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NABU e SFA smantellano "Cartagine": l'inchiesta che scuote la Procura generale ucraina

Il 4 settembre NABU e la Procura anticorruzione specializzata (SFA) hanno annunciato l'operazione "Cartagine", che ha smascherato un'organizzazione criminale guidata, secondo l'accusa, da un alto funzionario dell'Ufficio del Procuratore generale, sospettato di proteggere call-center truffaldini e riciclare proventi. Nella notte tra il 4 e il 5 settembre i detective hanno effettuato perquisizioni negli uffici del Procuratore generale Ruslan Kravchenko, della sua vice Mariya Vdovychenko e di altri funzionari. Kravchenko ha negato pubblicamente qualsiasi coinvolgimento e ha sospeso il dipendente indicato come "Cancelliere" nelle registrazioni. Il 6 settembre l'Alta corte anticorruzione (VAKS) ha disposto la custodia cautelare di Serhiy Kropyva, identificato dai media come il "Cancelliere".

Punti chiave

  • Il 4 settembre NABU e SFA hanno annunciato l'operazione "Cartagine" contro un'organizzazione criminale guidata da un funzionario dell'Ufficio del Procuratore generale, accusata di proteggere call-center truffaldini e riciclare i proventi.
  • Nella notte tra il 4 e il 5 settembre detective NABU hanno perquisito gli uffici del Procuratore generale Ruslan Kravchenko, della sua prima vice Mariya Vdovychenko e di altri dipendenti.
  • Cinque persone sono state identificate come partecipanti; i capi d'imputazione sono gli articoli 255 (creazione e direzione di un'organizzazione criminale) e 209 (riciclaggio) del Codice penale ucraino, con pena fino a 15 anni.
  • Secondo NABU, oltre 20 milioni di UAH sono stati spesi in immobili, gioielli e beni di valore, oltre 12 milioni in asset riciclati tramite intestazioni a terzi (tra cui un appartamento vicino ai Carpazi) e oltre 10 milioni su conti di familiari come redditi d'impresa fittizi.
  • L'identificato dai media come "Cancelliere" – Serhiy Kropyva, vice capo del Dipartimento di cooperazione giuridica internazionale dell'Ufficio del Procuratore generale – è stato fermato e il 6 settembre il VAKS ne ha disposto la custodia cautelare fino al 2 novembre, con cauzione alternativa di 120 milioni di UAH.
  • Sulle registrazioni NABU appare anche una figura chiamata "Šef" (Boss), descritta come ex capo del Servizio fiscale statale e interpellata con il patronimico "Andrijovyč": i contrassegni corrispondono alla biografia di Kravchenko, ma NABU non lo ha ancora pubblicamente chiamato in causa né notificato alcun sospetto.
  • Il 6 settembre Kravchenko ha negato pubblicamente qualsiasi coinvolgimento nel coprire call-center illegali, ha annunciato la sospensione e la preparazione del licenziamento del dipendente coinvolto, e ha ordinato controlli e test al poligrafo sui funzionari del suo ufficio competenti in materia.

Perché è importante

L'inchiesta tocca il cuore del sistema giudiziario ucraino, perché indaga proprio l'ufficio che dovrebbe perseguire la corruzione. Le registrazioni NABU identificano per marcatori (ex capo del Servizio fiscale, patronimico "Andrijovyč") il Procuratore generale Kravchenko come figura chiamata "Šef", anche se NABU non lo ha ancora formalmente chiamato in causa. Il caso potrebbe quindi decidere la permanenza in carica di Kravchenko. Più in generale, l'operazione rivela la dimensione del business dei call-center truffaldini in Ucraina e le reti di protezione che, secondo gli inquirenti, lo rendono possibile – con ricadute internazionali, dato che queste truffe colpiscono anche cittadini UE e del Regno Unito.

