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Il Procuratore generale dell'Ucraina Kravchenko si dimette sullo sfondo dell'operazione «Cartagine»

Il Procuratore generale dell'Ucraina Ruslan Kravchenko ha rassegnato le dimissioni la sera del 7 settembre, dopo che in mattinata aveva dichiarato ai giornalisti che non intendeva lasciare volontariamente la carica. Le dimissioni arrivano mentre è in corso l'operazione «Cartagine» di NABU e SAP, che indaga su una presunta organizzazione criminale all'interno dell'Ufficio del Procuratore generale accusata di ricevere sistematicamente tangenti da call center fraudolenti e di riciclare i proventi.

Punti chiave

  • Kravchenko ha presentato le dimissioni la sera del 7 settembre, pubblicando l'annuncio sul suo canale Telegram.
  • Ha definito la decisione una «scelta politica consapevole», sostenendo di non volere che la carica fosse usata come strumento di scontro politico.
  • In mattinata aveva detto ai giornalisti che non avrebbe presentato dimissioni volontarie e che avrebbe lasciato solo su richiesta del presidente o della Verkhovna Rada.
  • Il 7 settembre il presidente Zelensky ha incontrato Kravchenko e il capo della fazione «Servitore del Popolo» Davyd Arakhamia per discutere della sua posizione.
  • Il 4 settembre NABU e SAP hanno annunciato l'operazione «Cartagine» contro un'organizzazione criminale legata all'Ufficio del Procuratore generale; sono stati identificati cinque sospettati.
  • Il 6 settembre il Tribunale anticorruzione (VAKS) ha posto in custodia Serhiy Kropyva con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie; il 7 settembre ha disposto la custodia anche per Yelyzaveta Ivakhnenko (cauzione di 20 milioni) e per l'autista di Kropyva Serhiy Kutsyi (cauzione di 3 milioni).
  • Kravchenko ha negato qualsiasi legame con il presunto «schermo» ai call center illegali e ha detto di non avere alcuno status processuale nel caso «Cartagine».

Perché è importante

Le dimissioni privano l'Ucraina del capo della procura mentre è in corso un'indagine anticorruzione che tocca direttamente funzionari del suo stesso ufficio, e segnano la quarta sostituzione del Procuratore generale sotto il presidente Zelensky. Il caso «Cartagine» ipotizza un sistema sistematico di tangenti e riciclaggio legato a call center fraudolenti, con possibili ricadute sulla fiducia pubblica nelle istituzioni giudiziarie. La Commissione europea è intervenuta commentando le dimissioni, a indicare la rilevanza della vicenda per i parametri anticorruzione legati al percorso di adesione dell'Ucraina all'UE.

Che cosa è successo

Il 7 settembre, nel tardo pomeriggio, il Procuratore generale dell'Ucraina Ruslan Kravchenko ha pubblicato sul suo canale Telegram la lettera di dimissioni, annunciando una «decisione politica consapevole» per evitare che la carica fosse strumentalizzata nello scontro politico. In mattinata Kravchenko aveva invece detto ai giornalisti che non avrebbe presentato dimissioni volontarie e che avrebbe lasciato l'incarico solo se lo avessero chiesto il presidente o la Verkhovna Rada; nello stesso giorno il presidente Volodymyr Zelensky lo aveva incontrato insieme al capo della fazione «Servitore del Popolo» Davyd Arakhamia per discutere della sua posizione. Zelensky ha poi comunicato che la lettera di dimissioni sarebbe stata trasmessa alla Verkhovna Rada. Le dimissioni arrivano sullo sfondo dell'operazione «Cartagine», annunciata il 4 settembre da NABU e SAP, che indaga su una presunta organizzazione criminale all'interno dell'Ufficio del Procuratore generale accusata di ricevere sistematicamente tangenti da call center fraudolenti e di riciclare i proventi, anche attraverso acquisti immobiliari. Secondo l'inchiesta l'organizzazione sarebbe stata creata e guidata dalla metà del 2025 da un capo di una struttura dell'Ufficio del Procuratore generale, identificato nei media come Serhiy Kropyva, vicedirettore del dipartimento di cooperazione internazionale, soprannominato «Kantsler» nelle registrazioni NABU. Il 6 settembre il Tribunale anticorruzione (VAKS) ha disposto la custodia di Kropyva con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie; il 7 settembre ha disposto la custodia anche per Yelyzaveta «Muza» Ivakhnenko (cauzione 20 milioni) e per l'autista di Kropyva Serhiy Kutsyi (cauzione 3 milioni). Nella notte tra il 4 e il 5 settembre i detective di NABU avevano perquisito l'ufficio e l'abitazione di Kravchenko, nonché gli uffici della sua prima vice Mariya Vdovychenko e quelli del capo dell'amministrazione militare regionale di Odessa Oleh Kiper. Kravchenko ha confermato le perquisizioni nei suoi locali, ma ha negato qualsiasi legame con le presunte coperture ai call center illegali, assicurando di non avere alcuno status processuale (né testimone né indagato) nel caso «Cartagine». Ha inoltre annunciato l'avvio delle procedure di licenziamento di Kropyva e la preparazione di sette istanze alla Commissione di disciplina dei procuratori riguardanti altri membri della sua cerchia.

