelati per coprire il deficit di finanziamento dell'Ucraina e ha evocato la possibilità di anticipare parte del prestito UE da 90 miliardi di euro.
Punti chiave
- Il vicepremier Vsevolod Chentsov ha chiesto di riaprire il tema degli asset russi congelati prima della riunione informale dei ministri UE a Dublino il 4 settembre.
- L'Ucraina sta negoziando con l'UE e altri partner per coprire il deficit di finanziamento del 2026, in particolare per la difesa, e per definire una strategia fino al 2027.
- L'UE ha già trasferito all'Ucraina 8,5 miliardi di euro del prestito da 90 miliardi; Zelensky ha proposto di anticipare le tranche.
- La proposta dell'anno scorso prevedeva l'uso di oltre 200 miliardi di euro di asset russi congelati come base per un prestito riparativo.
- Il Belgio blocca il meccanismo senza garanzie da parte di tutti i 27 Stati membri sulla distribuzione dei rischi legali di eventuali cause della Russia.
- Quattro Stati membri UE hanno chiesto di riaprire la discussione sull'uso degli asset congelati a beneficio di Kiev.
Perché è importante
L'Ucraina deve colmare un significativo divario di finanziamento per la difesa e le esigenze civili nel 2026 e definire una strategia fino al 2027. Il blocco belga sul meccanismo degli asset russi congelati ha finora impedito di accedere a una delle fonti più discusse, e la ripresa del dibattito su iniziativa di quattro Stati membri potrebbe riaprire opzioni di finanziamento significative.
Che cosa è successo
Il 4 settembre, in arrivo a Dublino per una riunione informale dei ministri degli Affari europei dell'UE, il vicepremier ucraino per l'integrazione europea ed euro-atlantica Vsevolod Chentsov ha chiesto di riconsiderare l'idea di utilizzare gli asset russi congelati per coprire il deficit di finanziamento del Paese. Chentsov ha spiegato che l'Ucraina sta negoziando con l'UE e altri partner per coprire il fabbisogno dell'anno in corso, soprattutto in ambito difesa, e per costruire una strategia finanziaria fino al 2027, senza citare cifre precise sul deficit. Tra le opzioni possibili ha menzionato l'anticipo di tranche del prestito UE da 90 miliardi di euro — di cui 8,5 miliardi sono già stati trasferiti — e il ricorso ai circa 210 miliardi di euro di asset russi congelati, proposto l'anno scorso ma bloccato dal Belgio. Il primo ministro Serhiy Koretsky aveva in precedenza quantificato il deficit del bilancio della difesa in 27 miliardi di dollari. Chentsov ha definito la proposta dell'anno scorso, basata su oltre 200 miliardi di euro di asset, un'idea ambiziosa e ha suggerito che rivedere le cifre potrebbe essere il primo passo per riportare il Belgio al dialogo, eventualmente con il coinvolgimento anche di attori extra-UE per condividere i rischi legali.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti ucraine — tra cui Радіо Свобода, Укрінформ, Суспільне Новини, ЛІГА.net LB.ua e Бабель — collocano al centro della copertura le dichiarazioni di Chentsov, presentando l'iniziativa ucraina come sforzo negoziale per reperire risorse e affrontare le sfide di finanziamento, in particolare sul fronte della difesa.
Contesto
La proposta dell'anno scorso prevedeva l'uso di oltre 200 miliardi di euro di asset russi congelati come base per un prestito riparativo a favore dell'Ucraina. Il piano iniziale stimava che circa un terzo delle necessità finanziarie ucraine per il 2026 e il 2027 sarebbe stato coperto da partner extra-UE. Il Belgio — dove ha sede Euroclear, il depositario principale degli asset congelati — oppone il veto al meccanismo in assenza di garanzie da parte di tutti i 27 Stati membri sulla distribuzione equa dei rischi legali derivanti da possibili cause da parte della Russia.