UE: sanzioni prorogate di 3 anni ma Usmanov e Fridman esclusi dalla lista
Il 22 settembre il Consiglio dell'UE ha prorogato di 36 mesi, fino al 22 settembre 2029, le sanzioni contro i responsabili di azioni che minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Nello stesso pacchetto sono stati rimossi dalla lista gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. La decisione è stata criticata dall'Ucraina come «vergognosa e ingiustificata». Il giorno dopo, il presidente azero Ilham Aliyev ha graziato 20 persone, tra cui il francese Martin Ryan, detenuto dal dicembre 2023 e condannato per spionaggio.
Punti chiave
- 22 settembre: il Consiglio dell'UE proroga le sanzioni legate all'Ucraina per 36 mesi, fino al 22 settembre 2029 — è la prima volta per tre anni invece dei sei mesi consueti.
- Contestualmente Usmanov e Fridman, inseriti nella lista il 28 febbraio 2022, ne sono stati rimossi.
- La Francia ha sostenuto la rimozione di Usmanov, riportata come possibile «scambio» per il rilascio di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian.
- 23 settembre: il presidente azero Ilham Aliyev firma un decreto di grazia per 20 persone, tra cui il francese Martin Ryan, condannato a 10 anni per spionaggio il 16 marzo 2026.
- Il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha ha definito la decisione UE «vergognosa e ingiustificata».
- La Lettonia è stata l'unico Paese UE a opporsi pubblicamente alla rimozione; Estonia, Lituania e Lettonia hanno annunciato sanzioni nazionali contro Usmanov e Fridman.
Perché è importante
Per la prima volta l'UE proroga per tre anni — invece dei sei mesi consueti — il regime sanzionatorio legato all'Ucraina, segnalando una volontà di stabilizzare la pressione su Mosca. Nello stesso pacchetto vengono però depennati due oligarchi russi di primo piano inseriti il 28 febbraio 2022. L'Ucraina ha bollato la decisione come «vergognosa», evidenziando una frattura con alcuni partner europei e mostrando come interessi nazionali bilaterali — la Francia per Usmanov, il Lussemburgo per Fridman — possano modificare la politica sanzionatoria comune. La grazia azera al francese Martin Ryan, concessa un giorno dopo, suggerisce un collegamento diretto con la mossa europea.
Che cosa è successo
Il 22 settembre il Consiglio dell'UE ha rinnovato per 36 mesi, fino al 22 settembre 2029, le misure restrittive contro i soggetti ritenuti responsabili di azioni che minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Il regime, nato nel marzo 2014 e oggi esteso a oltre 3.000 persone fisiche e giuridiche, per la prima volta viene blindato per un triennio anziché per il consueto semestre. Nello stesso pacchetto, tuttavia, il Consiglio ha rimosso dalla lista gli oligarchi russi Alisher Usmanov e Mikhail Fridman, inseriti il 28 febbraio 2022.
Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, la Francia ha premuto per l'esclusione di Usmanov nel tentativo di ottenere dal governo azero il rilascio di cittadini francesi detenuti in Azerbaigian, tra cui Martin Ryan, CEO di Mercorama, arrestato a Baku nel dicembre 2023 e condannato il 16 marzo 2026 a dieci anni per spionaggio — accuse che Parigi ha sempre respinto. Il Lussemburgo si è associato sostenendo la rimozione anche di Fridman, con cui è in corso una causa per almeno 16 miliardi di dollari di danni per attivi congelati. La Slovacchia ha sostenuto l'iniziativa; la Lettonia si è opposta pubblicamente e si è infine astenuta anziché votare contro l'intero pacchetto.
Il giorno dopo, 23 settembre, il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev ha firmato un decreto di grazia per 20 persone, tra cui Ryan, citando «qualità personali, stato di salute, circostanze familiari» e altre ragioni. La Francia ha accolto la grazia come «gesto umanitario» frutto di un «dialogo paziente e intenso» con Baku.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le autorità ucraine hanno qualificato la rimozione di Usmanov e Fridman come «vergognosa e ingiustificata». Il ministro degli Esteri Andriy Sybiha e il commissario presidenziale per la politica sanzionatoria Vladyslav Vlasiuk hanno sottolineato che l'Ucraina non ravvisa cambiamenti di circostanze che giustifichino la depennatura e che il passo non è stato concordato con Kiev. Vlasiuk ha annunciato che l'Ucraina proporrà nuove sanzioni UE contro altri oligarchi russi legati al complesso militare-industriale, come Vladimir Lisin (NLMK) e Vladimir Potanin (Norilsk Nickel). Kiev ha inoltre elogiato la Lettonia per aver difeso pubblicamente i suoi interessi e ha accolto con favore l'annuncio di sanzioni nazionali da parte di Estonia, Lettonia e Lituania.
Come la raccontano le fonti internazionali
Sul piano europeo la decisione ha aperto una frattura. La Francia, tradizionalmente allineata sulla linea dura contro Mosca, è stata dipinta da diplomatici UE — ripresi da Reuters — come il principale lobbista per l'ammorbidimento delle sanzioni, un ruolo in passato attribuito all'Ungheria di Viktor Orbán. Il Lussemburgo ha subordinato la rimozione di Usmanov a quella di Fridman, con cui è in corso un contenzioso da almeno 16 miliardi di dollari. La Commissione europea, per voce del portavoce Christian Wigand, ha detto che l'Esecutivo sta preparando nuovi elenchi sanzionatori contro il complesso militare-industriale russo e la flotta ombra, ma non ha commentato le ragioni della depennatura, definendo le discussioni «confidenziali» e di competenza degli Stati membri. Yulia Navalnaya ha criticato pubblicamente la decisione, affermando che il destino dei russi comuni finisce in fondo alla lista delle priorità.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono sulla responsabilità politica della depennatura. Secondo diplomatici UE citati da Reuters, Parigi avrebbe fatto intendere in privato che Baku starebbe «usando» Usmanov per «ricattare» la Francia sui detenuti francesi; l'Azerbaigian ha respinto pubblicamente la definizione di ricatto. Resta inoltre divergente la lettura del livello di opposizione interna all'UE: il premier lettone Andris Kulbergs ha descritto la Lettonia come unica contraria, sostenendo che Estonia e Lituania avevano già accettato la rimozione; altri resoconti evidenziano però le critiche pubbliche dell'Estonia — sfociate poi in sanzioni nazionali — e il fatto che Lituania e Lettonia abbiano annunciato misure analoghe.
Contesto
Il regime sanzionatorio UE legato all'Ucraina è nato nel marzo 2014 e oggi copre oltre 3.000 soggetti. Usmanov e Fridman vi furono iscritti il 28 febbraio 2022; Putin e Lavrov il 25 febbraio 2022. Martin Ryan, CEO di Mercorama, fu arrestato a Baku nel dicembre 2023 e condannato il 16 marzo 2026 a dieci anni per spionaggio, accuse respinte da Parigi. Usmanov si è trasferito in Uzbekistan nel 2022 e nell'ottobre 2024 i suoi beni ucraini sono stati confiscati; Fridman è ricercato dall'SBU ucraina dal dicembre 2023 e i suoi asset ucraini, tra cui Alfa-Bank (ora Sense Bank), sono stati nazionalizzati. L'UE avrebbe superato la scadenza per il rinnovo, ricorrendo a un espediente giuridico per evitare il crollo del pacchetto.