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Nuova idea in Europa per trasferire i beni russi congelati da Euroclear a un custode UE

In Europa sta emergendo una proposta che prevede di trasferire i beni russi congelati dal depositario Euroclear in Belgio a un nuovo custode sotto controllo europeo, per sostenere l'Ucraina aggirando le preoccupazioni legali del Belgio. L'Ucraina ha già presentato una proposta concreta tramite il Ministero delle Finanze e l'idea è appoggiata dal Ministero degli Esteri, ma per ora Bruxelles la tratta come una possibilità teorica: non esiste ancora una base giuridica né una proposta legislativa della Commissione europea.

Punti chiave

  • Idea: trasferire i beni russi congelati da Euroclear (Belgio) a un nuovo custode sotto controllo UE.
  • Ucraina favorevole: Ministero delle Finanze ha già inviato una proposta concreta a Bruxelles.
  • Georgiy Tykhyi (portavoce del Ministero degli Esteri ucraino): le decisioni sull'uso dei fondi sarebbero collettive, con responsabilità distribuita tra tutti i governi UE.
  • Per ora la Commissione europea considera l'idea una possibilità teorica: nessuna base giuridica, nessuna proposta legislativa, meccanismo legale e finanziario ancora da definire.
  • Spostare la custodia a livello UE sposterebbe la responsabilità legale dal Belgio all'Unione, rimuovendo l'argomento usato da Bruxelles contro il prestito-reparazioni.
  • A dicembre 2025 i leader UE hanno rifiutato il "prestito-reparazioni" e concordato un prestito di €90 miliardi per il 2026-2027.
  • Kaja Kallas ha confermato che la discussione è iniziata dopo l'incontro informale dei ministri degli Esteri UE in Irlanda a inizio settembre.

Perché è importante

La proposta potrebbe aggirare il veto di fatto del Belgio sull'uso dei beni russi congelati, trasferendo la responsabilità legale da un singolo Stato membro all'Unione europea nel suo complesso. L'Ucraina ha dichiarato un deficit di bilancio della difesa per il 2026 di 27 miliardi di dollari e chiede con urgenza all'UE fonti di finanziamento aggiuntive. Il prestito UE di 90 miliardi concordato a dicembre 2025 è stato un ripiego dopo il rifiuto del "prestito-reparazioni", e la questione dei beni congelati è rimasta aperta.

Che cosa è successo

Nei circoli europei sta prendendo forma una nuova idea per impiegare a sostegno dell'Ucraina i beni russi congelati: non solo cambiare le modalità d'uso dei fondi, ma anche spostarne la custodia dal depositario Euroclear in Belgio a una nuova struttura sotto controllo europeo. Lo scenario, riportato da testate ucraine tra cui Ukrajinska Pravda, prevede che il Ministero delle Finanze ucraino abbia già trasmesso a Bruxelles una proposta concreta per creare un meccanismo a livello europeo incaricato di ricevere i fondi. Il Ministero degli Esteri ucraino, tramite il portavoce Georgiy Tykhyi, ha spiegato che le decisioni sull'effettivo utilizzo delle somme — per difesa, resilienza e ricostruzione — sarebbero prese in modo collettivo, con responsabilità distribuita tra tutti i governi UE. Trasferendo la custodia dal Belgio a un'istituzione UE, la responsabilità legale — inclusi gli eventuali rischi di cause legali o richieste di restituzione dalla Russia — passerebbe dal livello nazionale a quello europeo, rispondendo all'argomento che Bruxelles ha usato finora per opporsi al "prestito-reparazioni". Tuttavia la Commissione europea tratta ancora l'idea come teorica: non esiste una base giuridica per il trasferimento, non c'è una proposta legislativa, e il meccanismo legale e finanziario che eliminerebbe i rischi per il governo belga non è stato ancora definito. Per valutarne la fattibilità, la Commissione dovrebbe proporre una base giuridica, scegliere o creare una struttura finanziaria per gestire i beni, definire il modello e le regole di gestione, e chiarire la ripartizione di perdite e responsabilità in caso di decisioni giudiziarie a favore della Russia. In parallelo, in sede PACE si sta valutando un percorso separato basato sulle decisioni della CEDU.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini — Ukrajinska Pravda, Yevropeiska Pravda, Suspilne Novyny — sottolineano il ruolo proattivo di Kiev: il Ministero degli Esteri e quello delle Finanze hanno già trasmesso proposte concrete a Bruxelles, e l'iniziativa viene presentata come un modo per "superare il veto belga". Le testate evidenziano il deficit dichiarato di 27 miliardi di dollari nel bilancio della difesa ucraino per il 2026 come urgenza che spinge la nuova idea, e mettono in rilievo il contributo diplomatico e tecnico ucraino nel costruire il meccanismo.

Contesto

A dicembre 2025, al termine di negoziati notturni a Bruxelles, i leader UE hanno respinto la proposta della Commissione europea di un "prestito-reparazioni" legato ai beni russi congelati. In alternativa, il Consiglio europeo ha concordato che l'UE avrebbe preso in prestito 90 miliardi di euro sui mercati finanziari, con garanzia del bilancio comune, da trasferire all'Ucraina come assistenza per il 2026-2027. Il Belgio si era opposto all'uso dei beni russi congelati per via dei rischi legali legati alla custodia di Euroclear. Svezia, Paesi Bassi, Spagna e Polonia hanno pubblicato una lettera congiunta per chiedere di riprendere il lavoro sull'uso dei beni russi congelati. L'Alta Rappresentante UE Kaja Kallas ha confermato che la discussione è iniziata dopo l'incontro informale dei ministri degli Esteri UE in Irlanda a inizio settembre. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva denunciato il 24 agosto 2026 una significativa carenza di fondi per la guerra, dando di fatto il via ai processi legati ai beni russi.