Come la raccontano le fonti ucraine

I media ucraini hanno dato ampio spazio al racconto di Kravchenko, che inquadra le dimissioni come una scelta politica consapevole e nega ogni suo coinvolgimento nel presunto «schermo» ai call center, bollando l'intera vicenda come un «mandato politico». Le stesse fonti riferiscono nel dettaglio i risultati dell'operazione «Cartagine» condotta da NABU e SAP, le decisioni del Tribunale anticorruzione su Kropyva, Ivakhnenko e Kutsyi, e le dichiarazioni dei procuratori anticorruzione secondo cui Kropyva avrebbe organizzato lavori di ristrutturazione nella casa di Kravchenko a Kozyn e viaggi in Spagna per i familiari del Procuratore generale. Il quadro ucraino sottolinea inoltre la cooperazione di Kravchenko con le perquisizioni, l'avvio dei procedimenti disciplinari contro sette procuratori vicini a Kropyva e il ruolo del presidente Zelensky nel chiedere le dimissioni.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale è limitata: un articolo in lingua tedesca inquadra le dimissioni come uno «scandalo di corruzione», collegandole all'operazione «Cartagine» e ai presunti call center fraudolenti, e le contestualizza come il quarto rimpasto della procura generale voluto da Zelensky dal suo insediamento, dopo la rimozione di Andriy Kostin. Una fonte araba del Qatar descrive la vicenda come le dimissioni del Procuratore generale ucraino «tra indagini e sospetti di corruzione», privilegiando l'angolo della corruzione senza approfondire la lettura politica proposta dallo stesso Kravchenko. La Commissione europea è intervenuta commentando le dimissioni, segnalando la rilevanza del caso per i parametri anticorruzione legati al percorso di adesione dell'Ucraina all'UE.

Dove le versioni divergono

Le fonti discordano anzitutto sulla data precisa di nomina di Kravchenko a Procuratore generale: la maggior parte indica il 21 giugno 2025, mentre alcune citano il 17 giugno 2025 come data di approvazione da parte della Verkhovna Rada. Un secondo punto di disaccordo riguarda le perquisizioni del 4-5 settembre: l'Ufficio del Procuratore generale ha inizialmente smentito che fossero in corso perquisizioni presso Kravchenko, salvo poi confermarle il giorno seguente. Terzo punto: Ukrainska Pravda ha riportato che Kravchenko non era rintracciabile dopo l'avvio dell'operazione «Cartagine» e fonti di ZN.UA hanno sostenuto che si trovasse in una clinica privata a Kyiv; l'Ufficio del Procuratore generale ha smentito tali informazioni e la portavoce Nataliya Baiurko ha dichiarato il 5 settembre che Kravchenko era regolarmente al suo posto di lavoro. Quarto e più rilevante punto: in mattinata Kravchenko aveva detto ai giornalisti che non avrebbe presentato dimissioni volontarie, mentre la sera dello stesso giorno ne ha annunciato la presentazione via Telegram; fonti di LIGA.net hanno riferito che sarebbe stato lo stesso presidente Zelensky a chiedergli personalmente di scrivere la lettera di dimissioni.

Contesto

L'operazione «Cartagine», annunciata il 4 settembre da NABU e SAP, ha portato alla luce una presunta organizzazione criminale all'interno dell'Ufficio del Procuratore generale accusata di ricevere sistematicamente tangenti da call center fraudolenti e di riciclare i proventi, anche tramite acquisti immobiliari e beni di lusso. Secondo l'inchiesta l'organizzazione sarebbe stata creata e guidata dalla metà del 2025 da un responsabile di una struttura dell'Ufficio del Procuratore generale, identificato nei media e nei materiali giudiziari come Serhiy Kropyva, vicedirettore del dipartimento di cooperazione internazionale, con il soprannome «Kantsler» nelle registrazioni NABU. Il 6 settembre il VAKS ha disposto la custodia di Kropyva con cauzione alternativa di 120 milioni di grivnie; il 7 settembre ha disposto la custodia anche per Yelyzaveta «Muza» Ivakhnenko (cauzione 20 milioni) e per l'autista di Kropyva Serhiy Kutsyi (cauzione 3 milioni). Nella notte tra il 4 e il 5 settembre i detective di NABU hanno perquisito l'ufficio e l'abitazione di Kravchenko, nonché gli uffici della sua vice Mariya Vdovychenko e quelli del capo dell'amministrazione regionale di Odessa Oleh Kiper. Ruslan Kravchenko era stato nominato Procuratore generale nel giugno 2025 (la Verkhovna Rada aveva sostenuto la proposta presidenziale con 273 voti) e in precedenza aveva diretto il Servizio fiscale statale (dal 31 dicembre 2024 al giugno 2025), l'amministrazione militare regionale di Kyiv (aprile 2023 – dicembre 2024) e la procura distrettuale di Bucha. Aveva succeduto ad Andriy Kostin, rimosso dal parlamento nell'autunno 2024 dopo lo scandalo delle indennità di invalidità concesse in modo irregolare a procuratori.