Pubblicato: · Aggiornato:

Corte anticorruzione ucraina conferma la detenzione di Serhiy Kropyva nel caso "Cartagine"

La Camera d'appello dell'Alta Corte anticorruzione ucraina (ВАКС) ha respinto il ricorso della difesa e ha confermato la detenzione di Serhiy Kropyva, ex vicecapo del Dipartimento di cooperazione internazionale dell'Ufficio del procuratore generale, nell'ambito dell'operazione "Cartagine". Kropyva resta in carcere con la possibilità di ottenere la libertà versando una cauzione di 120 milioni di grivnie. La difesa aveva chiesto di ridurre la cauzione a 2 milioni di grivole o di applicare gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Punti chiave

  • La Camera d'appello della ВАКС ha confermato la custodia cautelare con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie per Serhiy Kropyva nel caso "Cartagine".
  • Kropyva è identificato come ex vicecapo del Dipartimento di cooperazione internazionale dell'Ufficio del procuratore generale.
  • La difesa e Kropyva hanno chiesto di ridurre la cauzione da 120 milioni a 2 milioni di grivnie, giudicando eccessivo l'importo fissato.
  • La difesa ha chiesto in via principale di sostituire la detenzione con arresti domiciliari e braccialetto elettronico.
  • Il 4 settembre НАБУ e САП hanno condotto perquisizioni nell'ambito dell'operazione "Cartagine" presso l'Ufficio del procuratore generale, dove sono stati visitati anche locali usati dal procuratore generale Kravchenko.
  • Il 5 settembre НАБУ e САП hanno annunciato lo smascheramento di un'organizzazione criminale sospettata di ricevere sistematicamente tangenti da call center fraudolenti e di riciclare i proventi.
  • L'accusa ha citato 505 call center presumibilmente "protetti" dai sospettati e volumi di riciclaggio stimati in circa 41,76 milioni di grivnie per il periodo agosto 2025–2026, con ulteriori circa 40 milioni attribuiti al 2023–2025.

Perché è importante

Il caso riguarda un alto funzionario dell'Ufficio del procuratore generale, ossia l'istituzione incaricata di perseguire la corruzione in Ucraina, ed è parte dell'operazione speciale "Cartagine" condotta da НАБУ e САП, che ha portato a perquisizioni anche in locali utilizzati dal procuratore generale Kravchenko. La cauzione alternativa fissata a 120 milioni di grivnie segnala la gravità che l'accusa attribuisce ai fatti, e l'esito del ricorso conferma la tenuta delle istituzioni anticorruzione ucraine di fronte a un'inchiesta che tocca i vertici della stessa magistratura.

Che cosa è successo

Il 16 settembre la Camera d'appello dell'Alta Corte anticorruzione ucraina (ВАКС) ha esaminato e respinto il ricorso presentato dalla difesa di Serhiy Kropyva, sospettato con il nome in codice "Cancelliere" nell'operazione "Cartagine". La difesa aveva chiesto di annullare o attenuare la custodia cautelare disposta il 6 settembre dal giudice istruttore, proponendo in alternativa gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e la riduzione della cauzione da 120 milioni a 2 milioni di grivnie. La Corte ha confermato la detenzione fino al 2 novembre, lasciando invariata la cauzione di 120 milioni di grivnie. Kropyva, identificato come ex vicecapo del Dipartimento di cooperazione internazionale dell'Ufficio del procuratore generale, resta quindi in carcere. La decisione è diventata efficace immediatamente e non è soggetta a ricorso per cassazione.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini – tra cui Українська правда, hromadske, ZN.UA, Суспільне Новини e ЛІГА.net LB.ua – hanno inquadrato la vicenda come una decisione interna della giustizia anticorruzione, dando rilievo ai dettagli procedurali del dibattito sulla cauzione e alle argomentazioni dell'accusa sui flussi finanziari legati ai call center. Il filo conduttore è l'enfasi sull'integrità delle istituzioni anticorruzione ucraine (НАБУ, САП e ВАКС) e sul significato di un'indagine che arriva a lambire la leadership dell'Ufficio del procuratore generale.

Dove le versioni divergono

Le fonti riportano due principali contrasti tra accusa e difesa. Il primo riguarda la proporzionalità della cauzione: la difesa ha chiesto di ridurla da 120 milioni a 2 milioni di grivnie, giudicando eccessivo l'importo e negando il rischio di fuga, mentre la procura ha difeso la cauzione citando i volumi finanziari ipotizzati e la persistenza di rischi di fuga, distruzione delle prove e condizionamento dei testimoni. Il secondo contrasto riguarda le circostanze della detenzione del 4 settembre: la difesa ha sostenuto che Kropyva fosse in missione di servizio, mentre l'accusa ha affermato che l'indagine non ha trovato documenti che confermassero tale missione.

Contesto

La decisione di primo grado sulla misura cautelare era stata emessa da un giudice istruttore il 6 settembre 2026. L'accusa ha ipotizzato il riciclaggio di circa 41,76 milioni di grivnie per un episodio compreso tra agosto 2025 e il 2026, con ulteriori circa 40 milioni di grivnie riferiti al periodo 2023–2025, citando 505 call center presumibilmente "protetti" dai sospettati. Tra i metodi di riciclaggio ipotizzati figurano la conversione di contante in forma non contante tramite imprenditori individuali (FOP), la registrazione di beni a nome di familiari e persone collegate ai sospettati, l'uso di criptovalute e un fondo di investimento societario. Un rappresentante dell'Ufficio del procuratore generale ha dichiarato che 2 milioni di grivnie erano il massimo importo che Kropyva poteva versare, coincidente con quanto da lui dichiarato.