Che cosa è successo

Il 4 settembre 2026 la NABU (Bureau nazionale anticorruzione) e la SFA (Procura anticorruzione specializzata) hanno annunciato l'operazione "Cartagine", che ha portato alla luce un'organizzazione criminale accusata di coprire call-center truffaldini attivi in Ucraina e di riciclare i guadagni illeciti. Secondo gli inquirenti, l'organizzazione sarebbe stata creata e diretta a partire dalla metà del 2025 da un alto funzionario dell'Ufficio del Procuratore generale (OPG). Nella notte tra il 4 e il 5 settembre i detective NABU hanno perquisito gli uffici del Procuratore generale Ruslan Kravchenko, della sua prima vice Mariya Vdovychenko e di altri dipendenti dell'OPG. Cinque persone sono state identificate come partecipanti, con capi d'imputazione per gli articoli 255 (creazione e direzione di organizzazione criminale) e 209 (riciclaggio) del Codice penale ucraino, punibili fino a 15 anni. Le registrazioni pubblicate da NABU identificano il presunto organizzatore con il nome in codice "Cancelliere" e un suo superiore come "Šef" (Boss), descritto come ex capo del Servizio fiscale statale, patronimico "Andrijovyč" – caratteristiche corrispondenti alla biografia di Kravchenko, anche se NABU non lo ha ancora pubblicamente accusato. I media hanno identificato il "Cancelliere" come Serhiy Kropyva, vice capo del Dipartimento di cooperazione giuridica internazionale dell'OPG, fermato la sera del 4 settembre mentre, secondo fonti di Ukraïnska Pravda, tentava di lasciare l'Ucraina dalla zona di Leopoli. Il 6 settembre l'Alta corte anticorruzione (VAKS) ne ha disposto la custodia cautelare fino al 2 novembre, con cauzione alternativa di 120 milioni di UAH (la procura ne aveva chiesti 200). Secondo l'accusa, Kropyva avrebbe riciclato circa 89,9 milioni di UAH in due episodi (41,7 milioni durante il servizio all'OPG e 48,2 milioni quando era vice capo dell'amministrazione militare regionale di Odessa). L'OPG ha confermato le perquisizioni e annunciato la sospensione del dipendente coinvolto e l'apertura di un'indagine interna; ha però criticato la modalità delle perquisizioni notturne, sostenendo che i detective avrebbero avuto accesso a materiali di fascicoli penali estranei (compresi procedimenti sul possibile comportamento illecito di membri di NABU e SFA e di persone vicine ai vertici della SFA) e che l'udienza del tribunale si basava solo su ipotesi. Kravchenko ha negato pubblicamente ogni coinvolgimento, ha ordinato test al poligrafo per i dipendenti dell'OPG competenti sui casi di call-center illegali e verifiche sul Dipartimento di cooperazione internazionale e sull'unità cybercrime.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti della sintesi sono ucraine (UA) e in lingua ucraina. La copertura si concentra sugli attori istituzionali interni: NABU, SFA, OCPG, VAKS, Servizio fiscale, Ufficio del Presidente e fazione "Servitore del Popolo". Grande risalto è dato alle smentite di Kravchenko e alle critiche dell'OPG sulle perquisizioni notturne: l'ufficio contesta che l'ordinanza del tribunale citasse solo conversazioni di natura domestica e chiede una valutazione giuridica sull'ampiezza dell'accesso dei detective. Le inchieste di Ukraïnska Pravda, ZN.UA e Bihus.Info riportano in dettaglio elementi investigativi – l'identificazione di "Šef" con Kravchenko, la casa di Kozyn, il ruolo di Kropyva nel coordinare questioni domestiche per Kravchenko, il presunto accordo Kravchenko–Arakhamia – senza che i soggetti citati li abbiano confermati. Ampio spazio anche alle statistiche difensive fornite dallo stesso Kravchenko (oltre 1.050 perquisizioni, ~340 call-center chiusi, 5.000 postazioni operatori, 147 procedimenti, 183+ indagati, 93 rinvii a giudizio in 12 mesi) e alla sua dichiarata disponibilità a dimettersi solo su richiesta del Presidente e della Verkhovna Rada.

