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Ucraina: tribunale anticorruzione alleggerisce le misure per Andrij Yermak, ex capo dell'ufficio presidenziale

L'Alta Corte anticorruzione ucraina (VAKS) ha prorogato di 60 giorni gli obblighi procedurali imposti all'ex capo dell'Ufficio del presidente Andrij Yermak, indagato per riciclaggio di oltre 460 milioni di grivnie. È stato però revocato l'obbligo di indossare un braccialetto elettronico per motivi medici.

Punti chiave

  • VAKS proroga di 60 giorni gli obblighi procedurali a carico di Andrij Yermak
  • Revocato l'obbligo del braccialetto elettronico per motivi di salute, su parere di uno specialista medico indipendente
  • Istanza presentata da un procuratore dell'Ufficio del procuratore anticorruzione specializzato (SAP), accolta parzialmente
  • Restano in vigore: obbligo di presentarsi a detective, procuratore e tribunale; divieto di lasciare i centri abitati già stabiliti; consegna di passaporti ordinari e diplomatici; divieto di comunicare con altri indagati e testimoni
  • Yermak è indagato per riciclaggio di 460 milioni di UAH attraverso il villaggio residenziale «Dynasty» a Kozyn, nella oblast di Kiev
  • Il sospetto gli era stato notificato l'11 maggio 2026; il 14 maggio era stato posto in custodia con cauzione di 140 milioni di UAH, versata il 18 maggio

Perché è importante

Il caso riguarda un ex alto funzionario presidenziale: la decisione segnala che le istituzioni anticorruzione ucraine perseguono figure di vertice. La revoca del braccialetto elettronico, motivata da ragioni sanitarie, allenta la più visibile delle restrizioni cautelari inflitte a un indagato in un procedimento di riciclaggio su larga scala. L'ipotesi d'accusa riguarda 460 milioni di grivnie riciclati attraverso un complesso residenziale di prestigio vicino a Kiev.

Che cosa è successo

L'Alta Corte anticorruzione ucraina (VAKS) ha prorogato di 60 giorni gli obblighi procedurali imposti all'ex capo dell'Ufficio del presidente Andrij Yermak. Il giudice istruttore ha accolto parzialmente la richiesta del procuratore della Procura specializzata anticorruzione (SAP). Il tribunale ha però rifiutato di prorogare l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico, sulla base del parere di uno specialista medico indipendente secondo cui l'uso continuativo del dispositivo potrebbe rappresentare un rischio per la vita e la salute dell'indagato. Restano in vigore gli altri obblighi: presentarsi a ogni richiesta del detective, del procuratore e del tribunale; comunicare ogni cambio di residenza o di lavoro; non lasciare i centri abitati precedentemente stabiliti; consegnare i passaporti ordinari, diplomatici e gli altri documenti che danno diritto a uscire e rientrare in Ucraina; astenersi dal comunicare con le persone indicate nell'ordinanza — altri indagati e testimoni — in merito ai fatti oggetto della notizia di reato.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le testate ucraine, che sono le uniche fonti del fascicolo, riferiscono la decisione come un provvedimento cautelare di routine, pur sottolineando con coerenza la giustificazione medica per la rimozione del braccialetto. La copertura colloca la decisione nel solco del procedimento aperto a maggio 2026, con la notifica del sospetto dell'11 maggio, la custodia in carcere con cauzione di 140 milioni di UAH del 14 maggio e la liberazione del 18 maggio. Le cronache ricostruiscono l'inchiesta sull'organizzazione sospettata di aver riciclato oltre 460 milioni di UAH attraverso il complesso «Dynasty» a Kozyn e menzionano i coindagati Oleksij Černyšov, ex vicepresidente del governo, e il businessman Tymur Mindyč.

Contesto

Yermak è l'ex capo dell'Ufficio del presidente ucraino. L'11 maggio 2026 NABU e SAP gli hanno notificato il sospetto di riciclaggio di beni di provenienza illecita. Il 14 maggio il VAKS ha disposto la custodia cautelare con facoltà di cauzione fissata a 140 milioni di UAH; la cauzione è stata versata integralmente il 18 maggio e Yermak è stato scarcerato. L'inchiesta sostiene che tra il 2021 e il 2025 un gruppo organizzato, del quale Yermak è sospettato di far parte, abbia riciclato oltre 460 milioni di UAH attraverso la costruzione del villaggio residenziale di élite «Dynasty» a Kozyn, nella oblast di Kiev. Il 12 maggio 2026 la notifica di sospetto è stata estesa ad altre sei persone, tra cui l'ex vicepresidente del governo Oleksij Černyšov e l'imprenditore Tymur Mindyč. In agosto il giudice istruttore aveva autorizzato Yermak a recarsi senza ulteriore permesso in diverse oblast orientali e meridionali, su richiesta dei militari.