La Francia spinge per rimuovere Usmanov dalle sanzioni UE, scontro con gli altri Stati membri
La Francia si è schierata con la Slovacchia nel chiedere la rimozione del magnate russo Alisher Usmanov dalla lista delle sanzioni personali dell'UE, in vista della scadenza del 15 settembre. Gli ambasciatori UE non hanno raggiunto un accordo venerdì e torneranno a discuterne lunedì 14 settembre.
Punti chiave
- Gli ambasciatori UE non sono riusciti a raggiungere un accordo venerdì per prorogare le sanzioni personali contro i cittadini russi.
- La Slovacchia ha bloccato la proroga e chiede la rimozione di Usmanov e di Mikhail Fridman dalla lista.
- La Francia chiede esclusivamente la rimozione di Usmanov, allineandosi così alla richiesta della Slovacchia.
- La posizione francese ha provocato malcontento tra gli altri Stati membri, secondo quanto riportato da Euronews.
- Un diplomatico europeo ha messo in dubbio le motivazioni di Parigi e indicato possibili interessi economici.
- Le attuali sanzioni personali dell'UE scadono il 15 settembre e la loro proroga richiede l'unanimità dei 27 Stati membri.
Perché è importante
Il regime di sanzioni personali dell'UE legato all'invasione russa dell'Ucraina scade il 15 settembre e per prorogarlo è necessaria l'unanimità degli Stati membri. L'allineamento della Francia con la Slovacchia sulla rimozione di Usmanov ha creato tensioni all'interno del blocco e sollevato interrogativi sulle reali motivazioni di Parigi. Il contenzioso rischia di far saltare la proroga dell'intero pacchetto sanzionatorio, non solo la posizione del singolo magnate russo.
Che cosa è successo
Gli ambasciatori dell'UE si sono riuniti venerdì per discutere la proroga delle sanzioni personali contro individui e organizzazioni collegati al regime russo e al suo complesso militare-industriale, in scadenza il 15 settembre, ma non hanno raggiunto un accordo. La Slovacchia ha bloccato la proroga, chiedendo la rimozione dei nomi di Usmanov e di Mikhail Fridman dalla lista e opponendosi al passaggio da un ciclo di proroga semestrale a uno annuale. Secondo Euronews, che cita quattro diplomatici UE, anche la Francia spinge per la rimozione di Usmanov, appoggiando di fatto la richiesta slovacca. La posizione di Parigi ha provocato forte malcontento tra gli altri Stati membri: un diplomatico europeo citato da Euronews ha definito le motivazioni francesi poco chiare e ha ipotizzato interessi economici dietro la mossa. Le discussioni riprenderanno lunedì 14 settembre, alla vigilia della scadenza.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le testate ucraine (ЛІГА.net LB.ua, Укрінформ, hromadske) pongono al centro del racconto il rischio che l'intero pacchetto di sanzioni personali dell'UE contro i cittadini russi non venga rinnovato per via delle richieste di Francia e Slovacchia. Sottolineano il malcontento degli altri Stati membri verso Parigi e riportano l'ipotesi, avanzata da un diplomatico europeo, di possibili interessi economici dietro la posizione francese, citando al contempo la giustificazione ufficiale di Parigi di voler raggiungere un compromesso politico.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono su quanto accadrà lunedì 14 settembre: secondo alcune, gli ambasciatori decideranno in quella data il destino delle sanzioni; secondo altre, ne discuteranno semplicemente in vista della scadenza del 15 settembre. Le fonti divergono anche sulla ragione dichiarata della posizione francese: Parigi la inquadra come compromesso politico per ottenere il consenso della Slovacchia e cita una "specifica questione di sicurezza nazionale", mentre un diplomatico europeo citato da Euronews ha indicato possibili interessi economici come motivo.
Contesto
Le sanzioni personali dell'UE contro individui e organizzazioni legati al regime russo sono state storicamente prorogate ogni sei mesi e richiedono l'unanimità degli Stati membri. È in corso un dibattito sul passaggio a un ciclo di proroga di 12 mesi, al quale la Slovacchia si oppone. Durante la precedente proroga del 14 marzo, la Slovacchia aveva già chiesto la rimozione di Usmanov e Fridman, accettando infine un compromesso. Usmanov è sotto sanzioni UE dall'inizio dell'invasione su larga scala dell'Ucraina nel 2022; l'UE lo considera una persona vicina alle autorità russe. La sua fortuna deriva da investimenti in metallurgia, mining, telecomunicazioni e tecnologia, e il suo patrimonio si attesta sui 13 miliardi di dollari secondo il Bloomberg Billionaires Index. I suoi ricorsi legali contro le sanzioni UE sono stati respinti, anche se ha vinto cause in tribunali europei contro media che lo collegavano a Vladimir Putin.