Il Parlamento Ue chiede di rafforzare le capacità cyber offensive dell'Ucraina e di passare alla deterrenza attiva contro la Russia
In un rapporto approvato dopo la plenaria del 15 settembre, il Parlamento europeo raccomanda di accelerare il sostegno all'Ucraina per rafforzare le sue capacità cyber offensive e invita l'Ue ad abbandonare la postura difensiva a favore di una deterrenza attiva contro le minacce ibride russe. Il rapporto riafferma che la Russia è la principale minaccia esterna per la sicurezza europea e uno Stato sponsor del terrorismo.
Punti chiave
- Il Parlamento Ue raccomanda di accelerare il sostegno all'Ucraina per rafforzare le sue capacità cyber offensive.
- I deputati chiedono all'Ue di passare dal 'modo difensivo' alla deterrenza attiva, valutando meccanismi legali e operativi per azioni offensive contro le infrastrutture logistiche e digitali dietro le attività di destabilizzazione di Mosca.
- Il Parlamento Ue ribadisce che la Russia è la principale minaccia esterna alla sicurezza e alla tenuta democratica dell'Europa e conferma che è uno Stato sponsor del terrorismo.
- I deputati chiedono strategie per prevenire sabotaggi fisici e cyber di sistemi critici come energia e comunicazioni.
- Il Parlamento Ue sostiene l'aumento del bilancio e l'ampliamento del mandato operativo dell'Agenzia Ue per la cibersicurezza (ENISA), inclusi coordinamento in tempo reale, sistemi di allerta precoce e condivisione di informazioni sulle minacce.
- La Nato ha registrato oltre 200 incidenti ibridi contro i Paesi membri nell'ultimo anno; l'11 settembre una commune francese in Borgogna ha riferito di centinaia di migliaia di cyberattacchi in una settimana, con richieste in gran parte provenienti dalla Russia.
- Il Parlamento Ue identifica Ucraina, Moldavia, Armenia, Georgia e Paesi dei Balcani occidentali come i principali bersagli delle operazioni informative russe e cinesi volte a screditare l'Ue.
Perché è importante
La relazione segnala un possibile cambio di rotta della politica Ue: non più solo difesa cibernetica, ma sostegno attivo alle capacità offensive dell'Ucraina e deterrenza contro le infrastrutture russe. Estende il perimetro del sostegno a Kyiv oltre l'aiuto militare convenzionale, rafforza la qualificazione della Russia come principale minaccia esterna e Stato sponsor del terrorismo, e propone misure istituzionali concrete come l'ampliamento del bilancio e del mandato di ENISA.
Che cosa è successo
Il Parlamento europeo ha approvato una relazione al termine della sessione plenaria del 15 settembre in cui raccomanda di accelerare il sostegno all'Ucraina per rafforzare le sue capacità cyber offensive. I deputati chiedono all'Unione europea di abbandonare la postura puramente difensiva e di passare alla deterrenza attiva, anche attraverso la definizione di meccanismi legali e operativi per azioni offensive contro le infrastrutture logistiche e digitali che alimentano le attività di destabilizzazione di Mosca. Il testo riafferma che la Russia rappresenta la principale minaccia esterna alla sicurezza e alla tenuta democratica dell'Europa e conferma la posizione del Parlamento che la considera uno Stato sponsor del terrorismo. I deputati sollecitano inoltre lo sviluppo di strategie per prevenire sabotaggi fisici e cyber di sistemi critici come energia e comunicazioni. Il Parlamento sostiene l'aumento del bilancio e l'ampliamento del mandato operativo dell'Agenzia dell'Unione europea per la cibersicurezza (ENISA), in modo da includere il coordinamento degli incidenti in tempo reale, sistemi di allerta precoce e scambio di informazioni sulle minacce. Il rapporto identifica Ucraina, Moldavia, Armenia, Georgia e i Paesi dei Balcani occidentali come i principali obiettivi delle operazioni informative di Russia e Cina volte a screditare l'Ue.
Contesto
La Nato ha riferito in precedenza un aumento significativo degli attacchi ibridi russi contro i Paesi membri, registrando oltre 200 incidenti nell'ultimo anno. L'11 settembre una commune francese in Borgogna ha comunicato di aver subito centinaia di migliaia di cyberattacchi in una sola settimana, con richieste che nella maggior parte dei casi risultavano provenire dalla Russia. Il Parlamento europeo ha indicato Ucraina, Moldavia, Armenia, Georgia e i Balcani occidentali come i principali bersagli delle operazioni informative russe e cinesi volte a screditare l'Ue.