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Sanzioni UE contro la Russia: il Coreper non riesce a rinnovare il regime, nuove trattative il 22 settembre

Il 21 settembre il Comitato dei rappresentanti permanenti dell'UE (Coreper) non è riuscito a raggiungere un accordo per prorogare le sanzioni individuali contro la Russia in scadenza a mezzanotte del 22 settembre. Il compromesso, che prevedeva la cancellazione delle sanzioni contro gli oligarchi russi Aliser Usmanov e Michail Fridman in cambio di una proroga di 36 mesi del regime, è stato bloccato dalla Lettonia. Gli ambasciatori UE torneranno a riunirsi la mattina del 22 settembre. Il governo ucraino si è opposto con forza a qualsiasi cancellazione delle sanzioni.

Punti chiave

  • Il 21 settembre il Coreper ha fallito in più riunioni nel raggiungere l'unanimità per prorogare le sanzioni UE sulla Russia, in scadenza a mezzanotte del 22 settembre
  • Il compromesso prevedeva la cancellazione di Usmanov e Fridman dalla lista in cambio di una proroga di 36 mesi dell'intero regime che copre circa 3.000 persone ed entità
  • La Lettonia ha bloccato l'accordo durante la procedura scritta; il premier Andris Kulbergs ha dichiarato che la Lettonia non può accettare la cancellazione di Usmanov e Fridman
  • Slovacchia, Francia e Lussemburgo hanno insistito sulla cancellazione di Usmanov e/o Fridman; la maggioranza dei paesi UE si è opposta a esclusioni
  • Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito inaccettabile la cancellazione e proposto una proroga di 12 mesi anziché 6
  • In assenza di unanimità, l'intero regime di sanzioni decadrebbe a mezzanotte del 22 settembre, con lo sblocco dei beni congelati
  • Il presidente Volodymyr Zelensky e il vicepremier Vsevolod Chentsov hanno criticato le iniziative di cancellazione definendole un segnale pericoloso per Mosca

Perché è importante

Il regime di sanzioni UE copre circa 3.000 persone ed entità legate alla Russia, tra cui Vladimir Putin, Sergei Lavrov, Viktor Medvedchuk e l'ex presidente ucraino Viktor Yanukovych. Poiché il rinnovo richiede l'unanimità dei 27 Stati membri, un singolo paese può bloccare o condizionare l'intero pacchetto. Se l'accordo non verrà raggiunto entro la mezzanotte del 22 settembre, l'intero regime decadrà automaticamente: le persone sanzionate riavranno accesso ai beni congelati nell'UE e potranno nuovamente entrare nel territorio dell'Unione. Il caso evidenzia le divisioni interne all'UE sul mantenimento della pressione su Mosca e il ruolo di singoli governi nel plasmare la politica sanzionatoria europea.

Che cosa è successo

Il 21 settembre 2026 il Coreper dell'UE ha tenuto almeno due riunioni senza raggiungere un accordo sulla proroga delle sanzioni individuali contro la Russia per violazione dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina. Il regime, in scadenza a mezzanotte del 22 settembre, copre circa 3.000 individui ed entità e include figure come Vladimir Putin, Sergei Lavrov, Viktor Yanukovych e Viktor Medvedchuk. La Presidenza irlandese del Consiglio UE aveva proposto una proroga di 36 mesi, molto più lunga del consueto periodo di 6 o 12 mesi, come parte di un pacchetto di compromesso che prevedeva la cancellazione di Usmanov e Fridman dalla lista.

Slovacchia e Francia hanno insistito a lungo sulla cancellazione degli oligarchi russi Aliser Usmanov e Michail Fridman; il Lussemburgo si è unito chiedendo la rimozione di Fridman. Secondo fonti diplomatiche, gli ambasciatori UE hanno raggiunto un accordo preliminare per cancellare i due oligarchi e prorogare le sanzioni sugli altri per tre anni. Tuttavia, durante la procedura di voto scritto serale, la Lettonia si è opposta, bloccando l'intesa. Il premier lettone Andris Kulbergs ha annunciato pubblicamente il rifiuto e convocato una riunione d'urgenza del governo per il 22 settembre. Il Coreper ha quindi programmato una nuova riunione per la mattina del 22 settembre alle 9:00 ora di Kiev.

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha pubblicato un messaggio sul social network X in cui definisce la cancellazione di Usmanov e Fridman "inaccettabile" e un "segnale sbagliato a Mosca", proponendo invece una proroga di 12 mesi e l'ampliamento delle liste. Il presidente Volodymyr Zelensky e il vicepremier per l'integrazione europea ed euroatlantica Vsevolod Chentsov hanno rilasciato dichiarazioni critiche verso qualsiasi allentamento delle sanzioni. Il capo dell'Ufficio del presidente Kyrylo Budanov si è espresso nello stesso senso.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti fornite sono ucraine e convergono nel sottolineare la ferma opposizione del governo di Kiev a qualsiasi cancellazione. Il ministero degli Esteri guidato da Andrii Sybiha, l'Ufficio del presidente con Andrij Jermak, il vicepremier Vsevolod Chentsov e il capo dell'Ufficio del presidente Kyrylo Budanov hanno tutti criticato apertamente l'ipotesi di rimuovere Usmanov e Fridman dalla lista, definendola un segnale di debolezza verso Mosca. Le fonti ucraine evidenziano inoltre l'aspetto tecnico del rinnovo (riunioni del Coreper, procedura scritta, requisito di unanimità) e il rischio concreto che l'intero regime decada se non si raggiunge un accordo entro la mezzanotte del 22 settembre. La narrazione ucraina inquadra le resistenze di Slovacchia, Francia e Lussemburgo come concessioni agli interessi russi a scapito della pressione sul Cremlino.

Come la raccontano le fonti internazionali

Tutti gli articoli forniti provengono da fonti ucraine; non sono disponibili metadati di fonti internazionali (non ucraine) per elaborare un confronto di framing internazionale sulla vicenda.

Contesto

Il regime di sanzioni UE sulle violazioni dell'integrità territoriale e della sovranità dell'Ucraina è stato istituito nel 2014 e rinnovato ogni sei mesi. Dal 2022 l'elenco include Vladimir Putin, la dirigenza russa, i principali oligarchi e l'ex presidente ucraino Viktor Yanukovych, oltre a Sergei Lavrov e Viktor Medvedchuk. L'ultimo rinnovo regolare risale al 14 marzo, quando la Slovacchia aveva spinto fino all'ultimo per far cancellare Usmanov e Fridman. Il 14 settembre il Coreper ha prorogato il regime per soli sette giorni, fino al 22 settembre, a causa dell'insistenza di Slovacchia e Francia sulla cancellazione dei due oligarchi. Le sanzioni su Usmanov e Fridman sono state introdotte nel 2022; per Usmanov l'UE ha citato i suoi "legami particolarmente stretti" con Putin. Fridman è cofondatore del gruppo russo Alfa ed ex comproprietario di Sense Bank (ex Alfa-Bank Ucraina), nazionalizzata dall'Ucraina nel 2023 dopo le sanzioni sui soci russi. Fridman sta attualmente perseguendo una causa arbitrale internazionale da 16 miliardi di dollari contro il Lussemburgo a Hong Kong sui beni congelati. La Presidenza irlandese del Consiglio UE ha proposto una proroga di 36 mesi del regime, in sostituzione dei consueti 6 o 12 mesi. 11 Stati membri dell'UE hanno chiesto di abolire il principio dell'unanimità che consente ai singoli paesi di bloccare le decisioni sulle sanzioni.