Pubblicato: · Aggiornato:

Il procuratore generale ucraino Kravchenko si dimette dopo lo scandalo dei call center truffa

Il procuratore generale dell'Ucraina Ruslan Kravchenko ha presentato le dimissioni la sera del 7 settembre, dopo gli arresti e le perquisizioni effettuate nell'ambito dell'operazione «Cartagine» di NABU e SAP, che ha smascherato una presunta rete di protezione di call center fraudolenti all'interno dell'Ufficio del procuratore generale. Il presidente Volodymyr Zelensky ha confermato che la richiesta di revoca sarà inviata alla Verkhovna Rada.

Punti chiave

  • L'operazione anticorruzione si chiama «Cartagine» ed è stata annunciata il 4 settembre da NABU e SAP.
  • Il sospettato principale è Serhiy Kropyva, vicedirettore del Dipartimento di cooperazione internazionale dell'Ufficio del procuratore generale; sospettato di riciclaggio di oltre 89 milioni di grivnie.
  • Il 6 settembre l'Alta corte anticorruzione (VAKS) ha disposto la custodia cautelare di Kropyva fino al 2 novembre con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie.
  • Il 7 settembre il VAKS ha disposto la custodia cautelare di Yelyzaveta Ivakhnenko («Muza», convivente di Kropyva) per 60 giorni, cauzione di 20 milioni, e di Serhiy Kutsyi (autista di Kropyva) fino al 3 novembre, cauzione di 3 milioni.
  • Il 4 settembre NABU e SAP hanno effettuato perquisizioni nell'ufficio del procuratore Kravchenko, della sua vice Mariia Vdovychenko e del capo dell'amministrazione regionale di Odessa Oleh Kiper; gli investigatori hanno dovuto usare scale per entrare nell'edificio, un dipendente NABU è rimasto ferito.
  • La sera del 7 settembre Kravchenko ha presentato le dimissioni definendole una «decisione politica» presa «coscientemente», per evitare che la carica fosse usata come strumento di scontro politico.
  • Kravchenko nega ogni coinvolgimento e afferma di non avere alcuno status procedurale nel caso «Cartagine».

Perché è importante

La vicenda segna le dimissioni del capo della procura ucraina nel mezzo di un'indagine anticorruzione che colpisce al cuore l'Ufficio del procuratore generale. È il risultato più visibile finora dell'operazione «Cartagine» sulla presunta protezione dei call center truffa — un tema sollevato pubblicamente più volte dallo stesso presidente Zelensky. Il caso mette alla prova l'indipendenza di NABU e SAP, che era stata al centro delle proteste del 2025 e degli avvertimenti del G7 sui rischi per l'integrazione europea dell'Ucraina. Le perquisizioni hanno inoltre portato alla luce materiali che, secondo le fonti, indicano un'attività di sorveglianza ai danni dei vertici di NABU e SAP, sollevando interrogativi su un possibile contrattacco dell'Ufficio del procuratore contro gli investigatori anticorruzione.

Che cosa è successo

Il 4 settembre NABU e SAP hanno annunciato l'operazione «Cartagine», smascherando un'organizzazione criminale accusata di proteggere una rete di call center fraudolenti e riciclare proventi. Le perquisizioni hanno riguardato gli uffici del procuratore generale Ruslan Kravchenko, della sua prima vice Mariia Vdovychenko e del capo dell'amministrazione regionale di Odessa Oleh Kiper; gli investigatori di NABU hanno dovuto ricorrere a scale per entrare nell'edificio, e un dipendente è rimasto ferito. Il sospettato principale, Serhiy Kropyva (vicedirettore del Dipartimento di cooperazione internazionale dell'Ufficio del procuratore generale), è stato arrestato a Leopoli. Il 6 settembre il VAKS lo ha posto in custodia cautelare fino al 2 novembre con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie; il 7 settembre la stessa corte ha disposto la custodia cautelare della sua convivente Yelyzaveta Ivakhnenko («Muza», 24 anni) per 60 giorni, con cauzione di 20 milioni, e quella del suo autista Serhiy Kutsyi fino al 3 novembre, con cauzione di 3 milioni.

La sera del 7 settembre Kravchenko ha presentato le dimissioni, qualificandole come una «decisione politica» presa «coscientemente» e affermando di non volere che la posizione di procuratore generale diventasse strumento di scontro politico. Ha negato ogni addebito e ha detto di non avere alcuno status procedurale nel caso «Cartagine». Lo stesso giorno il presidente Volodymyr Zelensky ha incontrato Kravchenko e i vertici di NABU e SAP e l'8 settembre ha annunciato che la richiesta di revoca sarà inviata alla Verkhovna Rada. Zelensky ha inoltre riferito di aver incontrato lo stesso 7 settembre il capo del SBU Oleksandr Poklad, il capo del HUR Oleh Ivashchenko e il capo dell'Ufficio del presidente Kyrylo Budanov, annunciando che «ci sono decisioni conseguenti» in materia di personale. Fonti di stampa hanno aggiunto che all'incontro con Kravchenko era presente anche il capo della fazione «Servitore del popolo» Davyd Arakhamia.

