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La Russia avverte diplomatici e cittadini stranieri a Kiev: l'UE e la Repubblica Ceca restano

Il 3 ottobre il ministero degli Esteri russo ha invitato cittadini stranieri e personale diplomatico a lasciare Kiev, annunciando la prosecuzione di "massicci colpi di rappresaglia" contro l'Ucraina. La Commissione europea ha risposto che la delegazione UE a Kiev resterà e che il sostegno all'Ucraina non diminuirà. Anche la Repubblica Ceca ha confermato che la propria missione diplomatica non sarà ritirata, e il ministero degli Esteri ucraino ha smentito che vi siano richieste di trasferimento da parte delle ambasciate straniere.

Punti chiave

  • Il 3 ottobre il ministero degli Esteri russo ha annunciato la prosecuzione di "massicci colpi di rappresaglia" sull'Ucraina, inclusa Kiev.
  • Mosca ha invitato cittadini stranieri e diplomatici a lasciare Kiev e a evitare viaggi in Ucraina, minacciando "mortale pericolo".
  • Il portavoce della Commissione europea Christian Wigand ha confermato che la delegazione UE a Kiev resta operativa senza cambiamenti.
  • Wigand ha affermato che le minacce mostrano che "il Cremlino sta perdendo la guerra e il controllo", e che il sostegno UE all'Ucraina non si ridurrà.
  • La Repubblica Ceca ha dichiarato che non ritirerà la propria missione diplomatica da Kiev; l'ambasciatore ceco ha fatto la consueta corsa mattutina in un parco di Kiev.
  • Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi ha smentito le voci di trasferimento delle ambasciate: nessuna richiesta ricevuta.
  • L'UE sta preparando il più grande pacchetto di sanzioni della sua storia contro la Russia, ha approvato 28,3 miliardi di euro di piani di approvvigionamento per la difesa dell'Ucraina nel 2026 e sta stanziando ulteriori 6,6 miliardi di euro tramite lo European Peace Facility.

Perché è importante

L'avvertimento del ministero degli Esteri russo costituisce una minaccia esplicita al personale diplomatico straniero nella capitale ucraina, in un momento in cui le ambasciate occidentali sono rimaste a Kiev per tutta l'invasione su larga scala. Qualsiasi trasferimento avrebbe un valore fortemente simbolico e operativo; il rifiuto pubblico di UE e Repubblica Ceca segnala che la presenza diplomatica occidentale in Ucraina continuerà. Allo stesso tempo, l'UE annuncia un ulteriore pacchetto di sanzioni e un ingente stanziamento per la difesa ucraina, mostrando di non voler ridurre il proprio impegno.

Che cosa è successo

Il 3 ottobre il ministero degli Esteri russo ha diffuso una dichiarazione in cui avverte che le forze armate russe continueranno a sferrare "massicci colpi di rappresaglia" contro l'Ucraina, Kiev inclusa, e ha invitato cittadini stranieri e personale diplomatico a lasciare la capitale, citando un presunto "mortale pericolo". La dichiarazione precisava che la responsabilità per eventuali conseguenze ricade interamente su chi ignori l'avvertimento.

Lo stesso giorno, il portavoce della Commissione europea Christian Wigand ha dichiarato che i diplomatici UE restano a Kiev senza modifiche operative e che il sostegno dell'Unione all'Ucraina non verrà ridotto a causa delle minacce russe. Wigand ha definito le minacce di Mosca un segno che "il Cremlino sta perdendo la guerra e il controllo dei nervi" e ha citato l'alto rappresentante UE Kaja Kallas, secondo cui la Russia è pronta ad assumersi rischi maggiori ma l'UE intensificherà le proprie azioni per far pagare un prezzo più alto a Mosca. Wigand ha inoltre ricordato che l'UE sta preparando il più grande pacchetto di sanzioni della sua storia e ha già introdotto nuove restrizioni nella stessa settimana in relazione alla deportazione di bambini ucraini.

Il portavoce del ministero degli Esteri ceco Adam Čorgo ha confermato che la Repubblica Ceca non ritirerà la propria missione diplomatica da Kiev. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi ha smentito le voci di trasferimento di ambasciate, affermando che il ministero non ha ricevuto richieste in tal senso.

L'avvertimento russo giunge dopo giorni di intensificazione dei raid su Kiev, tra cui il 2 ottobre il danneggiamento di un ponte sul Dnepr; fonti ucraine e internazionali segnalano che Mosca sta preparando la più ampia campagna aerea invernale dall'inizio del conflitto, con obiettivi che includono centrali elettriche, reti elettriche, impianti di riscaldamento e infrastrutture idriche.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini hanno aperto con la minaccia dell'MFA russo a civili e diplomatici, presentandola come una tattica di intimidazione rinnovata. Il racconto si è concentrato sulle dichiarazioni del portavoce del ministero degli Esteri ucraino Heorhiy Tykhyi, che ha smentito le voci di trasferimento delle ambasciate, e sui commenti del portavoce della Commissione europea Christian Wigand e dell'ambasciatrice UE Katarina Mathernova, che hanno ribadito la permanenza della rappresentanza UE a Kiev. La frase "il Cremlino sta perdendo la guerra e il controllo dei nervi" è stata ripetuta con enfasi. Le testate ucraine hanno inoltre evidenziato il pacchetto di sanzioni UE e i 28,3 miliardi di euro di piani di approvvigionamento per la difesa dell'Ucraina come risposta concreta alla minaccia, e hanno riportato i danni al ponte di Kiev causati dai raid russi come sfondo immediato dell'avvertimento.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le fonti internazionali hanno inquadrato l'avvertimento russo nel contesto più ampio dell'intensificazione dei raid su Kiev con droni e missili balistici, citando le dichiarazioni di Putin sull'intenzione di proseguire gli attacchi e gli attacchi ucraini con droni contro raffinerie russe. Al Jazeera ha sottolineato l'impatto fisico delle operazioni, riportando almeno sei morti e i danni al ponte di Kiev, e ha dato rilievo a un comunicato di un governatore filo-russo della parte occupata della regione di Zaporižžia su vittime di un attacco di droni. Le testate internazionali hanno menzionato l'avvertimento analogo del maggio precedente e la pianificazione cautelativa di trasferimento delle ambasciate riportata da The Guardian, senza insistere sulla risposta di rifiuto dell'UE con la stessa enfasi delle fonti ucraine.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sull'identificazione del ponte sul Dnepr colpito a Kiev il 2 ottobre: alcune indicano il ponte Pivdennyi (meridionale), altre il Pivničnyi (settentrionale), e una sintesi attribuisce a Katarina Maternova un colpo al ponte settentrionale il 4 ottobre. Il portavoce del ministero degli Esteri ceco è citato con nomi diversi nei vari resoconti: "Adam Čorgo" nella maggior parte delle testate ucraine, "Adam Černý" in alcune agenzie e "Adam Čergo" in un altro pezzo ucraino.

Contesto

La Russia aveva già rivolto un avvertimento analogo a cittadini stranieri e diplomatici a Kiev a maggio. Prima dell'invasione su larga scala del febbraio 2022, diversi paesi europei avevano evacuato le proprie ambasciate da Kiev verso Leopoli e la Polonia. L'avvertimento del 3 ottobre giunge mentre si intensificano i raid russi sulla capitale ucraina e mentre fonti occidentali segnalano che Mosca sta preparando la più ampia campagna aerea invernale dall'inizio del conflitto, mirata in particolare a infrastrutture energetiche e idriche.