Come la raccontano le fonti internazionali

La sintesi fornita non include fonti internazionali: tutti i soggetti elencati sono media o agenzie ucraine (UA). Non è quindi possibile ricavare dal materiale disponibile una distinta cornice internazionale oltre al fatto, ricordato nello sfondo, che i call-center truffaldini ucraini prendono di mira anche cittadini stranieri (in particolare dell'UE e del Regno Unito), con un caso documentato in cui l'UE e il Regno Unito avrebbero chiesto direttamente alle autorità ucraine la chiusura di uno di questi uffici.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono su alcuni punti chiave. (1) Sulla scomparsa di Kravchenko: fonti di Ukraïnska Pravda e ZN.UA hanno scritto che il Procuratore generale non era rintracciabile e, secondo ZN.UA, si trovava nella clinica Dobrobut a Kiev; l'OPG, Kravchenko stesso e la rete Dobrobut hanno smentito, affermando che era al lavoro. (2) Sull'identificazione di Kravchenko come "Šef": NABU non lo ha pubblicamente chiamato in causa né gli ha notificato un sospetto, ma i marcatori (ex capo del Servizio fiscale, patronimico Andrijovyč) corrispondono alla sua biografia e i media lo identificano come tale; Kravchenko nega ogni addebito. (3) Sull'estensione delle perquisizioni notturne: l'OPG sostiene che i detective abbiano avuto accesso a materiali di fascicoli estranei (compresi procedimenti su possibili illeciti di personale NABU/SFA e persone vicine ai vertici SFA) e chiede una valutazione giuridica; NABU/SFA non hanno pubblicamente affrontato questa specifica contestazione. (4) Sull'entità del riciclaggio: la maggior parte dei resoconti cita oltre 20 milioni di UAH in immobili/beni, oltre 10 milioni su conti di familiari e almeno 12 milioni in immobili di pregio vicino ai Carpazi; una fonte parla di oltre 30 milioni complessivi, mentre l'udienza per Kropyva ha prodotto una cifra specifica di 89,9 milioni a suo carico. (5) Sulle dimissioni di Kravchenko: fonti di Ukraïnska Pravda riferiscono che il Presidente Zelensky sarebbe stato pronto a chiederne le dimissioni, ma sarebbe stato dissuaso dal capo della fazione "Servitore del Popolo" Davyd Arakhamia; né l'Ufficio del Presidente né Arakhamia hanno confermato, e Kravchenko ha detto che si dimetterebbe solo su richiesta del Presidente e della Rada.

Contesto

NABU (Bureau nazionale anticorruzione) e SFA (Procura anticorruzione specializzata) sono i principali organismi anticorruzione dell'Ucraina. L'operazione "Cartagine" indaga presunti legami tra funzionari dell'Ufficio del Procuratore generale e una rete di call-center truffaldini che, secondo gli inquirenti, avrebbe preso di mira cittadini ucraini e stranieri in cambio di mazzette sistematiche. Ruslan Kravchenko ha diretto il Servizio fiscale statale dal dicembre 2024 al giugno 2025, prima di essere nominato Procuratore generale; nelle intercettazioni NABU la figura chiamata "Šef" – descritta come ex capo del Servizio fiscale e interpellata con il patronimico "Andrijovyč" – presenta marcatori coincidenti con la sua biografia, anche se NABU non lo ha ancora formalmente chiamato in causa. Secondo le stime citate dall'inchiesta, in Ucraina opererebbero circa 2.000 call-center truffaldini, di cui oltre 1.000 considerati "bianchi" perché protetti da un "sportello unico" di pagamenti mensili distribuiti, secondo le accuse, tra diversi organismi di sicurezza e forze dell'ordine.