Come la raccontano le fonti ucraine

La copertura ucraina è fortemente incentrata sul dettaglio investigativo: la durata dello schema, il pagamento stimato di circa 7.000 dollari al mese per ogni call center «coperto», i risultati delle inchieste di Bihus.Info sugli investimenti immobiliari dei familiari di Kropyva (tra cui quattro appartamenti e tre posti auto al complesso Glacier a Bukovel, per circa 28,5 milioni di grivnie) e la sequenza delle decisioni del VAKS sulle cauzioni. I media ucraini danno ampio spazio a NABU e SAP come motori dell'azione anticorruzione e citano il presidente Zelensky mentre conferma le dimissioni e annuncia l'invio della richiesta alla Verkhovna Rada. Diverse testate (in particolare Ukrainska Pravda) evidenziano che durante le perquisizioni nell'ufficio della prima viceprocuratrice Vdovychenko sarebbero stati trovati materiali indicanti sorveglianza ai danni del direttore di NABU Semen Kryvonos e del capo di SAP Oleksandr Klymenko — un dettaglio letto come possibile preparativo di un contrattacco dell'Ufficio del procuratore contro gli inquirenti. Spazio significativo è riservato a voci della società civile come Vitaliy Shabunin, che ha definito la vicenda una «storia di mafia», e ai dettagli procedurali del procedimento (articoli 255 e 209 del codice penale, pene fino a 15 anni).

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale in lingua inglese (BBC, agenzie come APA) inquadra le dimissioni come uno scandalo di corruzione di alto livello in un Paese in guerra, dando risalto alla negazione di Kravchenko, alla sua dichiarazione di voler evitare lo «scontro politico» e alla portata delle accuse di riciclaggio. Le testate occidentali collocano il caso nel contesto più ampio delle istituzioni anticorruzione ucraine e del percorso di adesione all'UE, richiamando le proteste del 2025 contro i tentativi di limitare l'indipendenza di NABU e SAP e gli avvertimenti delle ambasciate del G7. Il taglio tende a sottolineare le conseguenze politiche per Zelensky e per la credibilità riformatrice dell'Ucraina, più che gli aspetti investigativi specifici dello schema dei call center.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono su cosa abbia effettivamente innescato le dimissioni: alcune le descrivono come un atto volontario di Kravchenko in esito al colloquio con Zelensky, mentre altre — citando ambienti dell'Ufficio del presidente — riferiscono che sia stato Zelensky a chiedergli di presentare la lettera. Lo stesso Kravchenko aveva in precedenza dichiarato che non si sarebbe dimesso di propria iniziativa se non su richiesta del presidente e della Verkhovna Rada.

Le fonti divergono anche sul grado di coinvolgimento personale di Kravchenko: le registrazioni e i materiali d'indagine di NABU e SAP collegano strettamente Kropyva al procuratore generale (controllava e pagava i lavori nella sua casa a Kozyn, lo chiamava «Andrijovyč»/«capo»), ma Kravchenko nega pubblicamente ogni addebito e afferma di non avere alcuno status procedurale nel caso.

Esistono infine versioni differenti sullo svolgimento delle perquisizioni: la maggior parte delle cronache ucraine descrive resistenza all'ingresso da parte dell'Ufficio del procuratore e l'uso di scale da parte di NABU durante un «assalto», mentre un'altra versione parla di semplici azioni investigative di routine con un breve rifiuto d'accesso.

Contesto

NABU e SAP sono i principali organi anticorruzione dell'Ucraina, creati oltre un decennio fa; la loro indipendenza era stata riaffermata dal presidente Zelensky dopo le proteste del 2025 e le obiezioni del G7 a riforme che ne avrebbero limitato l'autonomia. Lo status di candidato all'adesione all'UE concesso all'Ucraina è subordinato a una lotta credibile contro la corruzione. La questione dei call center truffa era stata sollevata pubblicamente con Zelensky da Ukrainska Pravda nel 2023, e negli anni successivi erano aumentate le denunce di cittadini UE vittime di truffatori ucraini. Ruslan Kravchenko era stato nominato procuratore generale nel giugno 2025. Nel caso «Cartagine» il sospettato centrale, Serhiy Kropyva, è indicato nelle registrazioni con il soprannome «Cancelliere», mentre la sua convivente Yelyzaveta Ivakhnenko è chiamata «Muza»: entrambi sono stati posti in custodia cautelare con cauzioni di entità molto elevata.